Home > spalti e madonne > E’ chiaro: c’è sudditanza!

E’ chiaro: c’è sudditanza!

27 Gennaio 2008

 

E’ chiaro, no? C’è sudditanza, lo dicono tutti, anche se a questo punto verrebbe da chiedersi di chi nei confronti di chi. L’unica certezza che esce dalla partita di Udine è che per rendere interessante il campionato (per gli altri) noi dobbiamo giocare in dieci e vederci annullare almeno un goal regolare (e la Roma deve giocare in superiorità numerica). Giocando di nuovo 10 contro 11 per settanta minuti, l’Inter colleziona 6 o 7 occasioni da gol, mentre l’Udinese tira in porta seriamente una volta sola. Il verdetto di Udine è che gli avversari si devono cagare addosso, e che se pennivendoli, piangina e media vari vogliono rendere il campionato più interessante facendoci giocare in 10 che ce lo dicano prima, così almeno scegliamo noi chi non schierare.

Dalla partita di Udine ho capito anche altre cose: che un colpo sulla palla vale una seconda ammonizione con rosso se vesti la casacca della Beneamata, mentre è regolare se vesti altre casacche; che un calcio volante nella schiena al limite dell’area è un fallo a due senza giallo; che i falli nostri sono più "da ammonizione" di quelli altrui; che strangolare l’avversario in area è fallo di chi è strangolato. Soprattutto scopro che le regole del calcio le decidono i media asserviti (o forse dovrei dire sudditi?) all’antico duopolio (e nostalgici) e gli arbitri le applicano. Domani infatti non ci saranno titoli tipo: "Pasticcio Udinese!"; "Rosetti deve essere fermato un mese!" (come Gervasoni); "La Roma è aiutata dagli arbitri?". Fosse per me continuerei il silenzio stampa a oltranza.

In sé la partita dal punto di vista tecnico ci dice che la squadra sta risalendo dopo la scarsa forma mostrata nelle prime uscite del 2008. Per il resto non ci sono grandi dati da evidenziare, perché la cosa interessante sta altrove, nella vomitevole prestazione di arbitri e guardalinee. Usciamo dando un segnale di grande forza calcistica, fisica e psicologica, anche se lo pagheremo nei muscoli, speriamo non ad Anfield Road. Ora guardiamo a mercoledì, sperando di poter giocare in 11 contro 11 e non 12 contro 11 (non nel senso che i senza vergogna gobbi intendevano con il loro striscione a san siro mercoledì scorso dopo venti anni di malefatte, ma nel senso che intendo io, con la forza del gruppo che conta come un uomo in più per noi e pareggia la storica avversità arbitrale (non sempre in buona fede, come si sa ampiamente)).

 

Categorie:spalti e madonne Tag: