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Archivio per la categoria ‘atlas’

Strane mappe

26 febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Mi è gioco forza segnalare il blog che ho recuperato da un articolo postato da Bruce Sterling e dedicato interamente a mappe fantastiche o in ogni caso curiose. Considerata la mia ormai nota mania per mappe  e storie direi che non potrei fare a meno di proporvi il link. Peraltro considerato che la mappa di oggi riguarda proprio Jonathan Swift, che per chi non lo avesse capito è uno degli elementi alla base del gioco di parole per lo pseudonimo che io e il mio socio abbiamo scelto per pubblicare racconti e romanzi. 

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Categorie:atlas, pagine e parole Tag:

Qualche francese cerca di farci le scarpe…

15 gennaio 2007 5 commenti

Leggiucchiando il feed di visual complexity sono incappato in un progetto interessante, quanto meno per la somiglianza con una parte del lavoro che stiamo facendo su noblogs in prospettiva. Il progetto è legato alle presidenziali per l'Eliseo del 2007 e investe pesantemente nell'analisi di dati provenienti dalla sfera delle comunicazioni digitali circa la politica: le porzioni più interessanti sono infatti la mappatura della blogosfera con quello che loro chiamano blogopole e la mappatura delle tendenze della sfera pubblica con quello che loro chiamano tendençelogue (lett. tendenzologo, bleah!). Le mappe che vengono prodotte sono molto interessanti e soprattutto mi pare molto denso il meccanismo di rappresentazione. L'unico vero difetto mi sembra la volontà di rappresentare la complessità con la complessità, mentre le mappe dovrebbero essere in grado di semplificare il lavoro di accesso alle informazioni nascoste in grandi quantità di dati correlati. Devo dire che il progetto è molto simile a quello su cui stiamo lavorando, con il ventaggio indubbio (nostro) di poter lavorare su una comunità più o meno direzionata e quindi in cui la dimensione della complessità può essere più facilmente ridotta a una forma rappresentabile e digeribile. Il lavoro fatto dai francesi però, se fosse a disposizione sarebbe un ottimo contributo ๐Ÿ™‚ 

Che ne dici mentore

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Rappresentazioni grafiche che passione…

13 gennaio 2007 Commenti chiusi

Oggi ci siamo dedicati con ale ad aggiornare lifetype a 1.1.4, anche se molte delle migliorie che avrei dovuto vedere ancora non riesco a verificarle per un ingarbugliamento dei javascript con il mio browser e un tot di altri fattori. Il tempo che mi rimane per postare qualcosina è risicato, dato che ho ancora appuntamento con la lezione di cinese che mi ero ripromesso di finire entro la settimana. 

In ogni caso è un ottima occasione per raccogliere un po' di fonti che questa settimana si sono strippate con la dimensione della rappresentazione cartografica delle cose più svariate. Consideratelo un aperitivo per il giochino nuovo che stiamo preparando per noblogs e che siamo certi vi stupirà e esagiterà moltissimo ๐Ÿ™‚ [sto sentendo elio e il mio linguaggio ne risente parecchio ๐Ÿ™‚

Tanto per cominciare abbiamo una mappa grafica dei contenuti di boingboing, che è poco di più di un areogramma ma che rende bene l'idea di quantità legata ad uno dei siti che forniscono maggiori spunti per questo e mille altri blog…  A seguire abbiamo il tentativo molto più accademico di uno dei siti di design che seguo (senza capirci molto purtroppo) ma che mi pare un esercizio parecchio formale (ma nonostante questo interessante): due mappe dell'arte contemporanea a milano [uno e due] e due dedicate alla multiculturalità [un'altra e un'altra :)].

Per finire la panoramica degli approcci alla mappatura grafica della complessità abbiamo l'entusiasmo cinico di Bruce Sterling nel presentare una mappa sul web 2.0 (inutile dire che questa cazzo di buzzword mi ha stressato a non finire ๐Ÿ™‚

Per ora vi lascio, ma nei prossimi giorni spero di aver tempo di finire due post su Jared Diamond e su William Blake… 

 

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Categorie:atlas Tag:

Divertissement e inquietudine

4 gennaio 2007 3 commenti

 

Due notizie disparate, una è con tutta probabilità falsa ma molto divertente, l'altra vera e molto inquietante. Pillola rossa o pillola blu?  Sto studiano cinese e quindi ho poco tempo per leggere e scrivere on line, ma qualcosina posso anche metterlo su, sennò finirete per pensare che penso solo all'Inter.

