Punti di vista

movimenti tellurici, pagine e parole — Inviato da nero @ 19:52

Alle volte mi stupisco di quanto sia facile rappresentare la distanza siderale tra i punti di vista di persone che in teoria dovrebbero fare parte del medesimo contesto culturale o sociale. Uno dà per scontate mille cose, e poi ci si trova a fare i conti senza neanche capire bene perché. E' un fenomeno spaesante, ma allo stesso tempo continuo e necessario.

Così mentre mi ritrovo un giorno a dormire come un sasso per la stanchezza di un corteo da 80.000 persone in cui poteva succedere di tutto e in cui è successo solo quello che abbiamo lavorato perché accadesse, a genova, dove le persone non tornavano per fare un corteo da 6 anni. E il giorno dopo non dormo per la rabbia: perché mi tocca sentire l'avvocato difensore di una persona per l'assoluzione della quale ho lavorato in questi anni che cerca di salvare il culo del proprio assistito buttando merda su un pezzo volenti o nolenti importante di ciò che è stato Genova, venendo meno a quel minimi microbico patto di solidarietà che facilmente spiega che a Genova o si salvano tutti o non si salva nessuno, perché è anche giusto che sia così. Rabbia nel constatare il poco peso di parole importanti come solidarietà e rispetto. Già perché è troppo facile lasciare altri a farsi il culo per anni in un aula di tribunale e arrivare all'ultimo momenot e buttare tutto all'aria. 

Poi capita di aprire il blog del collettivo a cui partecipi e ritrovare nelle parole di un tuo compagno qualcosa al tempo stesso di semplice e di inespugnabile, la convinzione che non è tutto uguale e che ci sono delle distinzioni da fare tra quello che ha un senso e quello che non lo ha. E che non si è poi così soli a trovarsi sempre dalla parte del torto, che per chi non lo avesse capito è quella giusta.

 (Continua)

Mamma li turchi?

spalti e madonne — Inviato da nero @ 00:53

 

Missione compiuta: tre pappine e i turchi vanno a casa, con il merito di essere la formazione più impegnativa di un girone abbastanza ridicolo (sempre meno di quello dei cugini con la maglia a righe del colore sbagliato). L'Inter continua ad avere lo stesso problema: vuoti di concentrazione e leziosità immotivate, che contro squadre più cattive o preparate possono costare care. La gara non ha storia, e basta un secondo tempo concentrato per portare a casa un risultato che poteva essere anche più crudele nei confronti dei turchi, seguiti da 5000 calorosissimi tifosi.

Dietro Maicon macina chilometri (l'ultimo scatto lo fa al 92esimo!) mentre Samuel e Cordoba amministrano clienti non difficili, anche se l'argentino deve mettere le toppe sia al colombiano che alla svagatezza di Maxwell. Chivu davanti alla difesa non convince per un cazzo, mentre fa meglio quando Mancini lo sposta a sinistra facendogli scambiare posizione nel rombo con Cambiasso, che è sempre l'unico ad aggredire ogni pallone. Zanetti fa il solito mestiere e Stankovic mostra tutti i limiti di una condizione precaria. Davanti Ibra fa poco ma bene, mentre Cruz macina metri e palloni ma non si capisce con lo svedese, e neanche con la porta: un evento!

Nel primo tempo sprechiamo tre palle gol nitidissime: due di cruz e una di chivu dopo un'azione splendida che finisce sul suo piede monco, il destro. Certo che giocatori di serie A che non riescono a tirare con il proprio piede sbagliato dritto per dritto fanno un po' impressione. Nel secondo tempo continuiamo a sbagliare un numero infinito di passaggi elementari e manchiamo di finalizzazioni: per un attimo il fantasma di Gilardino si impadronisce del ragazzo di santiago de l'estero. Poi il primo rimpallo buono va in rete e tutto torna normale. Ibra mette il suo marchio sul secondo gol. Palla mancata da tutta la difesa che si ferma tra i piedi dello svedese che sembra impappinarsi, si ferma un attimo, ci pensa, ipnotizza palla, difensore e portiere e con una lecca da fermo la mette nel sette. Apoteosi. Il terzo gol di jimenez è un premio eccessivo per uno che sta dimostrando di non valere molto: il grido "dovevi restare a Terni!" mi si ferma in gola mentre la palla entra con un pregevole esterno sinistro a fil di palo.

