Home > spalti e madonne > Pessimo gioco, massimo risultato, buon tifo

Pessimo gioco, massimo risultato, buon tifo

15 Ottobre 2006

L'inter inaugura la seconda settimana di fuoco dopo quella di inizio campionato (con Fiorentina e Roma pronti via fuori casa): se il buon giorno si vede dal mattino, questa serie catania-spartak-udinese-livorno-milan-spartak non promette niente di diverso dal solito patema d'animo marchio registrato delle partite dell'inter. Magari vinciamo, ma si soffre sempre anche quando di fronte a te c'e' il nulla cosmico.

L'inter entra in campo con l'ennesima formazione inventata di sana pianta da Mancini, che dopo aver fatto il giocatore e l'allenatore, oggi si diletta nel fare il dirigente, indicando il suo successore in Eriksson: come dire, dalla padella nella brace. In porta conferma Julio Cesar che continua a non essere capace di uscire dai pali, trasformando in un brivido ogni palla alta in area piccola. L'unica volta che esce dovrebbe stare in porta e fa fare a Mascara la figura del Maradona dei poveri. Sotto di 1 a 0 a San Siro contro il Catania. Davanti a Julio Cesar la difesa schierata a quattro vede centrali Samuel e Cordoba che per fortuna sono insuperabili, e laterali Zanetti e Maxwell (il primo che preferisce decisamente il centrocampo e ha dimostrato poca capacità incontrista sui portatori di palla avversari quando arrivano vicino all'area di rigore, il secondo che da più di un anno non sa neanche che forma ha la palla): tutti e quattro lavorano bene e probabilmente ci salvano la partita.

A centrocampo Dacourt regge il gioco, mentre ai lati Stankovic e Solari dovrebbero alimentare il gioco. Purtroppo però Solari ha già avuto la sua giornata di grazia contro il Cagliari e quindi non fa molto (anche se gli unici tiri sono suoi) e Stankovic macina chilometri mettendoci l'anima. E meno male, visto che senza i suoi due goal di oggi col cazzo che vincevamo. Figo dietro le punte stenta e sbaglia un numero incredibile di cross (ma la sua classe è talmente limpida da perdonargli tutto). Non ha più di 60 minuti nelle gambe, ma forse se la squadra si muovesse meglio respirerebbe di più. Davanti Ibrahimovi gioca prima punta e Adriano seconda (almeno a giudicare da come stanno in campo, anche se le loro caratteristiche sono esattamente il contrario), ed è proprio questo settore che manifesta la situazione più drammatica. Ibra è troppo presuntuoso e cerca le cose impossibili; se a questo si aggiunge che Adriano non azzecca un movimento manco se glielo dice l'avversario, è chiaro che tutti i palloni messi nel posto dove dovrebbe esserci il brasiliano sono palle perse.

L'inter gioca male, ferma sulle gambe e zero movimento senza palla. Non bastano le invenzioni del centrocampo e la grinta per portare a casa le partite. Adriano forse non ha più nessun alibi e dovrebbe stare in panchina, dato che almeno Cruz è un po' più fresco, conquistandosi almeno il merito di conquistare il rigore (e di sbagliarlo). Non tira su molto il morale la sensazione che Mazzoleni si sia messo ad arbitrare all'inglese lasciando correre mischie incredibili, e che De Santis e Calcagno abbiano più di una semplice omonimia con il socio di Moggi. 

I complimenti in realtà per questa partita cinica e desolante vanno alle tifoserie: i 3000 ultras neroazzurrorossi fanno un macello disumano per tutti i 90 minuti, in alcuni momenti surclassando i 50.000 di San Siro. Massimo rispetto. Dalla nord si canta moltissimo (addirittura la Marsigliese ad un certo punto, qualcosa sta cambiando?), e soprattutto si sfodera in coincidenza con il calcio d'inizio una dignitosa coreografia e a metà partita una bellissima sciarpata (la prima che vedo da quando sono tornato allo stadio 🙂

Qualcuno uscendo dallo stadio ha cercato una teoria sull'inter che potrebbe non essere così lontana dalla verità: essendo una squadra molto democratica, ci mettiamo sempre all'altezza degli avversari. Se gli avversari sono delle chiaviche, giochiamo da chiaviche anche noi; se gli avversari sono la Roma, siamo capaci di fare una partita che sembriamo il Real Madrid dei bei tempi. Quanto fair play! Voi ci credete? Io no.

 

Categorie:spalti e madonne Tag:
I commenti sono chiusi.