La compagnia delle poste di Sua Maestà la Regina di Inghilterra parrebbe aver consegnato una cartolina d'auguri nonostante questa fosse priva di indirizzo, sostituito da nome del destinatario e mappa della località di residenza (abbastanza buono il tratto, forse non precisissimo ๐Ÿ™‚

Al contrario Repubblica Online oggi spende un titolone che mi rende edotto del fatto che qualcuno sta vendendo lotti di terreno lunare: la domanda esatta è, a nome di chi? Chi è titolare della proprietà del suolo lunare? Meno divertente ancora è il fatto che la seconda meta del sionismo israeliano dopo Gerusalemme è il nostro satellite (mica anche i sogni saranno originariamente proprietà di chi rivendica la paternità del Vecchio Testamento!?!?!?!?!?)

 

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Categorie:atlas, conscienza Tag:

Placeblog

2 gennaio 2007 Commenti chiusi

 

Continuano ad affiorare progetti che cercano di collegare luoghi, informazioni, e la sensazione di un luogo. Un paio di mesi fa abbiamo segnalato outside.in, mentre oggi segnaliamo placeblogger, un progetto che vorrebbe raccogliere blog dedicati a luoghi, quartieri, città. L'intento non è dissimile: mappare i collegamenti tra persone e luoghi, storia e ambienti: forse il progetto più ampio in questo intento è  wikimapia, ma per ora i ritmi di crescita sono ancora non particolarmente interessanti, forse vittima di un generale rallentamento quantitativo anche di wikipedia (qualitativo è un po' difficile da valutare così di primo acchitto ๐Ÿ™‚

PS: oggi non ho granché voglia di dilungarmi nello scrivere, prendete i post un po' come vengono ๐Ÿ™‚

 

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Categorie:atlas, jet tech Tag:

Mappe celesti

24 dicembre 2006 2 commenti

Un processo naturale per gli esseri umani è sempre stato quello di aggiungere elementi qualificanti a ciò che lo circonda. Forse deriva dal processo di conoscenza del mondo che ci è naturale, dal fatto che siamo coscienti dell’esistenza della nostra percezione di un mondo esterno, e del fatto che questa percezione, scientificamente identica, in realtà varia da persona a persona. Non c’è alcun modo per poter definire la percezione soggettiva della realtà di un’altra persona, e affermare che gli stimoli neurali sono gli stessi non aggiunge alcuna verifica qualitativa della questione, ma solo quantitativa.  Forse è questa consapevolezza che ha sempre spinto gli esseri umani a tracciare relazioni impossibili tra la realtà e la nostra esistenza, definire le relazioni come una sorta di lento processo di avvicinamento alla possibilità di definire il rapporto tra noi e la realtà in modo da eludere il senso di smarrimento quando pensiamo alle differenze tra gli occhi di due persone qualsiasi (e probabilmente anche di due animali ๐Ÿ™‚

Uno degli esempi più interessanti da questo punto di vista è l’esistenza (da quando è esistita la civiltà) di uno zodiaco collegato alla posizione delle stelle (sia i pianeti ovvero le stelle mobili come venivano chiamate dagli antichi, che le stelle fisse). Quasi ogni civilità (non sono un esperto di archeologia, per cui mi baso solo su quelle più note) ha voluto correlare il passaggio del tempo alla presenza di gruppi definiti di stelle, immaginandosi che esse dipingessero immagini e figure nel cielo che gli umani nel corso dei millenni potessero riconoscere. Lo zodiaco non è altro che una suddivisione ciclica del tempo, legata a una percezione soggettiva di immagini possibili nel cielo, di relazioni posizionali tra stelle fisse. A questa necessità descrittiva, l’uomo da sempre ha collegato una necessità psicologica, quella di comprendere che elementi regolano la nostra vita, quali influssi subisce, quale potere si nasconde dietro l’influenza del mondo sull’uomo: lo zodiaco insieme alle varie forme di divinazione (in realtà come in quanto una forma di divinazione) è forse una delle forme più antiche dell’uomo per mettersi in relazione con il tempo e con la realtà.

