I nuovi totem
Joe Lansdale sforna libri come se fosse un antico panificio: regolarità e qualità impressionanti. Scrittura semplice, diretta, senza fronzoli e pretese di grande letteratura, ma altamente godibile e che arriva fino in fondo. Non si capisce perché tra gli scaffali dei best-sellers ci stia gente come Ken Follett e non gente come lui: il suo stile è più veloce, più adatto al tempo moderno, più vicino al senso comune di chi legge i libri da scaffale di supermercati. Forse non offre grandi avventure consolatorie in cui l'uomo medio possa pensare di immedesimarsi dimenticando i propri problemi. Forse è anche per questo che Follett mi fa vomitare e Lansdale mi fa godere. In effetti.
La Lunga Strada della Vendetta non ha una trama complicata, non ha personaggi troppo introversi e psicologici, non ha grandi affreschi lessicali. La Lunga Strada della Vendetta ha ritmo, ha personaggi familiari e immediatamente comprensibili, ha come fondali le strade che viviamo tutti i giorni (ovviamente più negli States che in Italia, ma la distanza non è così siderale), e soprattutto non ha paura di sognare.
Il libro è un noir con un tocco di fantasy che non stona, anzi arricchisce il "genere" del libro. Per un old-timer dei giochi di ruolo fa vibrare innumerevoli corde della memoria e dell'immaginazione: la spiritualità di popoli antichi che si incrocia con la modernità, l'impossibile che incontra il quotidiano, un'avventura che si conclude con un grande scontro e con un senso (o più di uno). Consigliato vivamente a tutti quelli che amano gli immaginari, e le meticce vie della fantasia, oltre che una buona dose di azione senza tante menate :)
Voto: 7