Finalmente David
La partita sulla carta parrebbe insidiosa, dato che il Genoa dopo le prime partite sta giocando bene. Onore alla squadra rossoblù che viene a San Siro e prova a giocarsela, ma negli spazi che lascia l'Inter domina dal primo al novantesimo minuto. I tre tiri in porta dei grifoni sono totalmente accidentali, in una partita che torna a dare a noi tifosi nerazzurri quella sensazione strana di non poter perdere una partita.
Orlandoni in porta all'esordio a San Siro all'alba dei 35 anni non deve fare molto ma quando serve c'è, a parte un paio di uscite a la toldo da brividi. Chivu-Cordoba come coppia centrale funziona abbastanza, anche se Samuel dà più certezze. A sinistra Maxwell spinge ma copre poco, e Maicon si conferma forse il terzino destro di spinta più forte del mondo. A centrocampo nonostante le assenze un Cuchu ritrovato e un immortale Zanetti garantiscono quantità, mentre Figo porta la qualità fondamentale per le punte. Davanti Crespo e Cruz sono disumani, anche se Valdanito si mangia due gol incredibili, forse sta lustrando le scarpe per domenica. Quando entra Suazo il Genoa è stanco e le squadre sono lunghe. Al secondo pallone infila la porta con un pregevole tocco sotto, e dopo dieci minuti con uno slalom resiste a quattro cariche dei difensori genoani e scarta anche il portiere prima di venire abbattuto da Rubinho. Peccato, perché era un eurogoal meritatissimo.
La partita non ha storia e l'Inter convince. Adesso è il momento di guardare alla sfida di domenica, sapendo che è vincendo gli scontri diretti che si conquistano i campionati. Noi intanto ci tocchiamo dove ci dobbiamo toccare.