Il lampo di genio cinico deve ancora arrivare: sul due a zero ibra tenta di farsi ammonire in ogni modo, così da scontare la diffida durante l'inutile partita con il PSV. Non ci riesce allora perde tre minuti  prima di battere una punizione che tira da 40 metri all'incrocio, garantendosi l'agognato giallo ed uscendo così tra la standing ovation di san siro. Samuel capisce l'antifona, ed essendo anche lui diffidato segue le orme dell'Uomo Posseduto da una Foca: perde tempo al 92esimo sul 3 a 0 battendo una punizione ininfluente, giallo e diffida. Genio puro. 

Ora voglio vedere questa Inter a Eindhoven per provare a vincere anche così, quando non conta nulla: orlandoni, zanetti, esposito, matrix, maxwell, bolzoni, solari, stankovic, jimenez, suazo, balottelli :) 


Repost: prime volte nella storia d'italia, i pm alla riscossa, e parole di precisione

movimenti tellurici, pagine e parole — Inviato da nero @ 15:54

Non ho tempo di fare un cazzo oggi, sommerso dagli sbattimenti e dal tenere dietro alle cose che arrivano addosso come meteore mentre pensavi di avere tuttaltro da fare. Fortunatamente c'è chi si sbatte al posto mio e a me non resta che rimandare a ciò che scrive qualcun altro: spesso il rumore mediatico di fondo ci impedisce di soppesare bene le notizie, infatti, ed è bene invece riuscire a dare un peso giusto alle parole giuste.

Ad esempio mettere in fila la notizia dell'identificazione dei due agenti protagonisti durante l'irruzione alla Diaz di un colloquio poco edificante - "Siamo uno a zero per noi per ora", "si dobbiamo ammazzarli tutti" -  sembra essere un microscopico contraltare ad un evento che non ha precedenti nella storia italiana, ma che stranamente ha poco spazio sui quotidiani. In questi giorni infatti l'ex capo della polizia De Gennaro sta ricevendo insieme all'ex questore di Genova Colucci e all'ex capo della DIGOS Spartaco Mortola gli avvisi di conclusione indagine per induzione a falsa testimonianza e falsa testimonianza (rispettivamente). E' un fatto senza precedenti ma non tutti sembrano notarlo. A questo secondo me è interessante interpolare il bel post di caparossa sul tema "impunibilità delle forze dell'ordine, morti accidentali, derive sociali". 

Seguendo questa linea di ragionamento è facile accorgersi come i pm siano i personaggi sulla cresta dell'onda, raramente come in questo caso per eventi che ci fanno sorridere, molto più spesso per operazioni becere e di pura autopromozione, ovviamente sulla pelle di chi indagano. Il nostro beneamato Basilone, protagonista della prima condanna in fatti politici per devastazione e saccheggio nella storia penale italiana, si ripete: evidentemente la pubblicità garantita dalla precedente operazione andava scemando e aveva bisogno di un nuovo palcoscenico. La mia personale speranza è che i cinesi, che non sono quattro pirla come il movimento milanese, gli facciano un culo come una capanna, e gli facciano passare per sempre la voglia di farsi pubblicità mettendo in galera la gente per tempi poco raccomandabili. Auguri di pronta relazione con l'ambasciata della grande madre cina.

Per finire, c'è da segnalare che non sono l'unico a postare raccolte di interventi, giacché anche i soci di Wu Ming fanno lo stesso: il brano migliore del nuovo giap (a proposito: scrivete loro e rincuorateli sul fatto che l'errore che hanno commesso nella dedica, del tutto involontario, è umano e non ha rovinato il gran lavoro dietro questa newsletter, fatelo che mi si stanno deprimendo per la cosa!!!) è senz'altro quello che inizia con "ragazzi anche io sono di sinistra, ma.... sei uno stronzo!". La frase rappresenta la mia sensazione sulla gente con cui ho a che fare nel 90% dei casi. Che disastro l'umanità.  