Non stupisce quindi che la mappatura non solo dello Zodiaco nella sua veste quantitativa (cosa è un segno? dove si colloca? cosa rappresenta?) ma anche in quella qualitativa (che influsso ha? cosa significa l’attraversamento del segno da parte delle stelle mobili?) sia stata una delle più antiche forme di cartografia. E non stupisce neanche che civiltà distanti come quella indù o quella greca avessero cartografie simili (sono nello stesso emisfero, e vengono dallo stesso ceppo antropologicamente parlando), mentre quella moderna (derivata dalla tradizione ellenica) e quella cinese siano così lontane ed esercitino il fascino dell’esotico l’una verso l’altra. 

Soprattutto non stupisce che questo istinto non sia stato per nulla scalfito da millenni di scienza e dalla dimostrazione palese di una razionale non esistenza di alcuna influenza da parte della posizione delle stelle sul nostro "destino". Ciò non toglie che ogni forma di divinazione continui a rappresentare un momento di interpretazione della realtà per gli esseri umani, ricorda loro l’ineluttabile realtà della percezione soggettiva di ciò che li circonda, della loro inesauribile solitudine di fronte alla comprensione del mondo. Allo stesso tempo la mappatura della relazione del mondo con la loro vita offre loro uno spunto per riflettere, per pensare, per ricordarsi dell’importanza delle relazioni tra essi e l’esistente (materiale o meno): la divinazione è una forma di filosofia, una serie di epifanie che servono non a interpretare segni di un destino già scritto, ma ipotesi di relazioni possibili con il mondo.

E’ per questo motivo che i segni zodiacali, i tarocchi (in futuro un post su questi strumenti incredibili di pensiero e influenza), i gusci di tartaruga, i vasi, le viscere, i presagi, e chi più ne ha più ne metta, continuano a esercitare su di noi lo stesso fascino, lo stesso immancabile senso di smarrimento e di meraviglia. Per questo lo Zodiaco, nato in Babilonia con il loro sistema numerico a base 60 (o meglio con il precedente sistema numerico a base 12 [vi siete mai chiesti perché contiamo 12 ore del giorno? e 60 minuti in un ora? Non sarebbe stato più comodo un sistema decimale?]), non è mai stato aggiornato o modificato, perché i segni della relazione con ciò che ci circonda non hanno bisogno di essere esatti, ma solo di essere suggestivi di tutte le eventualità possibili e impossibili. Il fulcro della divinazione siamo noi, i segni zodiacali sono un semplice agit prop della nostra coscienza. 

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Categorie:atlas, imago Tag:

Cartografie milanesi (1300-1860)

10 dicembre 2006 1 commento

 

In una delle librerie del centro dove affluiscono le rese di mezzo mondo, una sorta di remainder che non usa il nome remainder perché la sua reputazione ne risentirebbe, si possono trovare oltre ai peggiori libri di narrativa, molti libri di immagini: le collezioni fotografiche, i libri d'arte, i libri di ricette, e a volte qualche libro un po' curioso. Nel mio caso: un libro di mappe storiche di Milano. 

Non è sicuramente il più completo che ci sia in circolazione, ma ne ospita alcune ben fatte anche se il livello di riproduzione e la qualità della carta è abbastanza infima. Il vantaggio che ha è quello di non costare molto e quindi di poter essere felicemente storpiato per poter scansionare un po' di materiali.

Molte di queste cartine vi saranno d'aiuto nel navigare Rapsodia Monocromatica ๐Ÿ™‚

Il tour comincia da una mappa dello sviluppo di Milano tra il III secolo a.C. e il XIII d.C.: il grosso vantaggio di questa mappa è la presenza di tutte le successive cinte murarie e quindi una visione abbastanza chiara di quelli che sono stati i confini ufficiali della città almeno fino all'incorporazione dei Corpi Santi nel 1873.

carta_IIIac_XIIIdc.pdf

 

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Mappe resistenti

30 novembre 2006 Commenti chiusi

 

Giro il link (e il suo seguito) che mi è appena arrivato via mail e che mi pare un ottimo report dell'incontro avvenuto il week end scorso a Genova in materia di cartografie resistenti, ovvero come mappare i conflitti e i poteri. All'incontro hanno partecipato molti amici (Natella il guru di Ufo al popolo, Ludovico di Neural, i ragazzi di hacktitektura, marghe e le sue cartografie resistenti, paolo di molleindustria, ecc.), ma soprattutto Brian Holmes, uno scrittore eccezionale e uno dei partecipanti al progetto di Université Tangente, con i quali un paio di anni fa si tentò di mettere in piedi un software per costruire in maniera automatica e intelligente mappe delle relazioni e dei poteri che vi agiscono. Ci fermammo nel mezzo di mille altre cose, ma loro sono andati avanti e fanno cose egregie. Se vi capita sotto mano uno scritto di Brian, datevi il tempo di leggerlo, perché ne vale sempre e comunque la pena (anche quando non siete d'accordo).

