Sofferenza old school, risultato new style

spalti e madonne — Inviato da nero @ 21:22

 

Arrivando a San Siro, un tifoso a caso si è fermato lungo la strada e mi ha dato un passaggio lungo la strada che porta allo stadio. La cosa mi ha stupito per l'insolita gentilezza tra individui abitanti a Milano. Non sapevo che era un segno del destino: avrei dovuto soffrire 90 minuti pensando per almeno 45 di essi che avremmo perso la prima partita della stagione in casa contro l'Atalanta. 

Happy ending invece con gol di Adriano (unico suo contributo positivo alla partita, non cambia la mia opinione circa il darlo in prestito al Crotone) e raddoppio di Loria (sì, è un giocatore dell'Atalanta, ma segna per noi! :) Il bottino si porta a 11 vittorie consecutive eguagliando il record della Roma, e i punti guadagnati mantengono a distanza i giallorossi e le siciliane. Purtroppo il Milan pare avere un momento di ripresa, ma confidiamo nel fatto che non durerà.

Il primo tempo è un museo degli orrori: Recoba, dopo aver giocato i suoi canonici 90 minuti, si infortuna ai muscoli del polpaccio... se lo facesse apposta non ci crederemmo in una continuità così snervante nel ritmo; Zanetti a centrocampo sbaglia passaggi su passaggi, Cambiasso a ritmo ridotto; Burdisso e Andreolli non si trovano nel registrare la difesa, Maicon fa il possibile, ma Maxwell continua a giocare da ala, anche se è posizionato nel terzo del campo appartenente ai nerazzurri; Stankovic sembra assente e dopo 2 minuti ci ritroviamo con Adriano seconda punta dietro a Crespo (l'unico che insieme a Julio Cesar) non cala mai e ci fa felici. Il gol di Doni al 16' è una doccia fredda che tutti sperino svegli la squadra che ha lasciato il giocatore migliore della Dea da solo a mollare la sua bomba, ma la partita non cambia e soffriamo abulici per tutto il primo tempo.

Nell'intervallo si scalda Figo ed entra al posto di Cambiasso (lieve infortunio) e illumina la squadra con giocate di una classe straordinaria, Maxwell e Zanetti diventano ufficialmente il collettivo di autogestione della fascia sinistra, Stankovic carbura a gasolio e negli ultimi 40 minuti diventa un trattore inarrestabile, Adriano sbaglia qualsiasi pallone gli viene messo su piedi e testa (compreso un tocco a porta vuota), ma riesce almeno a pareggiare, con una sceneggiata napoletana e pianto di gioia, che Un posto al Sole è alta cinematografia a confronto. L'autorete di Loria corona un secondo tempo passato a prendere a pallonate i nerazzurri sbagliati, e portiamo a casa il risultato.

L'assenza degli uomini di personalità della squadra si sente, e siamo CERTI che le riserve in campo oggi POSSONO dare di più di quanto hanno fatto oggi. Speriamo la vittoria sofferta (in qualsiasi altro campionato degli ultimi vent'anni avremmo perso con il 2-0 segnato al 90esimo su ribattuta di un rigore nostro sbagliato all'89esimo) serva a dare fiducia anche a chi parte dalla panca.

Ultima nota, in negativo, per le tifoserie: gli slogan degli Irriducibili inneggianti alle lame e alle forme di scontro tra tifoserie al sangue (sugli scontri ognuno si diverte come gli pare, sulle lame mi pare una pratica infame, come è noto usa ai più spregevoli) fanno da (in)degno contraltare ai lanci dei tifosi della Dea che constringono Bertini (aretino maledetto) a interrompere la partita per qualche minuto. Se avessimo rubato un rigore, o gli avessero annullato un gol regolare, potrebbero pure avere le loro ragioni, ma se la squadra perde per circostanze sportivo-fortuite, mi spiegate che cazzo volete?

In ogni caso, prossimo appuntamento l'andata dei quarti di Coppa Italia, e Toro-Inter il 13 gennaio.

 


Uno spettro (non un fantasma) si aggira per le strade della metropoli... City of Gods!

movimenti tellurici, pagine e parole — Inviato da nero @ 11:09

 

Stamattina, come al solito, mi sono alzato e sono andato a fare la spesa al mercato e a fare colazione in Isola. Mentre passavo per la fermata di Gioia ho notato un plico di City più esiguo del normale. Considerato il fatto che oggi è il terzo giorno di sciopero dei giornalisti e che quindi non ci sarebbero stati giornali da nessuna parte, ho deciso di tirare su il quotidiano gratuito (peraltro quello fatto meglio tra tutti i tre market-leader di settore a Milano), giusto per dare un occhio. Qualcosa stonava nella copertina, ma non riuscivo a focalizzare cosa a prima vista.