Contro la Dea basta una gamba sola (nonostante Banti)

spalti e madonne — Inviato da nero @ 01:14

 

L'Atalanta è sesta ed è stata sconfitta una sola volta fino a quando giunge a San Siro, dove nei primi 30 minuti del primo tempo la gara andrebbe sospesa per manifesta inferiorità degli orobici nei confronti dei nerazzurri. Ne facciamo solo due, ma potrebbero essere di più, e solo l'insufficienza cronica di Cordoba sugli anticipi, la stanchezza dei nazionali sudamericani, e i cartellini che rimangono nel taschino di quella merda di Banti consentono all'Atalanta di accorciare le distanze e dare l'impressione negli ultimi dieci minuti di rischiare il colpaccio. Personalmente fino all'85esimo non ho dubitato neanche un istante del risultato. Dopodiché è sempre l'Inter e soffrire è uno stile di vita.

Il reparto difensivo al momento ha un solo vero punto debole: Cordoba e la sua scarsezza tattica compensata solo parzialmente dalla sua velocità. Maicon è forse il più forte terzino destro del mondo in questo momento, Samuel è in grandissima forma, Chivu ha degli ottimi piedi e secondo me funziona meglio come terzino che come centrale. E' molto lento ma accarezza la palla molto bene. A centrocampo siamo in piena emergenza e in campo c'è un solo titolare, reduce da due partite in sei giorni dall'altra parte del mondo e da un fallaccio che ha fatto temere il peggio. Solari è il fantasma di sé stesso, Dacourt sembra immortale e mette fieno in cascina come non mai, mentre Zanetti raggiunge le 400 partite in nerazzurro, cosa per la quale è degno di un rispetto assoluto. Davanti Cruz si dimostra un giocatore di un'umiltà e di una efficacia letale, mentre finalmente Suazo mostra una buona parte delle sue qualità: non è un fenomeno disumano, ma secondo me conferma di poter essere una buona punta per un Inter che sarà sempre necessariamente ricca di nomi lì davanti anche molto più paludati.

Mancini fa fare il giro di passerella anche a Matrix e Ibra, che lo stadio accoglie con urla e standing ovation. L'esperimento della difesa a tre tampona gli svarioni di Cordoba, ma si nota un calo di qualità a centrocampo appena Cambiasso va in riserva. Il problema quindi principale, nonostante la forza che dimostriamo, rimane quello di trovare lì in mezzo chi faccia girare la palla con continuità ed efficienza svizzera.

 


Apparizioni e sparizioni

oscuro scrutare — Inviato da nero @ 11:42

 

Giovanni Luperi all'epoca del G8 di Genova era consigliere ministeriale, e subito dopo è diventato capo dell'UCIGOS, il coordinamento di tutte le DIGOS d'Italia. Giovanni Luperi è stato davanti, dentro e fuori la Diaz durante buona parte dell'operazione, e fa parte di quel capannello di dirigenti che ha in mano il famoso sacchetto contenente le due molotov che verranno accollate ai manifestanti per giustificare la perquisizione ai sensi del 41 TULPS.

Giovanni Luperi ieri, a pochi giorni da una manifestazione di 80.000 persone che chiedeva di non violentare la nostra storia, è stato promosso a vice capo dell'AISI, l'ennesimo nuovo nome dei servizi sergreti civili (fino all'anno scorso si chiamavano SISDE, per chi non avesse grande dimestichezza con le sigle). Nessuno si stupisce, come nessuno si è stupito della promozione di De Gennaro fatta passare come "esonero migliorativo", o di quella di Calderozzi a capo dello SCO, o quella di Gratteri a capo del coordinamento delle forze di polizia, e via dicendo. Nessuno si stupisce ma tutti ancora lì a chiedere una minchia di commissione di inchiesta e "verità e giustizia" a questo Stato? I più ridicoli sono proprio i rifondati che vengono presi a schiaffi quotidianamente dal governo che sostengono: gli hanno fatto ingoiare le missioni di pace, il protocollo sul welfare che è una sostanziale conferma della legge 30, la non riforma né della Bossi-Fini né della Fini-Giovannardi, e non ultimo la bocciatura della Commissione di Inchiesta sul G8 (che sarebbe stata comunque una cialtronata diretta da De Gennaro e Ligotti, il difensore di Gratteri). 

