Risotto ai 4 formaggi e arance

kitchen — Inviato da nero @ 20:31

 

Ingredienti:

  • 50-75 g di brie
  • 50-75 g di altro formaggio simile ma meno forte (io ho usato un formaggio molle di pecora e mucca)
  • 30-50 g di grana padano grattuggiato
  • 30-50 g di pecorino o altro formaggio stagionato e saporito, grattuggiato
  • 180 g di riso
  • 1 cipolla
  • la buccia grattuggiata di un arancio
  • brodo (almeno 1-1,5 l)
  • olio o burro

Preparazione:

Soffriggete la cipolla tagliata in pezzi molto piccoli in una padella dal bordo alto. Per il soffritto i puristi prediligono il burro, ma io uso l'olio di oliva, che già il risotto è una mattonata senza ulteriori grassi animali :)

Preparate il formaggio a pezzi (quello molle) e il formaggio grattuggiato (quello stagionato) 

Quando la cipolla sfrigola per bene versate il riso nella padella senza mai smettere di rimestare con un cucchiaio di legno. Aggiungete un mestolo alla volta il brodo, e lasciate assorbire rimestando prima di aggiungerne un altro. La cottura in questo modo deve andare avanti per 20 minuti circa, quando il riso assumerà la consistenza voluta (anzi un po' meno, dato che la mantecatura con i formaggi addensa il tutto in una crema).

Abbassate il fuoco al minimo e aggiungete prima i formaggi molli rimestando fino a ottenere una crema, e poi i formaggi stagionati grattuggiati. Togliete dal fuoco e aggiungete la scorza di arancia. Mescolate e portate in tavola. Se volete aggiungete il ciuffo di qualcosa di verde come decorazione (suggerirei menta o prezzemolo, ma alla fine è identico dato che non ve lo papperete).

Voilà! 


Cincischiare e vincere

spalti e madonne — Inviato da nero @ 18:21

L'Inter affronta il rientro dalla pausa come sa: provocando il patema in ogni tifoso con un minimo di memoria storica. Poco importa che basterebbe giocare bendati per vincere con il Siena, dobbiamo soffrire un po', e dare la possibilità a quei gobbi impenitenti che commentano le partite su Sky di dire "il Siena avrebbe meritato il pareggio", dopo aver passato tutto il secondo tempo a cercare di dimostrare (senza riuscirci) che il gol di Cambiasso allo scadere del primo tempo era viziato da un fuori gioco di Cruz.

In campo una formazione che mi piace ed è ormai collaudata, anche se Matrix dietro ancora non da tanta sicurezza quanto Samuel. Cordoba è il solito pasticcione (gli venisse un colpo) e Maxwell meno brillante dell'anno scorso. Fortunatamente Julio Cesar atraversa un periodo di forma splendido. A centrocampo Cambiasso in cabina di regia a fare il terzo centrale di difesa, Zanetti e Chivu ai lati, Jimenez trequartista. Davanti un Ibra in forma strepitosa e un Cruz un po' opaco (forse Crespo avrebbe meritato qualche minuto). Grande nota positiva il rientro di Stankovic, che delizia con un paio di cross al bacio, mostrando voglia di giocare.

Entriamo in campo con le gambe pesanti di fronte a un Siena che come i suoi parenti bianconeri ha tanta grinta e poca qualità (a parte quella merda rossonera di Locatelli che contro di noi dà sempre il meglio di sé). Per venticinque minuti non si vede quasi un tiro in porta. Due palle. Poi Girardi si inventa un rigore su Cruz a nostro favore, giusto per far parlare le malelingue che da sei mesi non sanno fare altro che parlare di presunti torti o favori arbitrali e dell'avvento del messiah Pato. Ibra segna e la partita continua come prima, anzi peggio, perché abbassiamo il baricentro e permettiamo al Siena di fare un gol molto bello, grazie a una doppia svista Maicon/Cordoba. Sul finire del primo tempo un liscio in combutta di Chivu e di un difensore del  Siena, Ibra mira la porta, ipnotizza tutto il Siena e serve Cambiasso che insacca nel primo rimpallo favorevole della partita.

Il secondo tempo entriamo in campo più tranquilli, e Ibra infila un gol a 100 all'ora da fuori area disumano. Poi sbaglia il 4-1 da solo davanti al portiere per misericordia. Pietà non contraccambiata dai gobbi toscani, che menano come fabbri e con un po' di fortuna insaccano il 3-2 al 46esimo. Trenta secondi dopo Cruz ha la palla del 4-1 sul piede, ma  confermiamo la nostra natura antitetica all'infierire sull'avversario. Ci vuole classe. Anche per ascoltare le stupidaggini dei commentatori e guardare e passare oltre. 


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