Maggiori e minori
Dopo aver regalato due pareggi illusori alla neopromossa bianconera, Mancini schiera per l’ennesima volta una squadra con tre titolari a pieno regime e due titolari appena rientrati da infortunio… E vince la scommessa. Con tre pere, di cui due di Supermario Balottelli e una del cecchino antigobbo Cruz, mandiamo a casa la Juve che tramite il suo organo di stampa aveva definito la partita di stasera come "vale più di uno scudetto". Buono a sapersi. L’Inter nel primo tempo soffre un po’ la squadra non rodata e la difesa totalmente inedita, ma nonostante questo rischia di chiudere i primi 45 minuti in vantaggio. Nel secondo tempo si assetta e la Juve non vede più palla, nonostante un paio di conclusioni dalla distanza che esaltano Toldone, incassando una sconfitta molto amara.
Mancini fa scendere in campo una difesa che è un invito a dimostrare le proprie capacità balistiche: Maxwell a sinistra (che spinge bene e copre dignitosamente), Maicon al rientro da un infortunio fa vedere quanto vale il suo apporto nelle discese nerazzurre, Rivas-Cordoba coppia centrale made in colombia, terrore di avversari (per possibili fratture) e tifosi (per possibili papere che puntualmente arrivano). Dei due è Cordoba a farsi dare metri e metri in pochi istanti da Iaquinta su ogni pallone, mentre il pugile Terrorizer mostra anche discrete qualità di anticipo e di uscita palla al piede: incredibile!
A centrocampo Maniche e Pelé non sono in grandissima giornata, anche se il primo prende un palo clamoroso (clamoroso per la demenza di Belardi), Stankovic assente nei primi 45 minuti e Jimenez assente fino alla sua sostituzione (deve farne di strada per convincere la società a riscattarlo, ma ha tempo). Quando entra Vieira la differenza è sostanziale: lo odio per quanto ci ha fatto penare per vederlo in campo ma fa una differenza abissale quando c’è. Zanetti per una volta entra e non sa bene che cazzo di pesci pigliare, ma la partita è già in saccoccia.
Davanti Cruz accompagna per mano un giovane che già da quest’estate ho indicato (ho i testimoni) come avere grandi numeri: Supermario Balotelli. E’ nero e per questo già mi sta simpatico, ha messo in luce grandi doti sullo stretto, in velocità e grande senso della porta, con una doppietta il cui secondo gol mi rimarrà nel cuore a lungo. Se riesce a tenere la testa bassa e a conoscere un po’ di umiltà sarà un grande campione. Speriamo. Intanto complimentiamoci.
La gara in sé è molto viva, e al Juve dei maggiorenni soprattutto dietro fa veramente una figura barbina di fronte al nostro minorenne. Saccani decide bene sugli episodi decisivi, ma nella fase centrale di gara tira fuori i cartellini troppo presto, autocostringendosi a evitare il loro uso in casi più meritori: vale per Pelé, per Balotelli stesso, per Salihamizic, per Nocerino, per Legrottaglie, quantomento. Il rosso a Camoranesi che fa un fallo stupido e tutto nervosismo per il flop che sta facendo la squadra in cui sta giocando e da cui voleva scappare al pari di Ibra e Vieira. Scene che fanno male al cuore Nedved l’assassino e la giraffa nera che scherzano a metà campo durante l’intervallo tra i due tempi. Speriamo che sia l’ultima volta.
Un’ultima nota: godo.