Voglio dire, se un compagno che conosco da dieci anni e che è stato sempre disposto anche a giustificare la mafia come forma di opposizione allo Stato mi dice che è preoccupato per la nostra democrazia, viene da pensare che siamo molto di più che in emergenza, no? 


Toni Negri: convergenza teorica e intuizioni 8, proposta concreta 5

movimenti tellurici — Inviato da nero @ 12:48

Ieri sera in quel di Pergola il collettivo di Chainworkers ha dato vita al quinto passaggio di "a ruota libera", un ciclo di incontri con nomi parecchio conosciuti della politica "alternativa" italiana con cui confrontarsi sui temi della precarietà, dell'organizzazione, e della prospettiva politica in cui ci si muove. Ieri era il turno di Toni Negri, e tutto sommato l'incontro è stato interessante.

Toni si è dimostrato come al solito un abile affabulatore, riproponendo alla platea da un punto di vista teorico tutte le cose che ha già descritto nei suoi libri più recenti, con una oratoria davvero invidiabile. Temi nuovi non ne ha posti molti, se non alcuni elementi che ha prelevato dritto dritto dalla nostra esperienza collettiva: mayday, san precario, dimensione della produzione autonoma e della sua valorizzazione sociale. 

Il nodo spinoso di ieri sera, sul quale ha tentato di buttarla in caciara, salvo poi accorgersi che questo mostrava debolezza e quindi entrare nel dettaglio, è il tema della pratica e della concretizzazione di un afflato teorico e di analisi che ci vede (come collettivo) quasi totalmente convergenti. Di fronte all'incalzare della questione Toni non ha proposto nulla di innovativo: ha parlato dell'individuazione dei soggetti della lotta di classe, della creazione di istituzioni che sappiano creare per questi soggetti un rapporto di forza "positivo", e dal punto di vista strettamente pratico è ritornato sul tema dell'inchiesta e della militanza (sic et simpliciter). Non è un caso infatti, e qualcuno a caso ieri glielo ha fatto notare, che su proposte tutto sommato già esplorate come queste verte lo scontro con i soggetti che si fanno "seguaci" più stretti del Professore. Se la proposta pratica è uguale a quella degli anni Settanta, andrà incontro nel migliore dei casi alle stesse vittorie (e non è poco, ok), ma anche alle stesse sconfitte (e manco questo è poco, però!).

In conclusione, sperando di potervi proporre presto l'audio della serata, se dal punto di vista dell'analisi ho trovato il suo modo di presentare le cose molto affascinante e simile al nostro, dal punto di vista pratica sono rimasto molto deluso (non che avessi grande aspettative, ma qualche spunto nuovo me lo aspettavo, anche solo per criticarlo :) Conforta sapere che l'aleatorietà della discussione sulle forme pratiche di rinnovamento delle organizzazioni autonome sia qualcosa che non lascia nelle secche solo noi "praticoni militanti", ma anche i filosofi politici che ci si scervellano a tempo pieno.

 


Il mostro dell'autunno: blackswift è tornato

pagine e parole — Inviato da nero @ 17:30

 

E' stato peggio di un parto, il mostro dell'autunno ad opera di Blackswift. Il racconto è pronto da due mesi ma tra revisioni delle ultime cose (grazie blanquita), impaginazione (grazie carlo finalmente abbiamo una versione in pdf decente), e organizzazione del corteo di genova, non ce l'abbiamo fatta prima di adesso a spedire la newsletter. Ed è quasi il momento del mostro dell'inverno! In ogni caso ripubblico qua il testo della newsletter e spero vi andrete a leggere volentieri: Settembre andiamo, è tempo di migrare.

