L'assurda politica di streaming della RAI...

spalti e madonne — Inviato da nero @ 16:06

 

Oggi pre l'ennesima volta sono costretto a confrontarmi con l'odiato calcio moderno. Vado su radio rai 1 per ascoltare in stream Tutto il calcio minuto per minuto, e scopro che come mi era già capitato in occasione di posticipi e anticipi, lo stream di radio rai 1 si ammutolisce. Viceversa la gialappa su radio rai 2 si lascia ascoltare, ma uno si chiede perché cazzo non posso ascoltare la trasmissione con cui sono cresciuto ascoltando il calcio. Odio la rai. Anche più degli altri network, al cui qualunquismo sommano una stupidità di raro calibro.


La terra della mia anima

pagine e parole — Inviato da nero @ 14:06

Ho cercato per mezz'ora online traccia di una recensione che avevo letto dell'ultimo libro di Massimo Carlotto, La terra della mia anima. Ho scandagliato google, il sito dell'autore, i siti di narrativa che seguo di più, la mia mailbox... Poi come al solito il cervello si dimostra ancora l'archivio più efficace, perlomeno in termini di correlazione di informazioni. 

Nell'ultimo numero di Nandropausa, la 'zine letteraria di Wu Ming, c'è infatti un articolo sul libro che parla dell'effetto IBS (così definito da Gianni Biondillo), ma che soprattutto contiene la definizione esatta del libro: "Ben lungi dall'essere un'operazione "esclusivamente commerciale" (è anzi probabile che molti lettori di Carlotto, anche del "nocciolo duro", abbiano storto il naso), La terra della mia anima è un pegno, è il mantenimento di una promessa a un amico che muore." 

Il libro di Carlotto non è un libro di Carlotto, non è un suo romanzo. La terra della mia anima è una dichiarazione d'amore, pura semplice e genuina, un atto di una bellezza rara, in questo pezzo di storia del mondo che ci apprestiamo a vivere tutti i giorni. Mi unisco a WM e Toni, levandomi il cappello che non porto mai.


La divulgazione della catastrofe

pagine e parole — Inviato da nero @ 13:39

 

Jared Diamond è uno scienziato abbastanza eclettico, il cui curriculum spazia dalla biologia all'antropologia, passando per archeologia e studio degli ecosistemi. Ormai inizia ad essere vecchiotto (essendo nato nel 37 possiamo dire che oggi ha 70 anni suonati), ma le sue analisi sono molto lucide ed offrono una possibilità rara a tutti coloro che amano leggere divulgazione scientifica: scoprire l'interazione strettissima che nel mondo reale esiste tra i rami più disparati della scienza. Non lo conoscevo fino all'anno scorso, ma devo ringraziare sentitamente l'autistico che me lo ha fatto scoprire, perché a mio modestissimo parere, Diamond è il miglior divulgatore di scienza secondo solo al mai abbastanza compianto Richard Feynmann.

I due libri su cui mi sono dilettato sono Armi, acciaio e malattie e il suo ultimo Collapse, why societies choose to fall or survive. I due libri sono strettamente legati e parlano in pratica della stessa cosa, tanto che potrebbero essere uno il seguito dell'altro. 

Nei libri di Diamond la chiave fondamentale è il desiderio di spiegare i meccanismi attraverso cui le società più o meno complesse che l'uomo è stato in grado di creare, sono riuscite a fare quello che hanno fatto nella storia. In pratica la domanda fondamentale (che l'autore attribuisce a un suo amico guineiano in veste di epifania dell'innocenza) da cui i libri partono è: "perché alcune società umane hanno conquistato mezzo mondo e altre sono morte tagliando l'ultimo albero che avrebbe potuto salvare loro la vita?".

La domanda non è banale e in essa si cela tutto il presupposto razzista dei bianchi di origine europea (e successivamente americana) in tutto il mondo. Il terreno è estremamente scivoloso, ma Diamond riesce a fare un buon lavoro di controdeduzione preparando in anticipo le risposte alle osservazioni-tipo del qualunquista medio. Per chi vuole dotarsi di argomenti contro il razzismo di accatto il primo libro di Diamond è fondamentale.

La brillantezza di Diamond è meno lucida nel suo ultimo lavoro, nonostante gli affreschi che riesce a trasmetterci di culture che vanno dall'Isola di Pasqua fino alla Groenlandia passando attraverso la Cina e il suo amato Montana (così nessuno si può confondere sulla sua Americanhood :). Soprattutto nelle conclusioni vi si legge un po' di cautela, una riluttanza ad ammettere il futuro disastroso che attende la maggior parte del genere umano.

I punti che Diamond elenca nell'ultimo capitolo chiariscono bene quali sono i problemi principali del nostro pianeta e i principali pericoli circa la sua sopravvivenza, ma per conoscerli era sufficiente leggere qualche rivista di scienza ed ecologia, non certo di sbobbarci 500 e rotte pagine :) Quando nella conclusione deve arrivare al sodo e quantificare le chance e le proporzioni di sopravvivenza delle nostre attuali società, Diamond sembra lasciarsi andare ad un inopinato ottimismo, che non sento di poter condividere. 

Purtroppo infatti l'umanità sopravviverà certamente all'imminente catastrofe (nonostante la mia speranza in senso contrario), ma come sopravviverà, quanti sopravviveranno, e come vivranno successivamente sono un tema (se si vuole più fantascientifico che divulgativo) a cui il 70enne scienziato ha tutti gli strumenti per rispondere meglio di quanto potrei fare io. 

In ogni caso, vivamente consigliati a tutti e tutte entrambi i libri :)


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