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Finalmente internazionali

12 Marzo 2009

 

Quello che chiedevo ai ragazzi con la maglia nerazzurra era di giocare una partita a testa alta e a viso aperto. Loro lo hanno fatto e io gli rendo merito. L’Inter gioca alla pari con la squadra più forte del mondo in questo momento (insieme al Barcellona, che io preferisco), prende due gol stupidi e tutto sommato occasionali e non ha fortuna nelle occasioni che crea. Il Manchester affronta la gara come la finale dell’anno scorso di CL e questo significa che anche loro temevano l’avversario. Per una volta finisce l’avventura dell’Inter in Champions, ma io finalmente ho la sensazione che la squadra sia maturata. Nessuna paura.
Il primo tempo comincia male: prendiamo un gol su palla inattiva al minuto numero 4. Il timore di una partita in bamba si fa concreto, ma succede l’imprevisto: l’Inter cresce, cresce, cresce. Centriamo una traversa e sbagliamo due gol quasi fatti. E Julio salva la porta su l’unica percussione del Manchester. Nel secondo tempo Muntari per Vieira è una scelta obbligata per la preparazione atletica del francese, più avanti Adriano per Stankovic è una scommessa tutto sommato vinta. Il terzo cambio dopo il palo di Adriano che segna la fine della fiducia dei nerazzurri è l’unico vero errore di Mourinho (imho): Balotelli rischiava di prendere un rosso ma anche di avere il guizzo giusto; Figo è un cadavere che non riesce a dare il dinamismo che serve alla squadra e non fa la differenza negli assist. La sua storia è finita con il calcione di Nedved.
La difesa funziona tutta abbastanza bene: i due errori di posizione su percussioni dei Red Devils vengono salvati da un grande Julio Cesar – incolpevole sui gol – e i due esterni fanno una partita sontuosa contro due clienti duri come Ronaldo (annullato da Santon tanto che fa male solo quando si accentra e parte da dietro le linee) e Rooney (un giocatore fantastico, come direbbe il mister). Il mister schiera un centrocampo a 3 con due ali che coprono molto e avanzano appena possibile: è il prototipo del gioco che cercherà di costruire Mourinho da qua al prossimo anno. Vieira ci costa il primo gol girandosi per marcare l’avversario e perdendo di vista la palla; Zanetti è in difficoltà ma ci mette il cuore, Cambiasso è monumentale e fa vedere che dietro le punte è pari a Lampard; Muntari fa una prestazione all’altezza anche se la qualità del suo predecessore francese è un’altra cosa. Davanti Balotelli è pienamente recuperato ed è una delle cose più importanti della stagione, Stankovic da tutto quello che ha e Ibra fa una gran partita, ma conferma di non essere un finalizzatore. Per essere il top gli manca questo: se non può farlo lui, ci vuole qualcun altro di fianco a lui. Balotelli, ma non solo lui.
Grande intervista di Mourinho nel dopo partita: parla del futuro e di come costruire una squadra per vincere anche in Europa. Da grande fiducia al gruppo, alla società e al suo progetto: se fa veramente quello che dice, costruirà un’Inter incredibile. Giovane, forte, determinata, vincente. Io sono orgoglioso della mia squadra ed è una sensazione nuova in Europa per noi interisti. Adesso aggrediamo il campionato e ribaltiamo la semifinale di Coppa Italia: fuori i denti e poi recliniamo lo schienale e mettiamoci gli occhiali 3d per le faville che il mister ci ha promesso. Ha trasformato i nerazzurri da pecore in tori nell’arena della CL; ora vediamo fin dove riesce ad arrivare. 

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