Pre Scriptum

Siamo spesso da biasimare in questo,
è ben provato che con un'aria devota e un'azione pia
inzuccheriamo lo stesso diavolo.

Autunno

Una nuova newsletter aperiodica per un nuovo mostro, quello dell'autunno. Andiamo al sodo, che è una newsletter di grande urgenza, almeno per noi. Gli eventi narrati, opera di fantasia, speriamo siano un gustoso divertissment sull'evento mediatico settembrino: Garlasco e la sua mostruosità, la mediaticità e le sorelle K, le trasmissioni e l'attenzione della gente, le discussioni e le battute. Decidendo di dedicarci alla fiction finiamo spesso per tentare ribaltamenti quotidiani di vicende annose e di ampio successo mediatico, ma in questo ci teniamo a precisare alcuni aspetti e ritirare fuori, graditamente, ancora una volta un articolo di Carlotto. Forse lui, meglio di noi, riuscirà a spiegarvi perché i delitti passionali in famiglia hanno così successo e perché lo abbiamo voluto tingere di un complottismo, in grado di sradicare minimamente i fatti dalla loro intima e reale vicissitudine. Lo pubblichiamo nel momento in cui, per altro, i delitti di famiglia sono già dimenticati: ora vanno di moda i pirati della strada, ancora più diabolici nei loro fili ideologici (su alcool, droghe, proibizioni, al solito). E allora la doppia citazione in partenza, ce ne regala, immediata un'altra, piuttosto convivente con i fatti da noi narrati.

Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura.


Genova, ancora noi

movimenti tellurici — Inviato da nero @ 18:41

 

E' stata una fatica immane, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa un successo: decine di migliaia di persone sono tornate a Genova per difendere 25 persone che rischiano di essere il capro espiatorio di una magistratura occupata a fare da battistrada terroristico ai progetti di costruzione di un blocco d'ordine consensuale e afasico nella nostra società. Un blocco di ventimila persone senza bandiere, simboli, cappellini, nulla che non fosse la propria voce e la propria intelligenza e la volontà di esserci non so quando lo rivedremo, ma penso che per tutti noi che ci siamo fatti un culo come una capanna per organizzare il corteo di ieri a Genova sia la più grande soddisfazione. E' difficile descrivere a chi non c'era il senso di liberazione che si percepiva nell'aria ieri, dopo anni passati a rimuovere quello che a Genova era accaduto e le conseguenze che questo stava avendo sulla vita di qualcun altro. Non so se questo avrà un effetto sui giudici che dovranno decidere della sorte dei 25 (in realtà penso di no, con grande cinismo), ma sicuramente era il massimo che potevamo fare: in ogni caso nessuno può più pensare che non si ricordi Genova e quello che ha significato, e in ogni caso nessuno può pensare che dopo la condanna la situazione sarà così pacifica come lo è stata ieri. Anche in quel caso dirò: in ogni caso nessun rimorso per quello che accadrà.

PS: a breve su questi schermi troverete le risposte alle domande più stupide dei giornalisti, novantesimo minuto dell'organizzazione del corteo e il prequel organizzazione per organizzazione e quotidiano per quotidiano. Spero tra me e il mio socio di averne il tempo :) 


Tutti a Genova: 17 novembre ore 14:00 Stazione Marittima

movimenti tellurici — Inviato da nero @ 22:10

 

Perché 25 persone non siano il capro espiatorio per un'operazione terroristica ordita dalla magistratura contro 300.000 persone che hanno deciso di opporsi a un modello di società e di economia disumano e triste. Torniamo a Genova. Non vi fate ingannare dalla nostra retorica grafica ostentata :) , questa volta ci torniamo in massa pacifici per avere di nuovo una voce. Questa volta.  D'altronde in tempi in cui tutti stanno attenti a non scontentare nessuno, un ode avversa alla giusta distanza è quasi un dovere morale prima ancora che politico.

