Esiste una branca della scienza non convenzionale chiamata criptozoologia: in sostanza studia la natura, le abitudini e le caratteristiche di animali, mostri, bestie, leggende che fanno parte della leggenda, della mitologia, o anche solo del mondo del fantastico. E' una scienza (o per alcuni un genere di letteratura) molto intrigante, che come i giochi di ruolo, svolge l'intrinseca funzione di allenare il nostro cervello e al nostra immaginazione.
Quasi tutti i grandi criptobiologici sono stati sia scienziati naturali che scrittori di letteratura di genere (e se vivono in tempi moderni, anche giocatori di ruolo :). L'esempio tipico e più noto di criptozoologo è Charles Fort, che ha tra gli innumerevoli meriti anche quello di aver patrocinato una aggettivo, fortean, che in inglese denota fenomeno misteriosi e inspiegabili dalla scienza. I libri di Fort sono uno spasso pari solo a quelli di Peter Kolosimo, e consiglio a tutti almeno una volta nella vita di leggerli.
L'invenzione di creature mitologiche nel passato è stata spronata dall'incontro con animali di cui non si conosceva nulla, e tuttora le immagini di alcuni esseri provenienti dagli ambienti più ostili potrebbe facilmente originare ulteriori casi da criptozoologi. Bibliodissey ci mette del suo pubblicando ogni 5-6 post un bestiario o una qualche collezione veramente inquietante di creature bizzarre. 
Manco a dirlo, anche Pynchon, del cui ultimo libro il cui titolo sembra profetico (Against the Day) potete trovare un'ottima recensione di Tommaso Pincio in calce a questo post, in attesa che lo possa leggere anche io (sia maledetto Amazon), è un pluripremiato ospite degli elenchi di autori di criptozoologia (oggetto di premi annuali e almanacchi), sia per quello che c'è nel suo ultimo romanzo, sia per aver dato la dignità di un ruolo narrativo a uno dei più noti pezzi di questa disciplina: gli alligatori albini nelle fogne di una grande metropoli (come dimenticare Benny Profane e Stencil a caccia di Veronica nella fogne?).
(Continua)