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Milano-Portugal in 2 minuti (cit) – Parte 2 – Algarve

22 agosto 2013 Commenti chiusi

L’Algarve è la regione meridionale del Portogallo che si affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico e guarda il Marocco dalle sue sponde. Noi ci siamo andati per il mare e le spiagge quindi le nostre raccomandazioni sono tutte orientate a questioni molto poco culturali, ma più goderecce.

In generale l’Algarve in agosto è un carnaio, soprattutto la maggior parte delle spiagge e le città nelle zone che vanno da Albufeira a Lagos (Faro è più quieta), ma i paesaggi sono talmente incredibili da permettervi di soprassedere. In più basta spostarsi di poco nelle vie laterali del centro della città (a Lagos) o in spiagge un po’ meno raggiungibili e vi ritroverete con un numero umano di umani. Certo, se volete i luoghi deserti e ancora inesplorati dovevate andarci 20 anni fa, ma ancora oggi qualche posto qua e là non particolarmente infestato da turisti (come voi peraltro) lo potete trovare.
Noi abbiamo fatto base in due città: da un lato Faro, tranquilla e un po’ sonnecchiosa, senza una spiaggia, ma collegata con molti luoghi magici; dall’altro Lagos, affollatissima ma vicinissima a spiagge mozzafiato. Entrambe possono essere piacevoli per motivi diversi: se volete un po’ di vita certamente meglio Lagos, se preferite stare più quieti allora vi consigliamo Faro. Una buona via di mezzo? Carvoeiro, ma purtroppo è molto mal collegata al resto della costa, per cui se siete senza un motorino sono cazzi amari.

TRASPORTI

Per raggiungere l’Algarve potete atterrare all’aereoporto di Faro e prenotare un servizio chiamato “cheapest taxi” per farvi depositare in una qualsiasi località del resto della regione. Alla fine sono 100 km di costa e non è così drammatico spostarsi di qualche decina di chilometri in qua o in là.
Un’altra possibilità sono i treni e gli autobus da Lisbona e da altre città portoghesi (magari cogliendo l’occasione di visitarle): il sito delle ferrovie portoghesi è ben fatto e i treni sono comodi e puliti; per gli autobus avete due principali compagnie, ma quella che serve l’Algarve con maggiore regolarità è EVA, i cui bus diretti sono precisissimi. I costi sono analoghi.
Per spostarvi da un posto all’altro una volta che avete scelto dove state avete varie possibilità: treni (occhio che spesso le stazioni sono belle distanti dalle spiagge), autobus (ma occhio agli orari e che nelle località meno collegate sarete costretti a cambi con discreti tempi di attesa), auto o motorino a noleggio.
Se dovessimo consigliare qualcuno: prenotate una macchina o uno scooter 125 anche dall’Italia (il più economico a Lagos e Faro è luzcar, ma a Lisbona si trovano una marea di piccoli rent a car molto convenienti) per una decina di giorni, alla fine riuscirete ad andare dappertutto e anche in posti più difficili da raggiungere. I costi se non affittate una macchina o una moto per un giorno ma per svariati crollano drasticamente (da 50/60 euro al giorno a 20).

VITTO E ALLOGGIO

Anche in Algarve il vitto è economico: ovviamente se vi fermate al primo ristorante che trovate in centro senza sbattervi un minimo la cosa potrebbe non essere vera, ma basta girare un po’ e guardare i menù per trovare i posti giusti anche in location incredibili. Come al solito dovete mettere in conto piatti unici da 8-14 euro a testa e da bere, ma di solito se schivate gli antipasti con 30 euro in due vi sconfanate pesce a volontà.
A Faro consigliamo vivamente la trattoria Adega Nova dove abbiamo gustato degli spiedoni di calamari incredibili e delle vongole al vino squisite; anche la taverna al centro della città vecchia con il suo pesce fresco e i suoi tavoloni da condividere con chi capita capita è imperdibile; terza posizione per la Tasca di Ricky, un ristorantino gestito da un ragazzo di Faro che ama la sua terra e si diverte a chiacchierarne mentre vi offre specialità locali.
A Lagos l’offerta di locali è un tripudio ma tocca fare delle scelte: noi abbiamo apprezzato il Bora Café, un ostello/caffeteria/insalateria/frulleria in centro, ma appena fuori dalle vie principali, e il ristorante “O Camilo”, solitario locale di pesce a picco sulla spiaggia più suggestiva di Lagos (omonima). Il punto è che girando un po’ si trovano soluzioni ottime come rapporto qualità/prezzo come ad esempio il trani “A Cascada) in una piazzetta pacifica e riposante a 10 metri dal carnaio delle vie centrali di Lagos: abbiamo mangiato in due con 15 euro!!!