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Categorie:atlas, movimenti tellurici Tag:

Mappe, Timelines, e i modi per visualizzare la distanza tra le informazioni

14 novembre 2006 Commenti chiusi

La capacità di mettere in relazione informazioni apparentemente distanti e di far emergere significati che altrimenti rimarrebbero celati nelle non ovvie nebbie del senso è una attività che da molta assuefazione e fortissima dipendenza. Il mondo è un coacervo di contatti spuri e di possibilità remote, la cui rappresentazione è tutt'altro che banale. La capacità umana di razionalizzare ciò che per tutti gli altri esseri viventi è totalmente intuitivo è allo stesso tempo una maledizione e una forma sottilissima di godimento intellettuale. Per questo ogni volta che mi imbatto in mappe e rappresentazioni sono capace di perdermi ore totalemente affascinato dalla loro potenza. 

C'è stato un periodo in cui si è lavorato anche concretamente per acquisire maggiori competenze e esperienza in questo campo, ma come per mille altre cose lo sforzo si è sfilacciato nelle altre novecento cose che si facevano contemporaneamente. I lavori fatti con bureau d'etudes e il tentativo di produrre un software che consentisse di disegnare una cartografia delle relazioni di potere rimangono una delle occasioni non approfondite che più mi spiace aver perso per strada.

Nel frattempo i GIS sono migliorati enormemente, altre persone si sono interessate alla cartografia, e sulla piazza sono arrivate implementazioni incredibili delle potenzialità della cartografia, che altro non è se non una forma grafica e altamente espressiva della ricerca. Forse nulla più di una mappa rende merito al concetto che spesso cerchiamo di raccontare su come la ricerca sia uno strumento che di fatto definisce una fetta di realtà: quando attraversate una mappa per capire che senso ha quello che state cercando in relazione al contesto e a quello che vi è collegato, vi rendete immediatamente conto che a seconda della mappa e di ciò che rappresenta, voi state conoscendo un mondo diverso. Il potere dell'informazione e della relazione non può essere rappresentato meglio di così.

Perchè oggi penso alle mappe? Perchè in tre blog diversi ne ho trovato tracce: Google Earth sta aggiungendo alla sua scorta di stratificazione cartografica anche mappe storiche, attraverso le quali confrontare le diverse rappresentazioni del mondo nel corso della storia, un esercizio tutt'altro che formale con cui comprendere alcuni pezzi di come e perché la storia è andata come è andata; Andart pubblica una mappa degli scienziati dell'informazione più noti e del loro contributo all'evoluzione tecnologica; Batelle linka a una nuova timeline delle acquisizioni da parte di grandi media company e computer houses, che questa volta mette a confronto Yahoo, Google e Microsoft, rivelando interessanti trend nel mercato mondiale legato all'elaborazione dell'informazione e alla finanza immateriale.

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Categorie:atlas, jet tech, storia e memoria Tag:

Mappe Cerebrali

13 novembre 2006 Commenti chiusi

Oggi il mio sito di illustrazioni preferito mi offre una panoramica sulla storia delle mappe cerebrali, una scienza antica e che a secondo dell'epoca in cui la incontriamo presenta delle caratteristiche molto diverse. Molte scienze moderne si sono intrecciate, durante la loro nascita con un paradigma completamente diverso, quello magico (o alchemico in alcuni casi). Probabilmente nei loro primordi (e forse tutt'oggi) la scienza non è stata nient'altro che un modo completamente diverso di interpretare le relazioni causali tra gli elementi che compongono la realtà che ci circonda. La scienza delle mappe cerebrali  in questo aspetto è veramente emblematica e le immagini di Bibliodissey mi pare aiutino a rendersene conto. Se poi leggiamo rapidamente la sua storia, dall'alchimia, passando per Lombroso fino ad arrivare a Treves e i moderni studi sui modelli di interazione neuronale e sugli schemi cognitivi e mnemonici, è facile capire come per alcuni tuttora le neuroscienze siano ancora molto più magiche che scientifiche ๐Ÿ™‚

 

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Categorie:atlas, conscienza Tag: