70 anni dopo: tornano le leggi razziali
E' stato un attimo. Era il 1938, l'anno di non ritorno per la storia italiana. Le leggi razziali approvate in quell'anno hanno segnato il destino di questo paese, e messo nero su bianco le sue aspirazioni. Fino ad ora non è che si stesse scherzando: in tutta Europa la questione immigrazione è affrontata con isteria e emergenzialismo degni del più becero senso di paura dell'altro, di ciò che non è identico a noi. I CPT sono l'invenzione più orribile in senso civile e politico degli ultimi decenni di politica, galere prive di regolamenti, in cui la vita di alcune persone viene dimenticata per mesi e mesi (con il nuovo ddl fino a 18 mesi, provate a contarli sulla vostra pelle), in base al solo fatto gravissimo a quanto pare di essere straniero. La xenofobia è stata il silenzioso compagno di viaggio della politica europea e italiana in particolare, e il DDL di oggi ne è il frutto amaro, amarissimo.
Da oggi essere straniero in Italia è un reato. Penale. Punibile da 6 mesi a 4 anni. Non importa se sei buono, bello, brutto, cattivo, ligio alle regole, sottomesso, ribelle. Se straniero, quindi sei un criminale. L'equazione più semplice e contraria a ogni concetto di libertà fondamentali dell'uomo è per la prima volta nel nostro paese sancita nero su bianco. O meglio bianco su nero. Questo è l'ultimo passo, l'ultimo confine. Tra la civiltà e la barbarie. Sono combattuto: da un lato spero che il DDL venga dichiarato incostituzionale il minuto dopo che è approvato, dall'altro vorrei vedere le carceri piene di gente straniera per bene che vede la sua vita rovinata, famiglie sul lastrico perché non hanno più la badante o il portinaio o l'idraulico o il muratore, imprenditori che vedono le proprie fabbriche andare in rovina senza gli operai stranieri. Vorrei vedere gli statunitensi in Italia con un permesso turistico prendersi 4 anni di gabbio, e vorrei vedere la reazione dei media e di chi ha votato, coccodrilli dalle lacrime troppo facili. Quanto sta avvenendo è molto più orribile di quello che vogliamo ammettere. E io ricordo che a 5 anni dalle leggi razziali la gente andò in montagna. Armata. Forse è l'unico esito possibile. O forse no. Come dice WM4 a proposito del suo ultimo libro: serve molto coraggio, ma non so se è abbastanza.
Io voglio passare ad un livello successivo.