Per quanto riguarda l’alloggio la situazione è più complessa. Sia a Faro che a Lagos ci sono ottuordicimila pensioni, affittacamere, alberghi e chi più ne ha più ne metta. In alta stagione costano abbastanza anche soluzioni non proprio ottimali (circa 55 euro la doppia con bagno in un residencial), ed è quasi tutto pieno, ma adattandosi sono convinto che sul luogo si strappino condizioni un po’ più favorevoli. Certo per star sicuri meglio prenotare prima. Le pensioni dove siamo stati noi erano decenti anche se le stanze erano piccole e il costo alto non includeva neanche la colaizone, però non ci siamo arrischiati a rimanere senza soluzioni e a dover girare come trottole.
Le soluzioni ottimali sono due: campeggi (piuttosto economici) oppure affittare un appartamento tramite siti specializzati (ne avevamo trovato uno con piscina a 400 euro per dieci giorni in agosto!) soprattutto se si prende in considerazione l’ipotesi di affittare un mezzo per spostarsi autonomamente. Se si è in quattro la soluzione auto+appartamento in affitto è perfetta; in due bisogna cercare bene e forse i costi non si discostano molto dall’andare in pensione e dall’usare i mezzi pubblici, con la differenza di avere a disposizione un appartamento intero (magari con piscina condominiale) e di poter raggiungere anche i posti più belli e assurdi con l’auto o la moto.

SPIAGGE E MARE

Sostanzialmente potete dividere l’Algarve in 3 zone dal punto di vista delle spiagge e del mare: la zona intorno a Faro e Tavira, con le sue lagune, le sue isole sabbiose e l’oceano che vi si infrange con onde lente e non troppo violente; la zona intorno a Lagos e Sagres con i suoi faraglioni, le spiagge dorate e l’acqua cristallina; la zona oltre Cabo Sao Vicente che si affaccia sull’oceano aperto per chi ama il surf e il vento incessante.
Noi abbiamo visitato sostanzialmente le prime due zone: le spiagge sono spesso piuttosto affollate d’agosto, ma il mare è bellissimo e il contesto paesaggistico stupendo, quindi non vi fate scoraggiare.

Di fronte a Faro avete tre isole sabbiose che proteggono la laguna salina dall’Oceano Atlantico e che costituiscono le spiagge della cittadina. Sono tutte e tre raggiungibili con un traghetto in tempi variabili e a seconda del tempo/costo/distanza coperta dal traghetto sono ovviamente più o meno affollate. Se amate la spiaggia infinita, il mare piatto e la solitudine (o comunque la bassa densità di popolazione) il posto giusto per voi è l’isola deserta (nome affettuoso riservato alla Ilha Barreta dai locali): c’è un solo bar/ristorante, una quarantina di ombrelloni di paglia e circa 6 km di spiaggia da colonizzare; il problema è che arrivarci necessita di circa 45 min di traghetto per 10 euro andata e ritorno.
Un tempo anche la spiaggia dell’isola di Tavira era un paradiso, ma è diventata molto più affollata, anche se essendo lunga circa 8 km non si fatica a trovare un po’ di aria e di spazio dove piazzarsi senza rompiscatole di fianco. Ovviamente bisogna camminare, ma da Tavira il traghetto costa solo 3.80 andata e ritorno per circa 30 minuti di tragitto.
Un posto un po’ fuori mano ma incantevole è Cacela Velha: dovete arrivare in treno fino a Cacela, poi prendere un taxi o fare autostop fino a Cacela Velha, da cui prendere un moto taxi o guadare a piedi la laguna. Il posto è tranquillo e la spiaggia bellissima: inoltre in cima alla rocca di Cacela Velha c’è una trattoria specializzata in vongole e ostriche eccellenti e a buon mercato.

Al capo opposto dell’Algarve Sagres è famosa più che altro come tappa per andare al Faro posto sul punto più occidentale dell’Europa continentale. Appena usciti dalla città in direzione di Cabo Sao Vicente trovate la spiaggia di Sagres, bella e animata; a metà strada tra Sagres e il capo si trova la Praia do Beliche, deliziosa e molto amata da chi apprezza il vento.
Le spiagge più belle e scenografiche sono però intorno a Lagos: lasciate perdere le arcinote Meia Praia e Praia da Rocha (che è però a Portim%C3%A3o a mezz’oretta di autobus da Lagos) perché sembrano Rimini e Riccione; appena a Ovest di Lagos di sono tre spiagge meravigliose anche se ad agosto sono molto affollate: Praia do Pinhao (paradossalmente la più vicina e la meno affollata inspiegabilmente); Praia Dona Ana (un carnaio); Praia Camilo (la più bella e un po’ meno affollata grazie ai 200 gradini necessari a raggiungerla). Se volete però andare in un posto che è un vero paradiso anche in alta stagione dovrete andare a Carvoeiro, uscire un attimo dalla strada principale lungo una ripida salita e arrivare fino a Praia do Paraiso: un posto magico e imperdibile.
Se dovessimo consigliare cosa fare per vivere un mare splendido e una vacanza piacevole in Algarve non abbiamo dubbi: Carvoeiro per dormire e Praia do Paraiso per nuotare e prendere il sole. A meno che non andiate fuori stagione e allora le spiagge e l’ambiente di Lagos diventano molto più gestibili.

