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Precari nella scuola: San Precario fa il miracolo, la Gelmini no

13 novembre 2011 Commenti chiusi

All’epoca della brillante idea del Collegato Lavoro una delle categorie più colpite fu proprio quella dei precari della scuola e in particolare dei docenti: in fretta e furia infatti si dovevano reclamare i propri diritti, magari per anni di precariato (in alcuni casi decenni), per non correre il rischio di vederli scomparire in un grande buco nero creato dalla legge del Governo Berlusconi per nascondere i problemi.

Come molte altre organizzazioni e sportelli legali, anche San Precario si mise a disposizione di tutti, raccogliendo decine e decine di adesioni, propagandando in rete le lettere da inviare al MIUR per interrompere il decorso del Collegato Lavoro e invitando tutti a non lasciare a un predatore precarizzatore come lo Stato neanche una briciola di quello che ci è dovuto.

Io tra gli altri ho fatto ricorso, chiedendo la conversione a tempo indeterminato nel mondo della scuola e in subordine il riconoscimento dei danni economici e morali derivanti dal dover stare a casa a girarmi i pollici ogni luglio e agosto, per poi fremere in attesa di una chiamata incerta ogni settembre/ottobre. In un secondo momento sempre tramite il Punto San Precario farò anche richiesta di adeguamento salariale in ragione degli scatti d’anzianità maturati (e che se sei precario non vengono conteggiati a meno che tu non faccia ricorso per via giudiziaria!).

Beh, il 13 ottobre 2011, San Precario ha fatto il miracolo: la giudice mi ha riconosciuto sei mensilità di indennizzo, poco meno di 2 per ogni anno di precariato fatto, una cifra che sta diventando di fatto lo standard di queste cause. FIGATA!

Sorte vuole che il 13 ottobre 2011 sia anche il giorno in cui l’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano ha deciso di diramare le graduatorie provvisorie d’istituto di seconda e terza fascia, che dopo i ricorsi di rito, sono diventate definitive il 28 ottobre in tutta Italia (a Milano rinviate fino al 15 novembre per imperscutabili motivi): a giorni le scuole dovranno provvedere a richiamare tutti i candidati per riassegnare le cattedre che al momento sono coperte da precari (con la famosa dicitura “fino ad avente diritto”).

Ma come, vi chiederete voi tutti normodotati, ma a novembre si cambiano tutti i “supplenti”? Ebbene sì. E questo grazie al colpo di genio della Gelmini e dei suoi collaboratori al Ministero. Questi, anziché disporre l’aggiornamento delle graduatorie – che tutti sapevano doversi fare nel 2011 – in modo da terminare inserimenti e ricorsi – che ne so – ad agosto, hanno pensato bene di chiedere agli aspiranti precari di aggiornare la loro posizione con scadenza il 16 agosto, termine per le scuole per l’inserimento il 30 settembre e conseguenti ritardi del caso. Una vera chicca in termini di gestione manageriale e razionale tanto cara al Ministro con laurea ed esame di stato conseguiti fuori sede (di circa 1200 km)!

Così io, come molti altri precari che hanno accarezzato l’idea di avere un lavoro anche quest’anno, a novembre potrei trovarmi in mezzo a una strada. E insieme a me la scuola in cui stavo lavorando, che mi ha già tirato in mezzo a mille progetti. Ma al di là della situazione abbastanza antipatica in cui forse mi troverò io, secondo voi, il Ministero che si riempie la bocca di valorizzazione dello studente e della sua personalità, di diritto/dovere allo studio, ha pensato a come sarà piacevole e didatticamente utile per migliaia di ragazzi cambiare dopo soli due mesi i propri professori? Che ne sarà del rapporto costruito? Dei progetti messi in piedi? Delle gite organizzate? Dei percorsi immaginati? Di tutta l’umanità investita in questi due mesi?

Tutto perduto. E perché? Perché non era possibile fare un bando per l’aggiornamento delle graduatorie identico a quello di due anni fa a marzo anziché al 20 luglio? Brunetta, prima di rompere le palle a tutti i dipendenti della P.A., non poteva frequentare di più il Consiglio dei Ministri. I primi inetti e i primi fannulloni stavano di casa lì. Ancora una volta: San Precario fa un miracolo, mentre la Gelmini non è riuscita neanche a fare un normalissimo bando per tempo.

