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Il Questore di Viterbo intima: niente disordine, non disturbate i fascisti!

27 Settembre 2006

Un gentilissimo imprenditore di Viterbo ha pensato bene di mettere a disposizione di Roberto Fiore e del suo partito, Forza Nuova, due capannoni per realizzare un meeting di neofascisti e neonazisti da tutta europa tra venerdì 29 settembre e domenica 1 ottobre. 

La cosa che tanto sconcerta, non è che esista qualche illuminato faccendiere che finanzi a titolo entusiasta questi figuri che continuano a essere i protagonisti impuniti delle pagine più torbide della storia italiana, ma quanto che la reazione di autorità e istituzioni locali sia di puro isterismo. In nome di una non ben compresa "democrazia" è stato infatti deciso di consentire quello che è difficile non immaginare come la cosa più vicina alla riunione in cui si fondarono i Fasci da Combattimento a Milano all'inizio degli anni 20. Questore, Digos, e istituzioni hanno quindi non solo consentito un raduno che è palesemente incostituzionale, ma anche intimato a chi volesse opporvisi di protestare pure ma nei limiti di un ragionevole confronto democratico. D'altronde si sa che l'amore per la democrazia è alla base dei movimenti fascisti.

Viene in mente l'atteggiamento delle istituzioni tedesche nei confronti della NPD (il moderno partito neonazista tedesco), che proprio recentemente  è riuscito a ottenere i primi seggi in un parlamento regionale (nel Land in cui si terrà il g8 l'anno prossimo tra l'altro): dal loro punto di vista "tenerli in seno alle strutture democratiche è essenziale per non consentirne il proliferare e tenerli sotto controllo". Certo, infatti hanno preso il 7.3%.

Ora, lungi da me dipingermi come un paladino della legalità, cosa che farebbe ridere anche i polli, però vedere queste figure ignobili che si ritrovano liberamente a fare un meeting di centinaia di persone ospitate gratuitamente e benvenute da istituzioni e forze dell'ordine, mi fa risalire alla mente tutta la discussione sulla guerra civile negata e mai risolta in Italia di tanta parte della storiografia del secondo dopoguerra (uno per tutti: Cesare Bermani).  Altro che movimenti tellurici, proprio il volta stomaco.

 

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