Non ci meritate
Non ci meritano i Mancini che "perdiamo il derby perché vogliamo vincere davanti al nostro pubblico". Non ci meritano i Maxwell che appoggiano la palla sui piedi del Siena per due volte trasformando un nostro contropiede in gol avversari. Non ci meritano i Matrix che piangono come vitelli il 5 maggio 2002 e che oggi vogliono fare i supereroi sbagliando il rigore che doveva tirare Cruz. Non ci meritano i Vieira che giocano come se fosse un allenamento per gli Europei. Non ci meritano 11 giocatori che falliscono l'ennesimo match point con 80mila persone che aspettano solo di esultare con loro, e che invece prendono due gol su tre tiri di una squadra che non vale nulla. Non ci meritano 11 giocatori che fanno esultare tutti quelli che ci odiano. Non ci merita una società che con le sue carenze genera una squadra sempre debole psicologicamente. Non ci merita una squadra che regala il derby che è valso un passaporto per la Champions al Milan, una gara con la Juve che è valsa la loro stagione quasi quanto il terzo posto, e una gara come questa.
La storia della partita è semplice. L'Inter ha dominato, ha sbagliato duecento gol fatti, ha preso gol su due dei tre tiri in porta del Siena in tutta la partita. Ha avuto l'occasione di chiudere i conti su rigore - non ho visto nulla dato che ero lontano e non so se ci fosse o meno ma non me ne frega un cazzo - e Matrix in cerca di gloria rischia di dannarsi e dannarci alla più tragica delle beffe. Degli uomini così non si meritano 80 mila spettatori e tifosi. Avete 90 minuti per dimostrarci il contrario, su un campo come il Tardini dove abbiamo vinto una volta in dieci anni contro una squadra che deve vincere per sperare di salvarsi a tutti i costi, allenata dall'allenatore che ci ha fatto perdere lo scudetto più assurdo della nostra storia. La dicotomia è semplice: catarsi o dannazione. Non ci sono vie di mezzo.