Le magie del reclutamento nel mondo della scuola

1 settembre 2011 2 commenti

Già in altri tempi (non sospetti si suol dire) ci siamo occupati di come i meccanismi di ingresso nel mondo del lavoro per gli insegnanti non funzionano. E forse ci torneremo pure perché è un tema di drammatica attualità, non solo per chi vuol fare il docente nella vita, ma per chi pensa che il mondo dell’istruzione sia uno dei luoghi fondamentali per la costruzione di una sana democrazia e di una società migliore.

In questi giorni è di attualità il tema dell’assegnazione delle cattedre per il prossimo anno scolastico. Sui casini che stanno combinando per assegnare le cattedre di ruolo e quelle dalle graduatorie ad esaurimento (ovvero a tutte quelle persone che in teoria dovrebbero già di diritto avere un posto di lavoro fisso, ma che per non tanto misteriosi e non tanto insondabili motivi ancora ogni anno devono vivere questa via crucis della lotteria delle convocazioni in provveditorato) evito di dilungarmi perché non mi riguardano direttamente e le conosco relativamente poco (chi mi legge e le conosce potrà integrare nei commenti).

Ma la situazione delle graduatorie di istituto, dei cosiddetti precari di scorta, ovvero i precari che sostituiscono i precari, è ancora più demenziale: detto che da due anni si discute di come far entrare questa categoria di persone nelle graduatorie ad esaurimento con nuovi corsi di abilitazione per poi rimanere bloccati per mesi senza indicazioni chiare (l’ultima è quella della Gelmini che vuole bloccare i nuovi corsi per esaurire le graduatorie prima, contestata da CL (!!!!!)), la situazione per l’anno prossimo illustra perfettamente perché il Ministero dell’Istruzione è un’istituzione che non fa il bene della società e dei cittadini.

L’aggiornamento delle graduatorie (si sapeva da due anni che si sarebbe dovuto fare nel 2011) è stato disposto solo il 16 luglio (!) con scadenza a 30 giorni. Ergo alle segreterie sono pervenute le domande mentre tutti erano in ferie. Ora il limite per l’inserimento dei dati nei sistemi informativi del ministero è il 30 settembre. E tra un ricorso e l’altro le graduatorie d’istituto definitive saranno pronte per novembre o dicembre.
Ma cosa significa in pratica tutto ciò? Significa che a settembre per le cattedre non coperte da docenti di ruolo oppure avanzate in provveditorato verranno chiamati ad insegnare docenti dalle vecchie graduatorie d’istituto, con la mitica dicitura “fino ad avente diritto”. Poi a dicembre le scuole dovranno richiamare tutti i presenti in graduatoria e fare una nuova assegnazione sulla base delle nuove graduatorie.

In pratica molte scuole si troveranno ad assumere un docente, a farlo lavorare in classe 4 mesi, per poi passare la classe a qualcun altro, senza che il primo docente abbia alcuna garanzia di avere un lavoro per il resto della durata dell’anno scolastico: immaginatevi una terza media come può essere felice di tutto ciò, tanto per vederlo dal punto di vista dei ragazzi; ma mettetevi nei panni di chi come me deve strutturare la sua vita sulla base del lavoro che avrà di anno in anno. In questo caso potrò forse programmarmi l’esistenza fino a dicembre, per poi sperare che a gennaio si incastri tutto nuovamente senza problemi: e questo ovviamente a cascata su tutti i lavori che uno è poi costretto a fare oltre a quello di docente per non rischiare di restare senza una lira per mesi e mesi.

Ma come, direte voi, non era più facile fare l’aggiornamento delle graduatorie a maggio così da avere tutto pronto a settembre? Certo: ma altrimenti come faremmo ad essere la pubblica amministrazione più disorganizzata e meno efficiente di tutto Europa (e non solo)?