Milano-Portugal in 2 minuti (cit) – Parte 1 – Açores (Azzorre)

22 agosto 2013 2 commenti

Le Azzorre sono un arcipelago di nove isole vulcaniche (piu’ altri sassi sparsi) formatosi dove le placche americana, africana e eurasiatica si incontrano. Le isole sono divise grosso modo in tre gruppi: il gruppo orientale formato da Corvo e Flores; il gruppo centrale formato da Sao Jorge, Terceira, Graciosa, Pico e Faial; il gruppo occidentale formato da Sao Miguel e Santa Maria.
Noi abbiamo visitato Terceira, Sao Miguel e Santa Maria. Ci sarebbe piaciuto fare un salto a Pico, ma il tempo e’ tiranno e tocca fare delle scelte.

TRASPORTI

E’ possibile arrivare e partire dalle isole sia con aereo che con traghetti: il problema principale dei traghetti e’ che nella maggior parte dei casi e’ piu’ facile comprare i biglietti in loco e che non tutti i giorni ci sono traghetti per tutte le isole. Se volete spostarvi in nave (30-50 euro a testa a seconda della distanza) dovrete adattarvi ai tempi delle compagnie che gestiscono i traghetti, altrimenti potete spendere un po’ di piu’ e programmare con precisione arrivi e partenze in aereo con SATA (circa 70/100 euro a volo).
All’interno delle isole spostarsi autonomamente non e’ facilissimo: per le isole piu’ piccole (come noi su Terceira e Santa Maria) potete noleggiare un motorino (circa 25/30 euro) e girarvi in un giorno tutte le strade dell’isola, un ottimo modo per conoscere il territorio e decidere dove spendere piu’ o meno tempo. Sulle isole piu’ grandi se volete fare questo tipo di perlustrazione vi tocchera’ affittare una macchina (circa 40/50 euro minimo).
Spostarsi usando gli autobus locali non e’ proprio comodissimo dato che nella maggior parte dei casi non sono pensati per i turisti ma per il pendolarismo locale (eccezione: Santa Maria, almeno in un paio di casi), e quindi ce ne sono uno la mattina presto e uno la sera verso le 19 o le 20. Se volete stare fuori a mangiare in un posto diverso da quello in cui alloggiate, mettete in conto la spesa di un taxi, l’autostop o lunghe camminate (anche se le isole sono piccole parliamo sempre di qualche chilometro). Per gli specifici servizi di bus e cosa visitare con questo mezzo di trasporto vi rimando al paragrafo sulle singole isole.

VITTO E ALLOGGIO

Il vitto e’ ancora molto economico sia nelle Azzorre che in Portogallo: parliamo di cene di pesce da circa 15 euro a testa o di cene piu’ “rapide” con anche meno. Soprattutto bere e fermarsi a sorseggiare qualcosa in un bar e’ incredibilmente alla mano: la birra piccola costa circa 1 euro e anche una bibita (e senza servizio al tavolo a maggiorare la consumazione!). Ovviamente si trovano anche possibilita’ piu’ di lusso, ma basta guardarsi intorno per trovare i posti con il giusto rapporto qualita’/prezzo. Fate conto che quasi sempre i piatti includono il contorno quindi se costano 9/12 euro dovete tenere in considerazione che sono praticamente piatti unici. Viceversa occhio al cosidetto “coperto”, ovvero pane, formaggio, burro e olive che trovate gia’ sul tavolo quando vi sedete: ognuna delle cose che consumate viene pagata a parte, e anche se ognuna costa poco nel complesso possono far lievitare il conto senza che ce ne si renda conto.
Dormire invece e’ meno economico, soprattutto in alta stagione. Per noi e’ stato difficile trovare posti a meno di 40/50 euro per una doppia (anche se in teoria muovendosi per tempo e’ possibile aggirarsi intorno ai 30 euro, soprattutto sulle isole piu’ grandi), mentre i posti in camerata sono nell’ordine dei 15/17 euro. Sulla possibilita’ di trovare dei posti accessibili economicamente al momento del proprio arrivo ho raccolto opinioni contrastanti: ho visto turisti chiedere disperatamente un alloggio a qualsiasi prezzo e incontrato una famiglia di italiani che non ha avuto alcun problema a trovare sistemazioni una volta giunti sull’isola. Immagino che basti adattarsi e avere voglia di spendere un po’ di tempo una volta arrivati a chiedere e girare alla ricerca di un posto dove dormire.

ALTRE AVVERTENZE GENERALI: CLIMA, SPIAGGE, ECC.

Le Azzorre sono un luogo incredibile: di giorno ci sono circa 25 gradi, un sole che brucia e un vento che accarezza piacevolmente la pelle. Di sera la temperatura scende dato che il vento continua a soffiare senza sosta: portatevi una felpa e un maglione!
Il centro delle isole e’ spesso avvolto dalle nuvole che quando vengono attraversate vi bagnano vestiti e capelli di condensa piu’ che di pioggia (infatti l’ombrello non serve a nulla in questi casi), quindi se volete fare delle gite sui picchi e all’interno mettete in conto di inumidirvi e portatevi dietro la felpa o il maglione di cui sopra e non solo un costumino inguinale stile Borat.
In ogni caso il tempo varia costantemente quindi adottate lo stile di vita azzorriano: decidete cosa fare e poi sperate che il tempo si adegui ai vostri piani, perche’ tanto prepararsi in anticipo e’ impossibile.
Le spiagge delle Azzorre sono fantastiche e il mare limpido e ricco di vita. Se siete appassionati di snorkeling non sarete delusi, idem se vi piace il surf, ma anche se amate solo stare a crogiolarvi tra sabbia, sole e mare avrete pane per i vostri denti. La maggior parte delle spiagge non ha stabilimenti, occasionalmente vi potete trovare degli ombrelloni gia’ pronti da usare gratuitamente e spesso sono sorvegliate da bagnini. In compenso ogni spiaggia o quasi ha un suo baretto dove prendere qualcosa da bere o da mangiare, e dove usufruire dei servizi: un grado di civilta’ sconosciuto sulle spiagge italiane preda di interessi privati, di ecomostri e di scarsa cura da parte delle amministrazioni.

