Cinismo e sufficienza

spalti e madonne — Inviato da nero @ 18:19

Arriviamo a Empoli con un quintale di gufate e torniamo a casa con il record di Trapattoni ed Herrera eguagliato e 3 gol alla "difesa meno perforata del campionato". Il riassunto della partita è: troppa sufficienza nel giocare e un cinismo sconfinato nel mettere 3 palloni 3 in fondo al sacco.

Il primo tempo è da dimenticare, e ogni interista rivede il film degli anni passati: la squadra non gira, la difesa tiene ma quando la palla oltrepassa il centrocampo il gioco scompare. Sbagliamo TUTTI i passaggi e Solari è evidentemente in giornata no, lasciando a bocca asciutta di palloni l'area dell'Empoli e il presidio che Ibra-Crespo vi allestiscono.

Rientriamo nel secondo tempo e l'Empoli ci crede: ci mette sotto un po' e quasi la mette dentro. Grosso si fa male e Mancini butta dentro Maxwell che forse interpreta male il senso delle parole "devi fare il terzino sinistro" che dalle mie parti indicano "anticipa l'avversario e spazza via quando sei indeciso". Invece lui fa il brasiliano e quasi fa un paio di figure di merda epocali.

Mancini ancora non si fida e aspetta il 13esimo del secondo tempo per buttare dentro Recoba, l'unico che può iniziare a far filtrare palloni in area (almeno per circa 90 minuti, fino a quando non si farà male di nuovo ai muscoletti). Infatti la partita cambia faccia e nel giro di due minuti da un suo cross dall'angolo torre di Ibra e tap-in di Crespo. Ogni tifoso dell'Inter lo sapeva che era il cambio da fare, ma Mancini non può fare SUBITO la cosa giusta, deve farti per forza penare un po'. L'Empoli si tuffa a testa bassa in avanti, e dai e ridai, al primo passaggio sbagliato Ibra la mette sbeffeggiando Balli con un tiro a girare dritto sul palo interno. Dopo altri dieci minuti Ibra da solo davanti a Balli la tocca piano e fa fare la figura dell'eroe al portiere 39enne dell'Empoli. Sullo sviluppo dell'angolo, cross di Burdisso e testata di Samuel che insacca il 3-0 che chiude definitivamente la questione. All'Empoli non rimane che mettersi a prendere a scarpate chi capita, ma le ammonizioni le becchiamo solo noi.  

Ah, dimenticavo... Al 18esimo del secondo tempo è entrato anche Adriano che nonostante gli scongiuri continua a essere una lavatrice. La cosa più irritante: perde la palla e rimane fermo lì deluso che gli avversari osino GIOCARE contro di lui, l'Imperatore. Sì... l'Imperatore di sto cazzo.

 


Cartografie milanesi (1300-1860)

pagine e parole, storia e memoria, concrete, atlas — Inviato da nero @ 13:42

 

In una delle librerie del centro dove affluiscono le rese di mezzo mondo, una sorta di remainder che non usa il nome remainder perché la sua reputazione ne risentirebbe, si possono trovare oltre ai peggiori libri di narrativa, molti libri di immagini: le collezioni fotografiche, i libri d'arte, i libri di ricette, e a volte qualche libro un po' curioso. Nel mio caso: un libro di mappe storiche di Milano. 

Non è sicuramente il più completo che ci sia in circolazione, ma ne ospita alcune ben fatte anche se il livello di riproduzione e la qualità della carta è abbastanza infima. Il vantaggio che ha è quello di non costare molto e quindi di poter essere felicemente storpiato per poter scansionare un po' di materiali.

Molte di queste cartine vi saranno d'aiuto nel navigare Rapsodia Monocromatica :)

Il tour comincia da una mappa dello sviluppo di Milano tra il III secolo a.C. e il XIII d.C.: il grosso vantaggio di questa mappa è la presenza di tutte le successive cinte murarie e quindi una visione abbastanza chiara di quelli che sono stati i confini ufficiali della città almeno fino all'incorporazione dei Corpi Santi nel 1873.

carta_IIIac_XIIIdc.pdf

 

 (Continua)

I figli degli uomini

movimenti tellurici, cinema — Inviato da nero @ 12:23

Il soggetto (ovvero il libro originale di PD James) è ottimo, e Cuaron riesce bene a rendere l'idea di un futuro non troppo lontano e fin troppo simile al nostro presente.  Come nella fantascienza migliore degli ultimi anni (e anche degli anni passati se pensiamo ad alcuni libri di PK Dick) non è necessario sciorinare astronavi e teletrasporto per parlare del presente attraverso il futuro (che è poi un po' il sale della fantascienza e il suo compito più difficile).

Il film è ben realizzato, i colpi di scena reggono bene, e Clive Owen è un perfetto emulo di Deckard (chi non sa chi è non è degno di questo post :). Tra l'altro gli invidio molto l'impermeabile...

Quello che mi lascia un po' perplesso di questo film, è l'esatto opposto di quello che mi è piaciuto del Labirinto del Fauno (anche se parlare del presente è più difficile che parlare del passato e della historia magistrae vitae): la maggior parte dei film riesce molto bene a criticare l'estabilshment e i governi, anche perché di questi tempi è un po' come sparare sulla croce rossa, ma quasi tutti i registi e gli autori vanno in catalessi nel momento in cui devono parlare dell'uso della violenza e delle possibilità di rivolta. 

Mi pare di ravvisare in questo trend un'afasia terribile delle sinistre mondiali, che hanno gioco facile nel criticare le destre e i governi lontani, ma che dimostrano una totale incapacità di proporre un qualsiasi modello o di difendere una qualsiasi posizione leggermente conflittuale. Il film di Cuàron soffre della medesima sindrome: l'uso di ogni forma di violenza è sbagliato e porta al tradimento e allo sviluppo di tutto ciò che rappresenta il peggio dell'essere umano (e fin qui potremmo pure cinicamente essere d'accordo, dato che non pensiamo che esistano uomini buoni), l'unica possibilità di salvezza (inteso in senso stretto, cosiderata la conclusione con Madonna nera e pseudo bambin gesù) è l'amore e la pace che sconfiggerà il male.

Il moralismo di questa posizione pseudo politica è talmente rivoltante da non meritare commenti, ma soprattutto pecca di ciò che rende più inefficace ogni progetto: l'assenza di realismo e di una sana dose di cinismo. La soluzione è un po' troppo semplice per essere vera, e soprattutto è buona solo per un film o per un melodramma, non certo per chi è costretto a strappare ogni centimetro di sopravvivenza a calci, sputi e morsi.

L'idea che mi sono fatto è che l'afasia sinistroide nasconda molto semplicemente una visione troppo comoda della vita, e il segno di una sconfitta già consumata e senza alcuna prospettiva.

 


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