INVALSI: Insegnante precario batte Gelmini e Ministero Istruzione

22 giugno 2011 4 commenti

Invalsi 2011: al di là di tutte le polemiche sulla prova nazionale su cui ho una posizione controversa (per esempio non avrei nulla in contrario a tali prove se i programmi fossero pensati per rispondere ai loro criteri di valutazione e se ovviamente tali prove non avessero un fine valutativo del lavoro di insegnamento che differisce moltissimo a seconda del contesto in cui viene svolto), quest’anno mi sono tolto una bella soddisfazione. Dal basso della mia posizione di insegnante precario tra i precari del mondo scolastico (io sono parte di quei supplenti che vengono chiamati a riempire i buchi lasciati dai supplenti, un supplente al quadrato insomma, in gergo supplente da graduatoria di istituto) ho battuto il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto INVALSI 2 a 0. Un risultato netto e senza ambiguità.

Quest’anno infatti il MIUR ha combinato un bel casino: per prima cosa alle ore 12.00 del giorno 20 giugno stabilito per lo svolgimento delle prove ha diffuso sul suo sito internet una griglia di correzione per le prove che conteneva un errore macroscopico (la misura in centimetri dei lati di un triangolo sbagliata di almeno 1 cm per ogni lato!!!!), corretto solo un’ora (!!!) dopo con una nuova griglia di correzione. Questo primo disguido ha costretto chi come me aveva già corretto TUTTE le prove (in un’ora) a dover ricorreggere tutti gli elaborati.

Ma non basta: il giorno dopo le prove (21 giugno) si sono accorti di aver commesso un errore anche nei file excel che dovevano servire a calcolare i punteggi ottenuti nella prova e di conseguenza il voto del candidato, file excel che peraltro nel pomeriggio del 20 giugno risultavano difficilmente accessibili per congestione dei server della pubblica amministrazione. Così migliaia di insegnanti oggi (22 giugno) sono stati costretti a tornare nelle proprie sedi per rifare la tabulazione degli elaborati e il calcolo del voto nella prova INVALSI per migliaia di studenti. Complimenti.

Ma nella scuola dove insegno io, estrema periferia milanese, ci siamo potuti risparmiare questa faticaccia. Perché? Perché non essendo accessibili i file excel del Ministero e volendomi evitare la notte chiuso a scuola a correggere compiti, ho pensato bene di elaborare un nostro file excel (o meglio LibreOffice <g> ) seguendo le griglie di correzione (quelle giuste) che ci sputasse fuori punteggi e voto finale della prova. Il risultato è che il mio file era corretto ed è stato usato da tutte le sottocommissioni della mia scuola, che non hanno dovuto ricorreggere nulla, mentre il file del Ministero era cannato alla grande e ha costretto a lavoro extra non retribuito migliaia di persone. Certo il mio file è meno sofisticato, ma funziona, ed è una bella soddisfazione vedere il mio carnefice precarizzatore (il MIUR) prendere una sonora lezione da un piccolo insignificante precario e chiaro esponente della parte peggiore dell’Italia.

Cara Gelmini, ci vediamo a #sucate! <g>

PS: c’è una soluzione molto semplice al problema. Anziché far compilare a ogni insegnante una scheda risposte a tabulazione (1), una maschera elettronica sul proprio pc (1+1=2) e la prova in cui segnare le risposte giuste e sbagliate (1+1+1=3) basterebbe predisporre una form online centralizzata dove gli insegnanti possano inserire i dati così come scritti dai ragazzi (diciamo l’analogo web della scheda con risposte a tabulazione = 1) e far fare tutti i calcoli ai server del MIUR. Così in caso di errori nella griglia di valutazione o nella maschera, basta far rifare i calcoli a un computer per risolvere ogni inghippo. Meglio far lavorare un singolo programmatore al MIUR una sera per sistemare un piccolo software e poi diramare i risultati “corretti” oppure costringere migliaia di persone a rifare un lavoro già di per sé organizzato malamente? La risposta non mi pare così ardua.

Un bel po’ di movimento

30 novembre 2010 1 commento

Finalmente vedo dei pischelli che si incazzano. E’ tutto il giorno che bloccano mezza città gli studenti. E non solo la mia città, ma anche le altre. Finalmente qualcuno si è rotto il cazzo. Era anche ora.

Strike on!

PS: poche parole dato che io non sono in strada questa volta. Ma penso sia importante che si dia diffusione il più possibile a quanto sta avvenendo. Io lo seguo su imc lombardia per una volta nuovamente utile e sul twitter di milanoX. A buon rendere.