TERCEIRA

Terceira non è un’isola molto grande: le due principali città sono Praia da Vitoria e Angra do Heroismo, agli antipodi come tipologia urbana. La prima è una città di mare con tanti localini e alberghi, a un passo dall’aereoporto; la seconda è il capoluogo dell’isola, ma ha un aria sonnecchiosa e tranquilla, pur non essendo carente né di ristoranti né di soluzioni per l’alloggio. Noi siamo stati ad Angra, in una stanza centrale che è costata il minimo del range che avevamo trovato.
Per mangiare consigliamo vivamente sia la “Casa do Peixe” affacciata sulla spiaggetta della città (Prainha) che la trattoria tipica e alla mano “O Chico” (dove abbiamo mangiato i calamari grigliati più buoni della nostra vita). Se volete mangiare al volo e senza menate spendendo pochissimo poi c’è la Cervejaria Angrense in cima alla via principale della città. Ad Angra comunque è tutto alla mano, ma se volete affittare un’auto conviene muovervi per tempo in uno dei 4 rent-a-car della città. Per affittare uno scooter invece sul molo ne trovate sempre uno (25 euro per i 50ini, 35 per un 125 in agosto).
Cosa e come visitare a Terceira? In scooter andate nell’interno altrimenti impossibile da visitare con mezzi pubblici (che su Terceira coprono a malapena le tratte semicircolari Praia/Angra e Biscoitos/Angra): l’Algar do Carvao è un orrido in cui potrete scendere per 100 metri in un camino vulcanico in cui potete osservare sia stalattiti silicee (piuttosto rare) che rocce femiche a stretto contatto; se volete sapere come è fatto l’interno della Terra è un ottimo punto di partenza.
Una volta visto il centro dell’isola e dopo esservi goduti i trilioni di ortensie, potete godervi il mare, in particolare a Biscoitos (da raggiungere o in autobus o in motorino) con le sue piscine naturali scavate nella nera roccia lavica: un contesto splendido in cui stare solo attenti a quanto scaldano degli scogli neri sotto il sole cocente.

SAO MIGUEL

Sao Miguel è l’isola principale dell’arcipelago e lo si nota subito appena vi si arriva: la quantità di persone e la dimensione dei centri abitanti non lasciano adito a dubbi. E’ anche un’isola molto ricca di attrazioni turistiche e sicuramente più “urbana”, per cui adatta a chi non ama molto le situazioni a cui “adattarsi” come potrebbe succedere su isole più piccole.
Nonostante questo i mezzi a Sao Miguel lasciano abbastanza a desiderare: alcune tratte sono abbastanza battute, ma in genere avrete 1/2 autobus alla mattina presto per andare dove volete andare, e uno la sera per rientrare. Fine della discussione: per esempio per andare da Ponta Delgada ai laghi azzurro e verde di Sete Cidades (bellissimo per chi ama le passeggiate in montagna) potete prendere un solo autobus la mattina verso le 9 o le 8.15 e poi non avrete modo di rientrare a Ponta Delgada fino al tardo pomeriggio. Noi ovviamente ci siamo sciroppati 13 km di strada a piedi (di cui 3-4 in salita) per raggiungere Moisteros e la sua spiaggia piena di pischelli e surfisti, e tornare con l’autobus da lì, ma non è detto che tutti amino fare questi tour de force.
Per quanto riguarda l’alloggio noi abbiamo svoltato: a Ponta Delgada una signora affitta una intera casa che può ospitare da 2 a 6 persone, ma mai a nuclei distinti. Noi eravamo solo due e con 15 euro a testa abbiamo avuto una casa di tre piani a disposizione (con tanto di cucina, bagno, terrazzo e giardino!): sia lodata Dona Berta e la sciura Maria (che rappresenta la famiglia che affitta l’appartamento). Tra l’altro il tutto a 5 minuti dal centro!
Per mangiare a Ponta Delgada c’è di tutto, ma proprio per questo cercare i posti giusti si è rivelato più complicato del previsto. Alla fine il posto migliore che abbiamo trovato come rapporto qualità/prezzo è stato “O Marineiro” sul molo nuovo del porto dove si affacciano ottuordici locali e ristoranti. Siamo rimasti molto delusi invece dal rinomatissimo “Mercado do Peixe” e da altri locali molto quotati sui siti specializzati, risolvendoci alla fine a farci da soli in casa delle bellissime insalate esotiche (insalata verde, mela verde, ananas delle azzorre (piccole e dolcissime) e formaggio di pico).
Le cose che non potete perdervi a Sao Miguel sono: l’atollo vulcanico di Vila Franca do Campo, che potete raggiungere con autobus+traghetto da Ponta Delgada per passare un pomeriggio nella baia creata da un vulcano una cui parete è stata erosa dagli agenti atmosferici; il parco botanico e la fonte termale ferrosa di Terra Nostra a Furnas, raggiungibile in autobus senza problemi e in cui passare ore e ore a mollo in una fontana a 30 gradi. Onestamente non possiamo dire di essere rimasti impressionati dalle spiagge anche se quelle di Moisteros e di Sao Roche valgono abbastanza la pena.

