Mentalità, mentalità, mentalità
Fa veramente un effetto molto strano dover usare un titolo come questo per questa Inter: Mourinho è stato fatto subentrare in malo modo a Mancini proprio invocando la necessità di un cambiamento di mentalità nella squadra che portasse maggiore lucidità e maturità. Infatti non è tanto la carenza di gioco - che pure è evidente nelle scarse soluzioni che l'Inter manifesta - e neanche lo scarso tono fisico - anche questo veramente perplimente a ottobre - che lasciano basiti, quanto la mentalità sparagnina e priva di grinta. L'Inter entra in campo e gioca alla grande 15 minuti facendo sperare una grande partita, segna un gran gol e poi si spegne: arretra, lascia 3/4 di campo al Werder Brema, e "gigioneggia" senza chiudere la partita. In apertura di ripresa la solfa non cambia, neanche dopo il gol al primo tiro in porta dei tedeschi su incredibile incertezza di Julio Cesar. A dieci minuti dalla fine la squadra si sveglia con la solita vagonata di attaccanti in campo, ma senza idee e gioco, un po' come un arrembaggio a testa bassa: in questa fase ci si mette la sfiga, ma non si può certo appellarsi a questo per giustificare una partita che abbiamo pareggiato per demerito nostro più che per merito del Brema. Devo dire che molte persone iniziano a mugugnare dicendo: "Mourinho smettila di dare aria alla bocca e produci dei fatti, cazzo!". Io mi sono ripromesso di attendere a fine anno per giudicare, dato che penso che molte cose non le vediamo e non possiamo metterle nell'equazione che ci fa capire cosa succede ai nerazzurri. Ovviamente i lamentosi tifosi interisti sono già a fare le vedove di quello che è stato e certamente non sarà più (parole loro, non mie di certo, ndr), ma non si attribuiscono nessuna responsabilità per lo stadio mezzo vuoto e alquanto triste. I prossimi impegni, soprattutto dopo la pausa delle nazionali, saranno un banco importante di verifica dello stato di cose della squadra.
Julio Cesar merita per la prima volta nella stagione un voto negativo, anche se non di molto: passa la partita con la toldite, inchiodato sulla linea di porta con dei chiodi da 10 centimetri; il gol è sua responsabilità in buona percentuale e non sono gol che lui può prendere. Maicon è in giornata di grazia e si vede: corre, crossa, chiude, segna e quasi ne fa un secondo che avrebbe regalato una tutto sommato immeritata ma godibile vittoria. Zanetti è certamente il migliore in campo: come terzino lo vedo meglio che come centrocampista a tre, dove soffre per il 33% in più di corsa e pressing richiesto; strappa applausi a tutto lo stadio con un recupero sulla linea del fallo laterale seguito da una finta che è proprio la ciliegina sulla torta; una certezza sempre. Matrix rimane troppo poco in campo per giudicarlo, mentre Cordoba sembra completamente recuperato, e Burdisso la solita altalena di rendimento: dopo un mesetto positivo ultime due partite da psycho; forse una cura di litio aiuterebbe.
A centrocampo Muntari merita un elogio per il dinamismo, ma un sacco di calci in culo per l'imprecisione dei suoi piedi: veramente irritante. Cambiasso come al solito corre per 15 e gioca 6 ruoli, riprendendosi le lodi dell'anno scorso: insostituibile. Deki è il miglior Stankovic da almeno due anni a questa parte: speriamo ritrovi anche tiro e continuità, sarebbe il miglior acquisto dell'era Mourinho. Davanti c'è fin troppa gente: Supermario gioca venti minuti e poi si spegne, un po' poco per un diciottenne che deve guadagnarsi la maglia da titolare; stasera era la sua chance e mi sa che se l'è giocata. Ibra alterna momenti di grande genio e determinazione, a momenti di totale afasia che ci costano più di un gol. Peggio la situazione di Adriano, che pur accennadno a giocare a calcio si perde tutto via sia come posizione in campo che come collaborazione con i compagni di reparto: speriamo sia una fase. Quaresma è entrato e si è visto qualcosina, anche se da lui ci aspettiamo di più. Ora anche per me è tempo di dormire.