Sconfitta meritata (principalmente dall'arbitro, ma anche da Mancini e giocatori)

spalti e madonne — Inviato da nero @ 00:19

 

Bilancio della serata completamente negativo: non contiamo nulla in Europa da un punto di vista diplomatico prima ancora che sportivo (un arbitraggio così con il Milan farebbe saltare molte teste nell'UEFA, ma domani nessuno dirà nulla); la squadra manca di personalità e non ha accennato ad aver superato la propria tara psicologica in Europa (vedremo al ritorno); infortuni nel settore più martoriato della stagione; pesanti conseguenze possibili sulle stagioni future (Moratti minaccerà Mancini di cacciata con ignominia, e questo - per quanto io non condivida spesso le scelte del Mancio - significa riportare indietro il lavoro societario di dieci anni). Insomma, una serata di merda.

L'Inter entra in campo con un vitello pazzesco: Cambiasso sembra Van der Meyde; Ibra e Cruz non riescono a vedere palla anche perché il centrocampo è praticamente posizionato a 5 metri dalla nostra area; la difesa sembra essere l'unico settore assettato, ma non basta in una partita così che devi giocare convinto di potercela fare. A peggiorare la situazione ci pensa l'arbitro, tanto per rispondere a chi mi rompe ancora i coglioni con i favori arbitrali pro Inter: due gialli su due falli inesistenti di Matrix e Inter in 10; nel frattempo anche un bel giallo a Chivu, stavolta più o meno meritato, mentre i Reds non collezionano neanche un cartellino giallo nonostante di falli ne abbiano fatti come, quanto e anche peggio dei nerazzurri. In 10 contro 11 ad Anfield sembra impossibile, e io per un attimo spero che stimoli il carattere dei ragazzi. Ci pensa Mancini a disilludermi: in 10 contro 11 ha sempre giocato con il 4-3-2, per non far abbassare la squadra, e mi pare la cosa più logica anche qui. Invece dopo il primo tempo mette in campo Vieira per Cruz, di fatto con un 4-4-1 senza una prima punta: Vieira si dimostra un gobbo stile Lippi (mandato all'Inter per rovinarci) e gioca come un poppante; Ibra da solo lì davanti non può fare nulla, perché va sempre incontro alla palla anziché cercare di dare profondità, ovviamente (non serve essere Mancini per sapere che sarebbe stato quello il risultato). Ma non basta: si infortuna Cordoba, l'unico che in queste condizioni regge decentemente; entra Burdisso che non fa rimpiangere poi molto il colombiano, in compenso però continuiamo a soffrire arroccati. Chi conosce l'Inter sa che è solo questione di tempo prima della botta di sfiga. Che infatti arriva all'85esimo con la deviazione di Maicon. Il 2-0 decisamente troppo pesante per quello che racconta campo e stagione delle due squadre, viene siglato da Gerrard grazie a Stankovic che non doveva neanche entrare in campo nel secondo tempo, magari sostituito da Suazo per un 4-3-2 di contropiede. Sullo scambio con Pennant, Stankovic non esce su Gerrard che infila con gran culo l'angolino impossibile e batte Julio Cesar. 

Due a zero è pesante, ma forse meglio così. Costringe Mancini e i ragazzi a meditare sui propri errori: se non faranno l'errore di diventare nevrotici e scenderanno in campo con determinazione e grinta, a San Siro si può ribaltare una gara come questa, dato che Benitez verrà a fare la muraglia umana in area. Ovviamente a patto che ci facciano giocare 11 contro 11, e che a nessuno venga il vitello. Siamo noi che dobbiamo dimostrare a noi stessi quello che valiamo. Se lo capiamo si può fare, altrimenti, sarà un altro Villareal, un altro Valencia, un altra Europa per noi impossibile. 


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