SANTA MARIA

Santa Maria è l’isola più antica delle Azzorre ed è anche la più pacifica insieme a quelle del gruppo occidentale. Molto frequentata dagli americani ha una sola cittadina degna di questo nome, Vila do Porto, che sta avendo una nuova vita turistica dopo anni di semiabbandono. E’ inoltre sede (per chi ama i motori) di un rally molto noto che si tiene proprio in agosto (abbiamo conosciuto uno dei piloti, figlio del meccanico più famoso e antico di tutta Vila do Porto, Botelho e filhos).
Per dormire avrete l’imbarazzo della scelta ma il nuovo ostello della gioventù (Pousada de Juventude) anche se un po’ lontano dal centro della città (difficile da definire tale dato che Vila do Porto è costituita da tre strade che corrono parallele per circa 2 km di cui una è quella principale e le altre due quelle secondarie!) vi offrirà una piscina dove fare un bagno prima della colazione (inclusa) e dopo le vostre gite al mare o in montagna! Consigliato vivamente, anche perché vi potete godere il tramonto dato che la piscina è orientata a Ovest!
Santa Maria può essere comodamente esplorata in un giorno in motorino e offre alcune spiagge con piscine artificiali (ovvero piscine naturali di roccia a cui è stata aggiunta una piscina in cemento per evitare il battente rollio dell’oceano) anche molto belle sotto le montagne a picco sul mare: Sao Lourenço, Maia e (meno bella) Anjos. Ma la vera goduria di Santa Maria è senza dubbio la spiaggia di Praia Formosa, unica vera attrazione turistica che abbiamo trovato ben servita dai mezzi pubblici in tutte le Azzorre: sabbia dorata, acqua cristallina, onde a profusione sia per giocarci che per fare surf. Non perdetevela e godetevela in relax, tanto anche lì come ovunque nelle Azzorre troverete un chioschetto dove prendere qualcosa da bere e spassarvela senza pensieri.

Travelling the Balkans: breviario di viaggio nella ex yugoslavia

1 settembre 2010 Commenti chiusi

Il viaggio nei territori della ex Yugoslavia non è così esotico come altri e quindi non ho molto da raccontare. Come ogni viaggio ci sarebbero in realtà centinaia di episodi e scorci, ma la verità è che questi non sono di alcuna utilità per chi viaggerà dopo di me, dato che conoscerli è il motivo del viaggio e leggerne non è di molto aiuto.

Per comodità dividerò le note secondo i quattro stati che abbiamo attraversato che, nonostante facessero parte di un medesimo stato fino a 20 anni fa, mostrano quante differenze contengano le varie culture che erano tenute insieme dallo stato yugoslavo.

SLOVENIA

La Slovenia sembra un pezzo di Tirolo spostato a Est di qualche centinaio di chilometri. E’ sempre stata la parte più ricca della ex Yugoslavia e ha subito la guerra per un tempo veramente brevissimo dato che non è stata teatro delle sanguinose faide che invece hanno insanguinato una buona parte di Serbia, Croazia e Bosnia. E’ entrata nell’euro da un paio di anni (se non sbaglio, ma wikipedia vi aiuterà) e i suoi prezzi sono in tutto e per tutto europei, ovvero pari a quelli italiani.

Noi abbiamo attraversato la Slovenia da Nova Goriza fino a Ljubljana, per poi proseguire lungo alcune stradine fino a Novo Mesto e sbucare in Croazia. Ricordatevi prima di entrare sulle autostrade slovene che dovete acquistare una simpatica “vignette” per transitarvi (in stile Svizzera). Sulla via del ritorno siamo passati per la statale che collega l’Istria con Trieste. Il paesaggio e il tono delle persone che abbiamo incontrato ci è sembrato costante: cordiali, gentili, ma abbastanza formali. C’è da dire che con la Bosnia è l’unico territorio della ex Yugoslavia dove ci sia ancora una sinistra come la intendiamo noi. In particolare Ljubljana ci sono due spazi sociali: la Methelkova (una ex caserma riconvertita in luogo con locali e con un ostello fantastico ricavato dall’ex prigione militare – Hostel Celica – che consiglio a tutti di visitare e utilizzare, nonostante il costo decisamente elevato) e il Rog (un vero e proprio centro sociale che trovate lungo il fiume allontanandovi una decina di minuti a piedi dal centro).

Sempre Ljubljana cova l’ambizione di diventare una capitale artistica e culturale europea ed è una città piacevole dove passare un paio di giorni a rilassarsi bevendosi qualcosa lungo il fiume.