Quando sono arrivato al pub24 e ho avuto tempo di leggere mi è preso un colpo: non è un free press, è un action prop!

Cercando in rete ho trovato questo sito... I precari e le  precarie milanesi, una ne fanno e cento ne pensano! ihihiihihihi

PS: il riferimento del titolo del post è al gruppo dei fantasmi giornalisti precari, che si fregiano di un trafiletto oggi su e-polis, ma che sono ben lungi dall'aver idee brillanti come queste per  muoversi sul terreno del conflitto (d'altronde sono un gruppo legato a uno dei sindacati della triade mefitica!)

 
City of gods, una voce della cospirazione precaria

No, non è subvertising (se non siete giornalisti potete passare alla riga sotto). O almeno, non solo.

Cosa avete in mano, o sul vostro schermo

City of gods - il primo free & free press (ovvero libero e gratuito) - è stato distribuito in 50.000 copie nelle città di Milano. E' la parola delle precarie e dei precari dell'informazione che si rivolge alle precarie e ai precari in generale.

I media non sono più un prodotto che vende informazioni al pubblico (troverete stime e dati all'interno di City of gods) ): sono lo spazio dell'inserzionista attraverso il quale l'editore vende i propri lettori, voi. E' un servizio che tra l'altro pagate pure 90 centesimi, 1 euro, 1 euro e 10. Più soldi hanno i lettori, più gli editori si arricchiscono dalla vendita degli spazi pubblicitari.
All'interno di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance, senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al ricatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di pubblicità all'ultimo momento, del “non spingere troppo su questi che sono i nostri inserzionisti”, della creazione di quel complesso meccanismo di informazione, disinformazione che vi fa credere che se la vostra vita è una merda, non potete farci un granché.

Per questo City of God è free & free: gratis, ma soprattutto libero, nelle parole, nell'irriverenza, nelle critiche, nello stile precario.
Per questo, in occasione dello sciopero dei giornalisti, che incredibilmente, ma non certo casualmente, visto il contesto, da due anni aspettano che gli editori si siedano al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro precari e precari dell'informazione e non, hanno deciso di uscire con City of Gods: la stagione della cospirazione precaria è iniziata.

E ancora una volta i precari hanno preso la parola, attivandosi cospirando e creando relazioni e complicità che permettono di stampare, distribuire 50 mila copie di City of Gods (e scriverne il contenuto che per una volta, non ti precarizza, ma ti informa).

Al principio
"Al principio" fu la parola, poi venne il racconto ed infine l’informazione. A questo punto la storia presenta una sorpresa, o quasi: il diritto all’informazione si trasforma immediatamente nella disinformazione compensatrice delle vostre sfighe quotidiane, affinché esse siano “inevitabili”, “oggettive”, “certe”, “inattaccabili”.
Insieme, informazione + disinformazione, diventano propaganda, che trova nei media di massa il naturale alleato e nel brand la sua punta di diamante. Nella costruzione del brand, intimamente connesso alle informazioni che leggete ogni giorno sui giornali o sentite in radio e televisione, è celato un meccanismo più complesso di quello che potrebbe sembrare.
Nel brand si determina la strutturazione di un potente retro_informatore che agisce anticipando l’informazione, creando quel bacino comporta/mentale all’interno del quale l’informazione stessa, e il suo contrario, si collocano. E’ un processo comunicazionale superiore alla propaganda. La rende, alternativamente, compatibile o inutile. In ciò tutta la difficoltà del presente. Ma anche il terreno su cui agire.

L'intelligence precaria
Se vi siete persi il numero odierno di City of Gods lo troverete sul sito dell’intelligence precaria, che si attiva proprio da oggi in intima e sinergica collaborazione con i giornalisti e le giornaliste precari e precarie. L’intelligence è patrimonio comune dei precari e non solo del giornalismo. In esso confluiranno le mille sfaccettature dell’oppressione dei precarizzatori e dei contropiedi precari.
Ma che cosa rappresenta questo sito?
Immaginate un sito che non è un semplicemente tale, ma piuttosto un luogo che fa circolare informazione, non per informare, bensì per formare quel bacino di notizie da cui si estrarrà il bazar della creazione di conflitto. E che contiene anche i prodotti di queste creazioni e gli strumenti che le hanno consentite. Un sito crudele e spietato, scorretto verso le imprese, le istituzioni sociali, le merci ad alto contenuto ideologico e tutti i loro gli adepti: fazioso ma mai frazioso. Un sito che ha la classe del purosangue, la ricchezza del meticcio; che non esercita fashionismo e brigantaggio culturale, che vive da sé, con quello che fa e per quello che dà. Pone questioni di stile, perché lo stile è importante, e chiede, just in time, relazioni e complicità.

City of gods, una voce della cospirazione precaria

 


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