08 Lug, 2007

Intervista e recensione su Monocromatica in occasione della presentazione a Roma

pagine e parole — Inviato da nero @ 14:16

Intervista e recensione su Monocromatica in occasione della presentazione a Roma in cui sono intervenuti anche Andrea Capocci ricercatore precario di bell'aspetto e Maurizio Ilardi, professore di sociologia, che hanno molto apprezzato il libro e con cui si è dato vita a un interessante discussione :)

[ dal sito della libreria rinascita ] 

Questo lo pseudonimo dietro cui si nascondono due ‘attivisti dell'underground milanese’, autori di Monocromatica, edito da Coloradonoir. Questo romanzo, tra il noir e il fantasy, nato online , si è evoluto anche grazie all’esperienza e ai consigli di chi ne ha proposto la pubblicazione: Sandrone Dazieri e Andrea Cotti. Il duo di scrittori ci ha portato in una Milano moderna e riconoscibilissima, ma dagli aspetti misteriosi e indecifrabili.

Il vostro romanzo si forma online. Credete che il web sia un mezzo efficace per la diffusione della cultura?

La gestazione di Monocromatica è avvenuta online: per noi questo è un aspetto fondamentale. Innazitutto perché esprime la nostra apertura: il web ha una forza di coinvolgimento enorme e i suoi tentacoli possono toccare chiunque. Tra gli elementi che ci affascinano di più di internet c’è la sua straordinaria possibilità di relazione. D’altra parte, crediamo che il rapporto tra internet e cultura sia ambivalente: può veicolare qualsiasi tipo di contenuto culturale a chiunque, ma d’altra parte è anche una causa dell’imbarbarimento che abbiamo davanti agli occhi. Perché banalizza e appiattisce. Non è un caso che si registri un aumento dell’analfabetismo: le persone vedono di più e sono disabituate a leggere. Allo stasso modo, cala l’attenzione per la scena singola e per i dettagli. Sul web si passa da una finestra alla successiva e tutto scorre in fretta.

Dallo pseudonimo per firmare in coppia il libro, al rapporto con il web … sono diversi i punti di contatto con il collettivo di scrittori Wu Ming… è così?

Ci sentiamo simili al collettivo di scrittori, perché proveniamo dall’attivismo politico e crediamo che fare letteratura sia un modo per inserirsi nella società e apportare dei cambiamenti. L’impegno di chi scrive dovrebbe essere quello di instillare in chi legge il dubbio che ci sia ‘qualcosa che non va’,  offrire spunti di riflessione, spezzare la monotonia della cultura globalizzata. Dai Wu Ming ci discostiamo invece per la tecnica narrativa e per il modo in cui costruiamo le parti delle nostre storie. Sebbene scriviamo brani in autonomia, ci incontriamo, ci confrontiamo, e discutiamo insieme di modifiche e sostituzioni. Puntiamo ad un flusso omogeneo di fatti e parole.

I generi cha vanno dal giallo al noir, al poliziesco stanno vivendo un momento di interesse e vitalità. Avete un'opinione in proposito?

Viviamo in tempi di imbarbarimento e a forti tinte di chiaro e scuro. Il noir mette in evidenza gli aspetti paradossali della nostra quotidianità. In Monocromatica ci sono diversi problemi: dalle condizioni di chi è immigrato, alla differenza tra la percezione e la realtà della vita nelle strade di grandi metropoli. Tramite un’operazione di reality fiction mascheriamo esperienze realmente vissute e accadute con il velo della narrativa, che tramite il gioco dell’immaginario, evidenzia le storture della realtà. Il noir intorbidisce le ombree e illumina le zone chiare. Ne esalta le contraddizioni e gli strappi, le incongruenze e i contrasti: è molto vicino allo spirito dei nostri anni.

[ da Liberazione ]

"Monocromatica", un noir di R. S. Blackswift, nome collettivo dietro cui si celano due attivisti della scena underground milaneseall'esordio. Il libro è nato sul web dalla rielaborazione di loro racconti ad opera dei lettori. Oggi la presentazione a Roma
Milano, storia di una città cosmopolita in chiave fantasy
di Emanuela Del Frate