Per mangiare consigliamo vivamente lo Skofu: un ristorantino che trovate sicuramente in tutte le guide nella zona di Trnovo più a ridosso del fiume, appartato e tranquillo. Il cibo è ottimo, ma chiedete prima quanto costa che altrimenti vi ritrovate un controfiletto ai mirtilli buonissimo ma che vi pela 22 euro! Senza strafare si può mangiare al prezzo di una cena al ristorante in Italia.

Per dormire sconsigliamo abbastanza l’Alibi Hostel, non perché sia sporco o scomodo, anzi, è situato in centro, ma diciamo che il buon giorno non è un optional incluso nel prezzo. Viceversa se volete spendere un pochino il Celica Hostel nella Methelkova o l’H2O Hostel (anch’esso in centro sulla riva del fiume) sono decisamente meglio. Dopodiché un po’ tutti i posti vanno bene in Slovenia: non vi ritroverete bacarozzi o fregature grossolane. Andate sereni.

Le attrazioni di Ljubljana sono un po’ quelle arcinote: tour al Castello, giretto all’Open Air Theater e passeggiate lungo il fiume e i suoi multipli baretti. Buon divertimento.

SERBIA

Dopo aver attraversato di corsa una miriade di paesini della Slavonia (Croazia) siamo fuggiti in territorio serbo lungo l’Autoput (autostrada) Zagreb-Beograd. Stanchi dal viaggio abbiamo deciso di uscire alla prima uscita dell’autostrada in Serbia e siamo andati a dormire nel paesino di Erdevik, per testare la vita nella Serbia non metropolitana.

Qui abbiamo trovato una sola affittacamere, fantastica, di nome Katarina, una sciura di 50 e passa anni che non parla manco mezza parola che non sia serbo, ma che ha molta voglia di accogliere viaggiatori. Erdevik si trova a una decina di chilometri dal parco naturale di Fruska Gore e quindi per chi ama la natura può essere una perfetta tappa nella wilderness serba. La sciura ci ha accolto in una bella stanza doppia per 10 euro a testa, e con un altro euro e mezzo ci ha abbuffato la mattina dopo con una colazione sontuosa.

Infatti i costi serbi sono ancora extraeuropei (diciamo che tutto costa all’incirca la metà): solo sul pernottamento si stanno rapidamente adattando – almeno nelle grandi città – mentre per quanto riguarda il cibo si riesce ancora a cenare in due al ristorante per una ventina di euro senza lesinare.

La principale tappa del nostro viaggio serbo è stata però Belgrado: una splendida città, ancora all’inizio del processo di gentrification che lascia ampi spazi per vedere la Belgrado che fu e che sotto sotto sempre sarà. Una città di café e di vita notturna, di chiacchiere e di passeggiate. Se cercate mostre e musei non troverete granché, ma se cercate un po’ di nightlife è il posto giusto (magari non in agosto, eheh).

Per dormire troverete mille soluzioni. Noi abbiamo scelto un ostello sul Danubio, l’Arkabarka, dal quale in mezz’oretta a piedi potete arrivare in centro (o in 10 minuti se prendete l’autobus) e che alla sera è un’oasi di piacevole rinfresco dal caldo mortale che fa di giorno. Lungo il fiume troverete decine di barche con ristoranti, pub, bar, terrazzine di ogni tipo. E se vi addentrerete nelle viette vicino al centro troverete scorci veramente interessanti e un fantastico graffito alto quanto una casa a 4 piani di Blu. Complimenti.

Per mangiare noi consigliamo tra i tanti 2-3 posti. Il primo è Brodic, un baretto verso la Fiera di Belgrado (prendete il lato verso Belgrado vecchia del fiume e camminate verso destra guardando Kalemegdan, la fortezza); se vi perdete chiedete si 6 Topola (un locale molto conosciuto proprio di fianco). Al Brodic potete passare un’ottima serata e mangiare una decente pizza!

Il secondo posto è Stepenice, un ristorante con una terrazza sul fiume proprio vicino alla zona in cui grandi magazzini portuali stanno venendo trasformati in locali di lusso. Se guardate Kalemegdan dal fiume, appena sopra la zona dei magazzini, vedrete una terrazzina con tendine gialle illuminata di notte, come se fosse sospesa tra altri edifici. Quello è il ristorante. Si mangia bene, cibo non particolarmente tipico, ma gustoso e a un prezzo accettabile.

Se invece volete mangiare del Cevapcici o altre amenità carnivore tipiche dei serbi (a me piacciono un sacco, ma dopo una settimana di solo Cevap mi è un po’ venuto a noia) fermatevi allo Zlatna Bokar sulla “montmatre di belgrado”, Skadarska.

Se poi durante il giorno volete un momento di pace dal caldo e dal chiasso potete andare al Café-Restoran dentro l’Università che potete raggiungere tagliando verso la principale via commerciale partendo da Trg Studenski: guardando in uno dei cortili lo vedrete privo di chiasso e apparecchiato con decine e decine di tavoli. Il proprietario praticamente vive lì e afferma “qui si chiude quando se ne va l’ultimo cliente”. A Belgrado significa che non chiude mai. Ma è l’unico baretto senza musica che troverete in centro, e ogni tanto anche le vostre orecchie avranno bisogno di ristoro.

