Il Divo Giulio e l'Antico Testamento

cinema — Inviato da nero @ 11:11

 

Il Divo conferma quello che scrivevo a proposito di Gomorra: i talenti in italia ci sono, in ambito cinematografico, ma spesso è il coraggio a mancare, dato che si preferiscono polpettoni di qualità indigeribile della combriccola di Greggio, De Sica, Boldi e company, a film di fattura e proposizione eccellenti. Il Divo è prima di tutto un film molto ben fatto: teatrale e ieratico, corale e frastagliato, complesso - come dice il protagonista stesso interpretato da un insuperabile Toni Servillo - e profondamente legato alla storia politica italiana. Non è solo un film ben fatto: è un film molto coraggioso. Parla di un personaggio vivo e ancora molto potente, e lo fa senza sconti. Parla del potere, di come logora e di come non ammetta tentennamenti, parla di un Giulio Andreotti in versione IHVH dell'Antico Testamento, disposto alle crudeltà più assolute per assicurare un bene maggiore e futuro. Il potere non logora chi non ce l'ha, il potere assorbe chi ce l'ha, lo trasforma, agisce sulla mente degli uomini in forme feroci. Il Divo parla di una verità assoluta: la storia non è fatta di parole gentili, è fatta di epica, di scelte gravi, di violenza, di spietata determinazione nel realizzare un progetto. La storia è fatta di scelte, di complesse rappresentazioni della realtà, e non si può sempre ridurre tutto a uno schemino facile da digerire e giustificatorio di prese di posizioni leggere e poco interessanti.  La composizione narrativa del film mi ricorda il libro di Sarasso e la sua più recente graphic novel United We Stand, e si inserisce perfettamente nel ragionamento wumingiano sulla New Italian Epic, dando ragione delle finalità e dei motivi di quanto scritto da WM1. Devo dire che io l'ho apprezzato addirittura più di Gomorra, anche se probabilmente sconta la difficoltà di rappresentare i cunicoli della politica italiana e della sua storia: ho idea che un giovane italiota non capirà molto di vicende che presuppongono un interesse per ciò che accade nel tuo paese e circa chi prende le decisioni e perché. E' un film molto speranzoso del livello di intelligenza medio della meglio gioventù, e per questo lo ringrazio, pur restando scettico come e più del Divo. 

Voto: 9 (come Gomorra, ma meriterebbe anche di più; ma sopra il 9 uno deve ponderare bene i voti :)


San precario CFC: un segno indelebile nella storia

movimenti tellurici, spalti e madonne — Inviato da nero @ 11:02

 

La San Precario Cricket and Football Club lascia un segno indelebile nella storia del Torneo dei Centri Sociali e delle Associazioni Antirazziste: con lo 0-8 patito nella terza partita del gironcino chiudiamo a 0 punti e -17 di differenza reti, quasi certamente il peggior risultato della storia del torneo per una formazione. Con questo non solo vinciamo il cucchiaio di legno, ma anche una imperitura nomination negli annali di questa prestigiosa competizione. D'altronde nessuno capirà la generosità del nostro gesto: con il pesante passivo, come al solito immeritato, consentiamo alla squadra di giovani migranti del Comitato Inquilini di Calvairate di passare agli ottavi di finale del torneo. Le buone azioni passano sempre inosservate, ma la nostra coscienza è pulita.

Certo eravamo entrati in campo convinti di dover vincere con il maggior scarto di reti possibile, ma un arbitraggio dubbio e l'aggressività degli avversari, nonché la nostra solita assenza di riserve, di ossigeno e di gioco, hanno messo subito la partita in discesa per gli avversari. C'è poco da dire sulla partita, se non che un risultato così clamoroso non può essere certo frutto del campo ma di loschi complotti alle nostre spalle. Ma guardiamo i lati positivi: quest'anno siamo sempre stati ALMENO in 11 e abbiamo finalmente una divisa sociale ufficiale; inoltre abbiamo varato una piccola mailing list che ci consentirà di raccattare i giocatori e allenarci in vista delle sfide dell'anno prossimo. Allora sì che si vedrà di che pasta è fatta la San Precario CFC. Hasta la victoria! Talvez!


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