Il Pesto

kitchen — Inviato da nero @ 20:22

Stasera pesto. Definirlo alla genovese è eccessivo considerato che: 

  1. gli ingredienti sono tutti milanesi
  2. non ho un mortaio e un pestello, ma una tazza e il manico di un coltello :(
  3. non ho nessuna ascendenza ligure, neanche a cercarla con il lanternino.

In ogni caso ci ho provato e il risultato non è stato malvagio. La ricetta è semplice e il segreto più di ogni altra cosa sta nel mettere la quantità adeguata di basilico e nello spatasciarlo per bene il più a lungo possibile. Quando credete che sia abbastanza siete sicuramente a poco più del 50% di quanto dovreste pestarlo :)

Ingredienti (per due persone):

    40-50  foglie di basilico

    1 spicchio d'aglio

    20 pinoli

    3 cucchiaini di grana grattuggiato

    3 cucchiaini di pecorino grattuggiato 

    3/4 di bicchiere di olio d'oliva extra vergine

    una decina di grani di sale grosso

Per prima cosa mettete l'aglio nel mortaio e spiaccicatelo per bene con il pestello. A seguire  ponete le foglie lavate e asciutte di basilico nel mortaio e iniziate a pestare: è importante che il movimento del pestello non sia tale da spezzare le foglie ma da spiaccicarle (con un tipico movimento rotatorio combinato alla pressione verso il mortaio). Insieme alle foglie di basilico aggiungete il sale. 

Dopo una buona ora di spiaccicamento potreste iniziare a pensare di aggiungere gli altri ingredienti, ma dipende da voi quanto volete rischiare. Sicuramente prima di farlo la pastella di basilico, aglio e sale deve essere molto uniformemente sminuzzata (quasi un puré) e abbondante deve essere il succo verde di basilico in cui sguazza.

Una volta arrivati a questo punto aggiungete i pinoli e continuate a pestare. Poi aggiungete il formaggio un po' per volta senza mai smettere di pestare. Per concludere aggiungete l'olio e lasciate riposare un po' prima di condire la pasta.

La prossima volta, foto! 


Quando gufo faccio miracoli (Inter-Chievo 4-3)

spalti e madonne — Inviato da nero @ 19:56


Oggi giornata leggermente nuvolosa in quel di San Siro, si vede da paura il campo, e non fa troppo caldo. Sugli spalti la gente canta come se fosse una partita del milan, che quasi non riconosco gli interisti col muso lungo e le palle girate. In campo si scaldano in tredici, tanto per non farti capire che cazzo di squadra Mancini vuole mettere in campo, ma la presenza di Santiago Solari già mi fa girare le palle. Non è colpa di Solari se ho sempre la sensazione che non ne imbrocchi una. Sono sicuro che è un bravo giocatore, ma mi da sempre la sensazione di tirarmela in culo alla prima possibilità.  

Quando leggono le formazioni tiro un sospiro di sollievo scoprendo che in campo c'e' Figo e non Maxwell: Julio Cesar, Zanetti, Cordoba, Samuel, Grosso, Solari, Stankovic, Dacourt, Figo, Adriano, Crespo. Risparmiare gli uomini a tal punto mi sarebbe sembrato un po' suicida. Nel frattempo cerco con lo sguardo i sostenitori del Chievo (che mi stanno pure simpatici) ma non li trovo. Scopriro' solo al 20' del secondo tempo che sono posizionati con i loro culi esattamente sotto di me, nello spicchio di sud vicina alla tribuna rossa. 

Per 75 minuti il Chievo, simpatici ma non sono nessuno, non sa neanche di che forma è fatto il pallone, talmente è totale lo strapotere nerazzurro in campo. Tant'è che vinciamo 4-0: Crespo nel primo tempo, poi Samuel di testa quasi da fuori area, Stankovic con una stecca in da 20 metri, Crespo di nuovo su azione. La difesa regge bene anche se Samuel è in questo momento un filo meno autorevole di Matrix, e Grosso è lungi dall'essere al meglio, tanto che un paio di volte incespica su sé stesso. A centrocampo tutto bene anche senza Cambiasso e Vieira (ottima notizia) anche se Solari è l'unico giocatore al mondo a perdere più palle di Maicon. Davanti Figo fatica a entrare in partita ma ogni palla che tocca è un miracolo, Crespo è la solita ira d'iddio, Adriano il solito morto che cammina. Voglio dire, non è che uno deve segnare per forza, ma dio scafandro lurido almeno i movimenti senza palla non puoi sbagliarli tutti. E sopratuttto: un po' di grinta, che cazzo!

L'unico problema della coppia (ma anche con Ibra è la stessa solfa) sono i movimenti: alle volte tutti e due da un lato, quando Stankovic scende al centro si aprono tutti e due all'esterno lasciandolo solo contro tre, quando si verticalizza entrambi stan fermi o si muovono ma mai in direzione della porta. Pare che in allenamento si parli di come fare il cappuccino anziché di ste robe. In ogni caso fa il suo anche Julio Cesar che su ogni rinvio ha figo libero sulla destra ma non lo serve neanche se gli danno dei soldi in premio. Speriamo che riguardando la partita se ne accorga.

Sul 4-0 tiro la mia gufata che io sia maledetto: ok, la partita è finita, che il Chievo fa 5 gol in dieci minuti non ci credo neanche se lo vedo. La colpa non è dell'Inter, che evidentemente ha un contratto premio con i cardiochirurghi, ma mia, che conoscendo la mia squadra di merda, non dovevo parlare. Tra il 77' e l'88 il Chievo segna tre gol, lasciando il pubblico di San Siro per 6 minuti (perché quella merda del quarto uomo decide per 4 minuti di recupero) in ansia. Cioé anche quando vinciamo 4-0 dobbiamo fare gli ultimi dieci minuti che ti lasciano senza vita per le successive 4 ore, mentre recuperi dall'adrenalina. Che odio. Alla fine, però, meglio capire che non si può deconcentrarsi mai con il Chievo, piuttosto che con i cugini di merda, che ce ne davano 7 di gol in quei dieci minuti.

Ultima nota: l'arbitro. Il primo che dice che siamo la nuova Juve, prima di spaccargli il naso per l'insulto, gli faccio rivedere l'arbitraggio delle ultime tre gare. Se Tagliavento è incommentabile per quanto era evidente che avesse preso i soldi da qualcuno che ci odia favorendo la Samp in maniera oscena, Roma-Inter e Inter-Chievo sono state comunque dirette male e a senso unico, anche se non in maniera così plateale. Penso che basti vedere i falli fischiati e i criteri per i cartellini gialli. Che palle ma neanche quest'anno posso stare tranquillo?

 


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