 


 


La qualità del coraggio

movimenti tellurici, oscuro scrutare — Inviato da nero @ 15:18

L'11 marzo 2006 un presidio indetto contro una manifestazione fascista si trasforma in mezzoretta di scontri in un'area limitata (circa 50 metri della via/vetrina di corso Buenos Aires). La vicinanza delle elezioni e la strategia dei carabinieri (assecondati dal pm Basilone) genera una bufera mediatica che riesce a giustificare per una situazione del genere l'uso del reato di devastazione e saccheggio, 4 mesi di galera preventiva per 27 persone, 9 delle quali verranno assolte e 18 condannate per il solo motivo di essere presenti in quel tratto di strada in quel momento a 4 anni di carcere.

Oggi la sentenza di appello per quei 18 condannati, ormai scemato il can can mediatico e i pruriti repressivi, si sperava rendesse giustizia all'assurdità delle condanne in primo grado, decidendo per una derubricazione delle accuse che facesse il paio con la situazione reale vissuta quel giorno e con il buon senso. Invece il giudice ha scelto di confermare le condanne per 15 imputati, contribuendo con il proprio tassello all'operazione terroristica che magistratura, palazzi e forze dell'ordine stanno ordendo contro chi esercita il proprio diritto di manifestare. Come principio della settimana che ci porta al corteo di Genova per riappropriarci della nostra storia non c'è male. 

I magistrati e gli sbirri difettano principalmente di una qualità: il coraggio; il coraggio di cambiare ciò che è sbagliato, sia nelle strade o nelle aule di tribunale. A noi quel coraggio non manca mai, e lo paghiamo sempre in prima persona, ma forse la società in cui viviamo, assetata di ferocia, non merita tutta questa dignità.


La criminale giustificazione di un'assurda ferocia

oscuro scrutare — Inviato da nero @ 21:26

 

Nel primo post che ho scritto oggi dopo l'omicidio di Gabriele Sandri da parte di un agente della polizia stradale non erano ancora noti alcuni dettagli che mano a mano che passano le ore si fanno più chiari. Esistono diversi elementi comuni tra la tragica vicenda dell'autogril di Badia al Pino e l'omicidio da parte di Mailat di Giovanna Reggiani: la criminale giustificazione della ferocia da parte di media e opinion maker, figlia della voglia di una cultura dell'odio e della violenza gratuita, del terrore e della gogna.  In ultima analisi questi sono i tratti di una gravissima emergenza democratica, che nessuno vuole affrontare chiamandola con il suo nome.

Gabriele Sandri oggi è stato ucciso in un autogrill da un agente senza alcun motivo (e forse la giustificazione ufficiale, ovverosia una presunta rissa con persone di un'altra auto, come se sparare addosso a quattro coglioni che si prendono a male parole sia una cosa accettabile, è ancora meno dignitosa di un silenzio imbarazzato). La ferocia che sprigiona da questo atto è tale e quale alla ferocia repressa che ha portato tutti a puntare il dito contro un intero popolo nomade e addirittura uno Stato dopo il compimento di un crimine da parte di un membro di quel popolo cittadino di quello Stato. E' questa sete di ferocia, di giustizia fatta in casa, di uso deliberato della violenza come forma di risposta a ogni atto, che trasuda negli eventi di questi due giorni.

La verità di quanto accaduto in quell'autogrill non la sapremo mai: sappiamo solo che una pallottola ha colpito una persona al collo attraversando ad altezza uomo due carreggiate di un'autostrada, e che per giustificare tutto questo delle persone hanno deciso che la notizia della meta dell'auto colpita potesse essere una buona giustificazione. Ovvero i poliziotti che hanno fermato l'auto con a bordo Gabriele esanime, hanno deciso che il fatto che l'equipaggio fosse composto di tifosi fosse una buona coltre di fumo dietro il quale nascondere (o provare a celare) l'aberrante realtà di quanto avevano fatto. Perché i poliziotti dopo mesi di campagne mediatiche e politiche che li additano come uniche ancore di salvezza per fare sentire i cittadini sicuri, si sono convinti di poter essere giudici ed esecutori immediati di sentenze, in una tragica corsa verso la sospensione della democrazia. Nessuno si ricorda di Genova. 

