Monocromatica, quarta recensione

pagine e parole — Inviato da nero @ 18:16

Per dovere di cronaca segnaliamo anche la recensione su cremonaonline (non ho idea di come sia avvenuto).
 

2/2/2007
Blckwift - Monocromatica

R.S.BLACKSWIFT - MONOCROMATICA (COLORADO PAG.250 - 15,00 EURO)
Milano sembra essere diventata la città preferita dagli scrittori per ambientare romanzi noir, una metropoli che offre la sua complessità e il suo carattere cosmopolita a fare da sfondo per storie intricate, dove a prevalere sono il mistero, ma soprattutto la complessità dei personaggi. Quali i quattro che sono protagonisti di «Monocromatica», scritto da R.S.Blackswift, pseudonimo dietro il quale si celano, citiamo la schematica scheda che accompagna il libro, «due attivisti dell' underground milanese». Il cuore del racconto è un libro che, scritto in una lingua che non esiste, è la chiave per trovare un luogo di Milano che sarebbe dotato di poteri soprannaturali. Già: una parola! A parte il fatto che bisogna decifrare il contenuto di un libro che sembra non potere essere letto, poi ci si mette anche un assassino stanco di uccidere e il più è fatto.Alla ricerca della soluzione e, quindi, del luogo dove tutto sembra essere possibile per chi lo scopra, ci si mettono in tanti. Ma per quattro di loro, che vivono Milano quotidianamente, la caccia alla chiave del mistero è ancora più complicata. È un piccolo campionario di stranezze ed emarginazione quello di cui i quattro fanno parte. C'è un ragazzo arabo che, in Italia da anni, non ne può più di un Paese che sembra respingerlo. E sogna di tornare a casa, a guardare il deserto, ma come fare se di soldi non ne hai? Ma lui, che pure ha davanti agli occhi l' esempio di tanti suoi quasi connazionali che galleggiano nel liquame dell' illegalità, invece non vuole cadere in quel turbine di malaffare. Poi c'è una ragazza cinese che comprime la sua femminilità e vive travestendosi da uomo e recapita pacchi e plichi girando per una città ostile che le ricorda i raggelanti racconti che, a Shanghai, le faceva la nonna. Poi c'è uno sciamano africano, che ha il potere di andare indietro nel tempo, a scavare nella memoria di chi lo incontra. E infine c'è un esperto di informatica, una scienza di oggi, che si trova a doversi confrontare con un mistero che viene da lontano, da molto lontano nel tempo. «Monocromatica» , contrariamente ad altri libri noir di recente fattura e di grana grossa, è scritto con polso sicuro, e piacerà agli amanti del romanzo d' azione italiano. E piacerà anche a chi conosce e ama Milano, perchè le avventure che racconta sfrecciano veloci tra le strade di questa complessa e comunque affascinante metropoli.

 


Manituana coming

pagine e parole — Inviato da nero @ 11:50

Beh, la classe non è acqua, e Wu Ming lo dimostra ampiamente. Il 20 marzo esce il nuovo romanzo degli autori che personalmente rappresentano l'unico vero talento narrativo innovativo italiano o quasi, e oggi esce il sito che fa da compendio al libro: un gioiellino di approccio a più livelli con i lettori e la narrazione.

Il tema del libro così a occhio e croce è estremamente stimolante, in tempi di guerra come quelli in cui viviamo, e intuisco che avrà a che fare con quello che l'America avrebbe potuto essere e che non è: in un certo senso mi fa sorridere perché mi sembra un tentativo speculare a quello che fa proprio in questi giorni nelle sale il film Bobby (ovviamente usando un periodo diverso e soprattutto una prospettiva tutta diversa e vomitevolmente nostalgico socialdemocratica).

Il periodo tra il 600 e il 700 negli Stati Uniti è un periodo estremamente ricco di contraddizioni, di conflitti, di possibilità, e non stupisce che Wu Ming vi si voglia cimentare (per alcuni aspetti è analogo al periodo in Europa in cui il dilagare delle eresie e delle riforme religiose si accompagnò alla nascita di un diverso modo di intendere gli esseri umani e la società tra 500 e 600, guarda caso periodo in cui gli autori hanno ambientato l'insuperato Q). E' un periodo difficile, soprattutto è difficile rendere le atmosfere: in questo il sito sembra essere un necessario ampliamento anche e soprattutto sensoriale per arricchire la narrazione.

Come al solito in me destano una sconfinata ammirazione per l'impegno che mettono nella produzione culturale e per la qualità delle cose che producono. D'altronde spesso vado ancora a rileggermi Q e il suo specchio contemporaneo Nemici dello Stato, un'operazione di duplice interpretazione e narrazione della realtà in cui viviamo che è purtroppo tuttora attualissima. Sono contento di poter annoverare almeno uno dei WM tra i miei amici e tra le persone con cui ogni tanto riesco a prendermi un cappuccino parlando di cose interessanti, e aspetto il 20 marzo (sperando di aver finito il magico mondo di parole prodotto per l'ennessima volta da Pynchon) per potermi perdere nella lettura di quello che sarà un altro pezzo di letteratura (di cui abbiamo sempre più e comunque bisogno).

 

 


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