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Il Collegato Lavoro e il mondo della scuola: corsi e ricorsi

5 dicembre 2010 Commenti chiusi

Lo sapevate? Care Precarie e Precari della scuola, secondo una norma europea e moltissime sentenze, è vostro diritto ottenere

  1. gli stipendi dei mesi di luglio ed agosto per ogni vostro contratto annuale con scadenza al 30 giugno
  2. gli scatti di anzianità biennali pregressi (come li hanno i precari di religione!) calcolati su tutti gli anni di lavoro
  3. un “risarcimento danni”, e tutte le differenze retributive, dopo tre anni di contratto a tempo determinato al 31 agosto, come se foste a tempo indeterminato.

Sorpresi? Nessuno ve lo aveva detto? Complicità e silenzi sono stati troppi in questi due decenni precari, ma non è il momento di indicare i colpevoli tra i partiti e i sindacati: è il momento di cercare la rivincita.

MA SUBITO. Perché il 24 novembre è iniziato il conto alla rovescia: il Collegato Lavoro obbliga ad impugnare entro 60 giorni tutti i contratti atipici (compresi i vostri contratti a termine, collaborazioni a progetto, somministrazione etc.). Si tratta di  un maxicondono per chi ha abusato di lavoro precario. Chi non impugna entro il 23 gennaio 2011 non potrà mai più rivendicare i diritti di cui sopra.

Quindi non ci resta che impugnare e, ATTENZIONE: non si tratta di fare causa subito, ma di interrompere la decadenza, una sorta di “prescrizione” dei diritti di cui sopra.

Come? Basta mandare una lettera al Ministero della Istruzione secondo le istruzioni che vedete in allegato. Poi avrete tempo di decidere con calma se volete fare causa ed eventualmente quale, e di rivolgervi agli avvocati del Punto San Precario.

Un buon consiglio: per due anni i maggiori sindacati, nessuno escluso, non hanno mosso un dito per bloccare il collegato lavoro, ora tutti corrono a proporvi di fare causa ovviamente con loro e ovviamente se vi tesserate… Lo sportello San Precario invece non chiede tessere o compensi di sorta. Un pool di avvocati è a disposizione per informazioni, consulenze e chiarimenti. Come tanti lavoratori e tante lavoratrici (di Linate, Malpensa, della Tnt, di Mondial, delle cooperative sociali, della Bocconi, del teatro la Scala, di Omnia service, di Wind, e di decine di altre aziende, grandi o piccole) possono confermare ciò che ci anima è un sano e profondo odio verso chi precarizza e una profonda solidarietà verso chi è precario come noi.

Alcune volte per trattare con il Ministero della Istruzione, bisogna trattarlo male: inondiamoli di valanghe di impugnazioni e cause.

Leggete gli allegati (uno per impugnare gli scatti di anzianità e uno per i risarcimenti relativi ai contratti a tempo determinato), modificate e poi spedite, che vi rispondano come dovrebbero o meno potrete in seguito fare causa, altrimenti no. Per qualsiasi chiarimento San Precario risponde

  1. ogni giorno, in orario d’ufficio in via Lamarmora 44 (Milano) MM Gialla fermata Crocetta
  2. il giovedì dalle 18.00 presso SOS Fornace a Rho Via San Martino 20 (vicino alla stazione ferroviaria)

Per appuntamenti scrivete ad info at sanprecario.info. Info e documenti su www.precaria.org

Diffondete il più possibile questa lettera, San Precario sia con voi.

Altro che Eddie Florio…

22 ottobre 2010 1 commento

Eddie Florio è il fantastico protagonista del miglior libro in assoluto, Noi Saremo Tutto, di una persona che stimo tantissimo, Valerio Evangelisti. La vicenda del rinnovo del contratto nazionale separato da parte di Cisl-Fim e Uil-Uilm c’è da dire che conferisce un senso tutto nuovo alla parola corruzione, una manovra da far impallidire i magheggi mafiosi dei grandi sindacati (o pseudo tali) della tradizione americana (per chi non lo sapesse praticamente una sorta di gruppi di interesse che gestiscono per conto dei padroni il rapporto con i lavoratori).

L’Unione Sindacale di Base (diamo a Cesare quel che è di Cesare) ha scoperto che nel rinnovo è prevista una clausola che obbliga i lavoratori non iscritti al sindacato a versare un contributo sindacale di 30 euro per “l’attività di negoziazione svolta” che verrà applicata con la logica del silenzio assenso (se non si nega esplicitamente il consenso si considera tacitamente accordato il prelievo dal proprio stipendio). Traduzione: in cambio all’accondiscendenza dei sindacati gialli italiani a un accordo separato e favorevole a Fincantieri e compagnia cantante, quest’ultima ha fatto in modo che con 30 euro a lavoratore i sindacati stessi possano guadagnarci milioni. Se non è un atto di pura e semplice corruzione questo, non saprei come altro definirlo.

Ovviamente come nel caso delle pensioni che i parasubordinati mai vedranno ma continuano lautamente a foraggiare, o delle tasse che si continuano a pagare nonostante la demolizione dei servizi pubblici sistematica operata negli ultimi decenni, nessuno alzerà un dito per protestare. In paesi con più dignità (come la Francia ad esempio) starebbero già spaccando tutto. Peccato vivere nel Paese che non c’è.

Le Poste Italiane colpiscono ancora

13 settembre 2010 2 commenti

Già un anno fa le Poste Italiane mi hanno fatto perdere un anno di lavoro (che ho recuperato solo per puro culo a distanza di un paio di settimane con un’altra offerta). Anche quest’anno il servizio telegrammi sembra non funzionare in zona Isola-Stazione Centrale a Milano. Infatti venerdì (10 settembre) la scuola in cui ho insegnato due anni fa ha inviato i telegrammi per nominare due docenti, con scadenza per la conferma della disponibilità alle 12.00 di lunedì 13 settembre. Il telegramma (che dovrebbe essere consegnato al massimo entro 24 ore) mi è arrivato lunedì pomeriggio.
Fortunatamente una collega di quella scuola mi ha avvisato per tempo della partenza dei telegrammi e io ho chiamato pur non avendo ricevuto alcuna notifica. E quindi non ho perso l’occasione (anche se pare non sia abbastanza in alto in graduatoria per prendere una delle due cattedre). Ma se aspettavo i magnifici metodi della scuola italiana (le mail sono un oggetto sconosciuto evidentemente, e anche il telefono) e l’efficienza di Poste Italiane (che non dovrebbe essere monopolista eppure si fa fatica a trovare caselle della posta di altre società, no?) stavo fresco.
Ovviamente online non si trova alcun numero dove effettuare un reclamo, se non un anonimo form che nessuno leggerà. Altrettanto ovviamente non c’è alcun modo di rifarsi e un normale cittadino se la deve solo tenere in saccoccia. Poi non mi chiedete perché mi viene voglia di spaccare ogni mezzo e persona indossante il logo delle Poste Italiane che incontri per strada. Se non posso rifarmi civilmente su P.I. mi rifarò incivilmente su chi mi capita.