Ma la vera radice criminale di entrambi questi casi sta nei giornalisti, negli operatori dell'informazione, pronti a scannarsi per pubblicare per primi una notizia, anche falsa, ma che faccia sensazione, che alimenti le porzioni più becere della natura umana, che esalti l'orribile a scapito della ragione. I veri criminali non sono quelli in strada, quelli che commettono reati, anche efferati: questi sono uomini. I veri criminali stanno nelle redazioni, nei centri di gestione e di manipolazione dell'informazione: questi sono topi, perché non ammetteranno mai di aver commesso un errore.

E allora si getterà ancora più fumo negli occhi, parlando di calcio in una tragedia che con il calcio non ha nulla a che fare, parlando di etnie quando le etnie non hanno nulla a che vedere con i fatti. Il dramma vero è che nessuno sentirà il bisogno di dire "ho sbagliato", e di ammettere che le cose come sempre avrebbero potuto andare molto diversamente.  Perché è più facile aizzare il tuo vicino di casa a sparare al nemico immaginario più prossimo, che chiedergli di affrontare seriamente i problemi che rendono la sua vita una merda e che solo insieme potreste riuscire a superare. 


La vita di un tifoso vale meno della vita di un poliziotto

spalti e madonne, oscuro scrutare — Inviato da nero @ 14:16

 

Il 2 febbraio di quest'anno, durante gli scontri intorno allo stadio di Catania in occasione del derby siciliano con il Palermo muore Filippo Raciti. Subito scatta il can can mediatico e i campionati vengono sospesi: a tempo indeterminato - si dice - ma in realtà poi per una sola giornata, dato che il circo deve continuare.
A distanza di nove mesi da quei fatti, e dopo l'ipotesi che Raciti sia morto per imperizia delle stesse forze dell'ordine e di una loro manovra con una camionetta più che per un'aggressione diretta di un ultras, del caso non si parla più. Le conseguenze concrete del can can mediatico sono: carcere preventivo per una-due persone che non si sa neanche se effettivamente siano colpevoli dell'omicidio; pochissimi arresti per gli scontri che hanno coinvolto centinaia di persone (dei quali dubito che la polizia non conosca nulla); un pacchetto repressivo che ha inasprito le norme su resistenza e reati contro le forze dell'ordine, che è stato praticamente istantaneamente applicato più che altro in ambito politco (vedasi il caso di Villa Ada e altre situazioni di piazza in cui un mezzo insulto a un poliziotto sta facendo rischiare anni di galera a quale attivista).

Stamattina in un autogrill del centro italia un'auto di laziali e una di juventini si incrocia per caso. Scatta un'aggressione e la conseguente chiamata alla polizia. Dalle prime notizie la polizia stradale all'arrivo, non sapendo bene che fare riesce a lasciar partire un colpo di pistola ed ammazzare un tifoso laziale di meno di trent'anni. Io la scena me l'immagino bene: il
superpoliziotto pompato da mesi e mesi e anni di propaganda pro interventista delle forze dell'ordine sui "criminali" per garantire la sicurezza che tira fuori la pistola pensando di essere il giustiziere della notte, e che commette
una sciocchezza tragica, per esempio sparando dietro alla macchina dei laziali in fuga (qed non ci sono andato molto lontano), o qualcosa di ancora più stupido e irragionevole, a meno che non si ritenga che due sprangate equivalgano a una pallottola.

Ragione vorrebbe che si sospendesse il campionato e si varasse un pacchetto speciale per i crimini commessi in servizio dalle forze dell'ordine. Ma così non avverrà: si sospenderà inter-lazio, si troveranno giustificazioni all'omicidio volontario commesso dal poliziotto, si vieteranno le trasferte (causando ancora più incidenti per strada, per caso, totalmente incontrollabili) sostenendo che la colpa sta tutta lì. E il circo andrà avanti come se nulla fosse.

