Ten years nerdcore

jet tech — Inviato da nero @ 19:28

 

Brevemente: il decimo hackmeeting è passato. E' stato molto frequentato, vivo, amichevole, con tanti seminari interessanti, tanto da destare i complimenti del fondatore di 2600 e di altri ospiti internazionali. Le giornate di Pisa confermano che il dispositivo hackmeeting funziona e procede, che sulla linea del tempo abbiamo uno strumento che può essere usato per coltivare intelligenze e possibilità. Starà a noi comprendere come risolvere le critiche di cui ho parlato nel precedente post.

Alcuni must: "chi ci pensa ai bambini?"; "il virus hoax"; "pepé"; il mercato del pesce delle magliette; scoprire nightolo interista e seguace di interistiorg; il prossimo merchandising ispirato a Asbesto che ricorda sempre più Totoro; ritrovare gli autistici; il banchetto a rullo continuo; rivedere molti e riscoprirsi legati da alcune cose; i litigi con le idiosincrasie di Zombi J; l'incasso :)

Ora scappo. A la prochaine. 


V'avemo purgato ancora

spalti e madonne — Inviato da nero @ 19:10

Quando leggo la formazione provo quello che hanno provato tutti gli interisti: terrore cieco. "Ecco Mancini si è cacato sotto un'altra volta, speriamo bene". In realtà la grande differenza è che questa volta i giocatori fanno quello che Mancini ha detto, sostanzialmente pressando bene a centrocampo e non facendo scendere in maniera incontrastata i laterali e i centrocampisti della Roma. La mossa funziona e la Roma non riesce a fare i dai e vai che contraddistinguono il suo gioco, mentre l'Inter aspetta come il drago che è la sua mascotte. 

Quando in contropiede Cesar si mangia il gol e Ibra incorna costringendo Giuly a fare l'errore di fermare la palla con la mano. Roma in dieci e rigore. Ibra quasi lo sbaglia (io non glieli farei tirare i rigori), ma siamo uno a zero. La Roma reagisce di orgoglio, ma alla forza fisica si somma quella psicologica e dilaghiamo. Crespo segna un gol da antologia e Cruz mette un sinistro sapidissimo in fondo al sacco. Il gol di Cordoba è la beffa finale, dopo la quale Spalletti porta Totti in panchina issando la bandiera bianca.

L'Inter è una squadra di signori e al contrario dei burini non infierisce segnando i dieci gol che poteva fare, ma smette di giocare negli ultimi 25 minuti. E' tutto vero, la Roma campione d'Italia in pectore dopo due giornate, è stata schiantata da un'Inter  più vicina a quella dell'anno scorso: "scolliniamo settembre", aveva detto Mancini.

Julio Cesar è ormai sicurissimo e salva la partita al primo minuto, facendosi trovare sempre pronto quando serve. Zanetti sta basso per non farsi sorprendere, mentre sale quando è certo di essere coperto; Samuel gioca una partita disumana e Totti non vede un pallone quando c'è l'argentino. Cordoba gioca una partita decente (incredibile) e Maxwell si ritrova, anche se noi lo faremmo giocare a centrocampo :)

A centrocampo Stankovic continua il periodo no, ma è compensato da un Figo e un Cuchu a livelli stellari. Dacourt è l'argine che avrebbe dovuto essere Burdisso a Valencia o in altri casi, mentre Cesar si improvvisa seconda punta per Ibra, che come dice Mughini vale per tre.

Se giochiamo così da qui alla fine del girone d'andata, non c'è storia. A casa tutti :) 


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