Si intitola Monocromatica ed è un noir ambientato a Milano. Eppure è un libro pieno dei colori e delle mille sfumature che intercorrono tra il bianco e il nero. R.S. Blackswift non è un affermato autore inglese o americano, bensì un nome collettivo - non anonimato ma "polinomia", ci tengono a sottolineare - dietro cui si celano due attivisti della scena underground milanese al loro esordio sulla carta stampata.
Il libro (edizioni Colorado noir - Mondadori, pp. 245, euro 15) nasce infatti come un gioco sul web; un sito - http://blackswift.org - in cui, usando gli strumenti della cooperazione in rete, i due autori hanno iniziato a scrivere racconti lasciandoli a disposizione di chiunque li volesse leggere, commentare, arricchire con osservazioni, critiche e suggerimenti. Poi l'incontro con Sandrone Dazieri che, impegnato nella nuova avventura della Colorado noir, insieme a Gabriele Salvatores e Maurizio Totti, prende per mano R.S. Backswfit e apre loro le porte dell'editoria.
Se il noir è, come lo definisce il regista, «il genere letterario più titolato a raccontare la realtà in cui viviamo che è fortemente anormale, ossessiva, illegale: è uno sguardo deviato», Monocromatica è perfetto per la nuova collana distribuita dalla Mondadori. E' uno sguardo obliquo quello con cui i due autori guardano Milano; una Milano grigia, dal cielo plumbeo e uniforme, ma nella quale convivono tutti i colori di una popolazione multietnica, dove, negli angoli nascosti della frenetica città della moda, si celano migliaia di differenti vite e storie e, a volte, basta solo uno sguardo attento per saperle svelare e mostrare. Così i personaggi che animano questo libro sono quattro eroi metropolitani un po' sui generis.
C'è Fernando, il killer che si lamenta della propria professione, non tanto per rimorsi di coscienza, ma perché a Milano è disoccupato in pianta stabile. «"In questa città del cazzo non si ammazzano mai" pensa quasi ad alta voce. Scazzano, trafficano, spacciano, si menano, sbraitano, ma non si ammazzano se non per una coltellata o un colpo di fucile partito quasi per sbaglio. Nessuno cerca mai qualcuno per ammazzare qualcun altro». C'è Hassan che ha solo 17 anni e che non ne può più di vivere in una città che lo rifiuta, in cui deve guadagnarsi ogni volta un nuovo posto dove dormire cercando di stare lontano dai guai dei suoi connazionali e dalla polizia. Senza soldi, senza la speranza di trovare un lavoro, senza futuro.
C'è Li, una ragazza cinese che per riuscire a muoversi all'interno della sua comunità si costringe a fingersi uomo - per scappare al «ruolo già assegnato al suo sesso nella società cinese in esilio» - dividendosi tra il lavoro da fattorino e quello da cameriere. E poi c'è un nero africano dai molti nomi che vende fumo agli angoli delle strade, ma che sembra celare, dietro la sua serafica calma, poteri sciamanici. E, ovviamente, c'è un mistero da svelare a tutti i costi per poter avere salva la vita e l'immancabile - vista la storia personale di R.S. Blackswift - hacker che, con la sua attitudine al "metterci le mani dentro", darà un contributo fondamentale per sciogliere i nodi dell'intrigo. Potrebbe anche essere tutto qui, dietro ai classici elementi di un noir, ma Monocromatica non è esattamente un noir. Nella storia si intrecciano elementi storici, fantasy e un accennato tocco di esoterismo. Milano scalpita, vive e rivive, racconta qualcosa in ogni angolo, in ogni strada, e non si tratta soltanto della storia attuale. E' una Milano che cela e svela storie più o meno antiche che hanno contributo a costruire la sua attuale identità di città caotica e cosmopolita.
All'inizio è un po' difficile seguire il filo degli inserti storici, ma l'impianto narrativo è buono e la lettura diventa a mano a mano sempre più semplice ed avvincente. La storia del mondo è scritta col sangue recita l'altisonante sottotitolo del libro; è il sangue da cui ha preso vita la città con la sua attuale morfologia, a partire da quello della giumenta sacrificata nella pianura in cui sorgerà la metropoli. E' il sangue versato dalla fame di potere della Chiesa ambrosiana, delle "streghe" bruciate dall'Inquisizione, di Varalli e Ribecchi uccisi negli anni Settanta da fascisti e polizia. Il sangue non è altro che il segno più tangibile di una storia che si inscrive nell'eterna opposizione tra oppressione e movimenti di liberazione.
Contraddizioni e scontri tra opposti che spingono ad elaborare il passato come il presente, ad esplorare punti di vista differenti e lasciando sempre aperta la possibilità del cambiamento, della contaminazione e della trasformazione. Possibilità che si scoprono tutte in un finale che non si può far a meno di leggere senza sorridere. Un buon esordio per questo "autore collettivo" che sarà oggi a Roma, (libreria la Rinascita, largo Agosta, ore 19) a presentare Monocromatica insieme a Lanfranco Caminiti, Massimo Ilardi e Andrea Capocci.


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