Ancora una volta quando le forze dell'ordine sbagliano, si gira la frittata e si da la colpa al mostro più vicino. Di dignità nella politica italiana e nell'emergenza democratica che stiamo vivendo se ne vede poca. Ancora una volta si scambia il problema con la soluzione, perché alla fine la verità è che per tutti la vita di una persona normale o peggio ancora di un criminale vale meno di quella di un poliziotto.

UPDATE: qed la decisione del Viminale è quella di sospendere Inter-Lazio, di vietare le trasferte e di far svolgere regolrmente il resto delle partite con solo 15 minuti di ritardo sul fischio di avvio. Che schifo.

 


City of Gods nr. 4

movimenti tellurici — Inviato da nero @ 14:36

Oggi il corteo non è stato particolarmente numeroso (direi circa 5-6 mila per la stampa, la metà circa reali).  L'ho trascorso consegnando ripetutamente il numero quattro di City of Gods, di ottima fattura e con cinque edizioni locali (Milano, Monza, Bergamo, Livorno, Roma).  Il dato che raccolgo è che i militonti non capiscono l'operazione mentre le persone normali fanno man bassa delle copie che si porgono loro con gentilezza, nonostante la cronica scontrosità altezzosa del passante milanese medio: questo significa che la nostra operazione ha un senso, e che arriva a parlare alle persone normali, lasciando da parte la scarsa intuitività alle forme di comunicazione innovative dei militanti (in particolare di quei pochi che sono rimasti aggrappati a movimenti che non ci sono più e senza mediamente la visione prospettica di movimenti che ancora devono arrivare). Se volete divertirvi e leggere cose interessanti, la versione integrale a colori con tutte le edizioni locali in pdf la trovate online.

Update: l'unica vera nota positiva della giornata è stato il totale successo del call strike di stamattina contro wind e vodafone. Le forme di azioni più intelligenti mostrano di saper essere anche molto efficaci! E vai!


Domani: sciopero generalizzato e call strike!

movimenti tellurici — Inviato da nero @ 13:49

banner direct strikeDomani, 9 novembre 2007, lo sciopero generalizzato indetto da movimenti e sigle sindacali dovrebbe costituire una risposta politica alla manifestazione identitaria (seppur di massa) del 20 ottobre. A Milano ci sarà un corteo che parte dal largo cairoli alle 9.30, durante il quale distribuiremo il nuovo numero di city of gods. L'azione più importante per noi, di cui riportiamo sotto l'appello, è il call strike in sostegno a tutti i precari in via di esternalizzazione di wind e vodafone. Potete partecipare tutti con una chiamata gratuita, quindi niente scuse! A domani in piazza!

Mentre le aziende dichiarano di perseguire il "Core Business" dimostrando che solo i profitti stanno loro a cuore, centinaia di lavoratori vengono esternalizzati. Ai dirigenti le stock options, ai dipendenti lo stesso lavoro altrove e precarizzato.

Le associazioni dei parenti delle vittime delle esternalizzazioni lanciano un appello affinché tutta la cittadinanza faccia sentire il proprio sdegno.
Se i gestori telefonici si ostinano nella loro diabolica volontà d'esternalizzare mandiamo un segnale forte e chiaro:
Partecipiamo al Call Strike in solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori Wind e Vodafone
venerdì 9 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00
contatta i numeri 190 e 800227755 per Vodafone il 156 e il 159 per Wind
Aguzziamo le orecchie, alziamo le cornette, agitiamo i cellulari, intasiamo le linee.


Rinviata la sentenza di appello per i fatti dell'11 marzo a Milano

movimenti tellurici, oscuro scrutare — Inviato da nero @ 13:39

 

Stamattina i giudici hanno scelto la via della correttezza procedurale: hanno ascoltato le ultime arringhe delle difese e hanno voluto dare il week-end all'accusa per eventuali repliche. Lunedi' le ascolterà e si riunirà in camera di consiglio per prendere una decisione. In questo modo la sentenza si avrà lunedì 12 novembre 2007, e questo rinvio non sighifica necessariamente che il tribunale abbia già preso una decisione negativa, ma solo che vuole evitare di essere tacciato di sbrigatività.

Aspettiamo e vediamo.

 


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