Per concludere non perdetevi una gita al mausoleo di Tito per la foto di rito (è un po’ fuori mano rispetto al centro ma con i mezzi pubblici si raggiunge senza menate) e ricordatevi che in Serbia si usano i dinari: 100 dinari circa per ogni euro. Fatevi bene i conti perché poi cambiare i dinari non val proprio la pena!

BOSNIA-HERZIGOVINA

Passare dalla Serbia alla Bosnia è come passare dall’Italia alla Turchia. Da un lato i balcani europei dall’altro quelli ottomani. Lo noti dal panorama lungo le strade costellato di moschee, dai vestiti delle persone, dalle facce rugose e scure contrapposte a quelle rubizze e tonde sopra le spalle larghe, dai suoni e dagli odori. Dopo la Serbia, la Bosnia è la parte dei balcani che mi sono goduto di più, in cui trovo più affinità e in cui il viaggio mi pesa meno. E non è solo questione di costi, che in Bosnia, se possibile, sono ancora minori che non in Serbia.

La principale tappa del viaggio è stata Sarajevo, anche nota come “piccola Istanbul”, a ragione. Sarajevo non è enorme, soprattutto se si escludono i sobborghi di Nova Sarajevo: il centro è stato rimesso a nuovo ed è molto godibile, anche se fortemente turistico. In particolare il bazar del centro, la Bascarsija, è un po’ artefatto, ma pieno di posticini piacevoli dove mangiare e bere qualcosa. Nonché comprare qualsiasi cosa che vi venga in mente di comprare.

Sarajevo si può visitare in un paio di giorni con tutta comodità, vedendo tutto quello che c’è da vedere, almeno secondo me. Di seguito vi metto il tour tipico. Mattino: Vecchia Chiesa Ortodossa vicino alla piazza dei Piccioni, Casa Svrzo (una casa musulmana perfettamente restaurata e conservata), il Museo Ebraico e la sua sinagoga, le Moschee della zona del centro, il museo Brusa Bezistan dedicato alla città, le Cattedrali Ortodossa e Cattolica (non granché), Casa Despica (una casa ortodossa molto ben conservata). Il giro ve lo sbrigate in 4 ore e potete prendere un biglietto cumulativo per tutte le attrazioni con ingresso a pagamento spendendo 12 KM (marchi convertibili) ovvero 6 euro. Potete mangiare qualcosa al baretto 2 Ribara lungo la riva sinistra del fiume andando verso Novi Sarajevo oppure al Bar Hana in pieno bazar (chiedete all’Ufficio Informazioni Turistiche dove parlano un ottimo inglese e vi riempiranno di cartine e mappette). Nel pomeriggio andate a vedere il Museo di Storia di Sarajevo con una impressionante mostra sulla guerra e subito sotto passate un’oretta al Tito’s Café (potete comprare delle fantastiche magliette con il profilo del grande condottiero stilizzato.

La sera verso le 18.30 prendete un bel taxi e fatevi portare al Biban Kavanha (ditegli così, vi chiederanno 10 euro quindi cercate dei compagni di viaggio) da cui potrete gustarvi la vista di tutta Sarajevo dall’alto e mangiare degli ottimi manicaretti. Terminata la cena scendete a piedi verso la città e se fate la strada giusta sbucherete proprio di fronte al Birrificio di Sarajevo, per un’ultima birretta prima di andare a letto.

Per quanto riguarda il pernottamento a Sarajevo problemi non ne incontrerete: ci sono circa 50 ostelli e 100 pensioni, tutte in centro. I prezzi per il letto in camerata dovrebbero oscillare tra i 10 e i 15 euro al massimo, colazione inclusa; per le doppie cercate un posto con parcheggio e colazione, e dovreste trovare dai 35 in su (noi abbiamo pagato 40 euro in un posto veramente in centro gestito da delle pischelle simpaticissime). Non vale neanche la pena prenotare, perché la concorrenza è spietata. Prima di ripartire per proseguire il vostro viaggio, non dimenticate di comprarvi un po’ di pistacchi e di frutta nei negozietti del centro: i prezzi sono ottimi e non ve ne pentirete.

La seconda tappa che abbiamo fatto in Bosnia è stata Mostar: la città è stata completamente ricostruita usando le tecniche originali di costruzione ottomana. E’ splendida, ma ad agosto è infestata dai turisti. E soprattutto non ha un posto all’ombra manco a pagarlo. Risultato: abbiamo resistito due ore, incluso il pranzo, e poi siamo fuggiti verso la costa croata. Ma se non ci andate d’agosto, presumo che ci sia molto più gusto a camminare per i vicoletti della città vecchia circondati da pareti bianche e ricordi sommessi di una guerra che è passata, ma non da troppo tempo. E per fermarvi a pensare come solo dieci anni fa ci fossero ancora fucili che sparano proprio nel cuore dell’Europa. Mette lo stato di pace in cui viviamo in una prospettiva molto più precaria.

CROAZIA

E raggiungiamo così l’ultima tappa del nostro viaggio balcanico. La Croazia mi è sempre stata un po’ sul cazzo, quindi non stupitevi se non sarò molto obiettivo. Storicamente è stata la patria dei nazisti jugoslavi, è sempre stata più austriaca che balcanica e tuttora detiene il primato non invidiabile del maggior numero di destroidi in assoluto (insieme alla Serbia a dire la verità).

Informazioni preliminari: in Croazia fino al 2012 si useranno le kune, tasso di cambio circa 7 kune per ogni euro; le autostrade si pagano un tocco per volta in stile Francia; ovunque accettano e danno resto anche in Euro, tranne che alle biglietterie dei traghetti, forse per dispetto; i costi della Croazia sono in tutto e per tutto quelli europei, e sulla costa pure più alti (cena di pesce per due intorno ai 70 euro; pranzo normale per due intorno ai 40-50 euro; pernottamento in una doppia o in un mini appartamento 40-50-60 euro a seconda delle location).

Noi abbiamo visitato in una sera e una mattina la splendida Dubrovnik: la città è veramente molto bella e ricorda di brutto Lecce e altre città pugliesi. Purtroppo in luglio e agosto è talmente piena di turisti da non riuscire a camminare nella via principale del centro. Nei vostri giri non vi perdete assolutamente la Chiesa di Sant’Ignazio e la piazzetta su cui si affaccia: è veramente splendida, e la palma chiusa tra la facciata della chiesa e il vicino edificio che non sono riuscito a identificare è uno scorcio che vale un’ora di contemplazione. La città è stata ricostruita dopo i bombardamenti ed è decisamente un posto attraente turisticamente e culturalmente.

Per il resto il nostro viaggio ha fatto tre tappe di mare, tutte decisamente positive per qualità dell’acqua, dell’aria, dell’ambiente in cui abbiamo nuotato e preso il sole e il vento. Tutta la costa croata è molto bella, e basta sbattersi un po’ per trovare calette e spiagge relativamente tranquille. Per dormire in ogni luogo troverete gente che affitta camere (sobe) o mini appartamenti (apartmani) ai prezzi che ho sopra indicato. E praticamente ovunque tranne che su qualche isola troverete campeggi a prezzi abbordabili e autocamp per camper e mezzi di trasporto vari.

Noi siamo stati prima di tutto a Trsteno: a 20 km da Dubrovnik è un paesino piccolissimo con due ristorantini e manco un bancomat o un mercatino (i più vicini sono a 5-10 km di distanza verso Dubrovnik); è un’ottima base per visitare la città dalmata e per farsi dei giorni di mare appena sotto l’Arboretum, un giardino botanico risalente al 1500.

Seconda tappa è stata l’isola di Korcula in fondo alla penisola che parte da Ston a pochi chilometri da Dubrovnik. Per raggiungere l’isola basta arrivare in fondo alla penisola e prendere un traghetto per la città di Korcula (ce ne sono una ogni ora) che è una specie di piccola Dubrovnik altrettanto bella e candida. Per quanto riguarda il mare il consiglio è quello di prendere la strada verso Vela Luka (sul lato meridionale dell’isola all’estremità opposta rispetto a Korcula) passando per Cara, Smokvica e Brna fino ad arrivare a Prizba. Qui troverete tantissimi posti dove fermarvi, ma noi abbiamo scelto di girare a sinistra appena fuori la zona più turistica di Prizba, in corrispondenza dell’unico negozietto che troverete. In fondo alla strada troverete un ristorante/pensione chiamato Riva1 e gestito da Danny, un simpaticissimo australiano di origini croate e sua mamma. Noi abbiamo dormito lì e ci siamo tuffati da quelle parti, il resto dell’isola in macchina.

Terza tappa: l’isola di Vis. Per raggiungerla dovrete prendere il traghetto da Split (occhio che sono due ore di traghetto e una 70ina di euro per macchina e due persone), e arrivati alla città di Vis dovrete cercare un posto dove dormire (non che ci voglia molto considerato che tutte le strade insieme di Vis arrivano sì e no a 25-30 chilometri). Noi abbiamo preso la strada per Rukavac e Srbrena dove abbiamo trovato facilmente un posto dove dormire. Occhio che su Vis non ci sono campeggi né ostelli e dovrete accontentarvi (!) di mini appartamenti e/o pensioncine. Una volta trovato dove dormire la nostra routine è stata semplice: colazione a Komiza (la cittadina sul lato opposto di Vis, molto più accogliente e a misura d’uomo), 10 minuti di internet, mare a Srbrena la mattina e a Rukavac il pomeriggio, cena e aperitivo sulla veranda di casa. A Rukavac troverete anche due ristorantini abbastanza buoni: Il Dalmatino e Le Terrazze. Quest’ultimo è gestito da un croato di origine libica e dalla sua compagna che parla italiano, come per il resto la maggior parte della gente sulla costa dalmata (quelli che non parlano tedesco).

Buon Viaggio.

E se vi interessano dettagli o cose che non ho descritto con maggiore precisione sapete come trovarmi qui sul blog o in altre forme.

PS: tutti i nomi di luoghi e posti mancano dei caratteri speciali dell’alfabeto serbo/croato/bosniaco. Mi spiace, ma penso vi ci raccapezzerete lo stesso