Nessuna Pietà
Domani, venerdì 15 febbraio 2008, assisteremo all’epilogo del processo di appello per i fatti del San Paolo: nella sera un ragazzo viene ammazzato a coltellate per strada in via Zamenhoff in quartiere Ticinese, da tre neonazisti che portano al guinzaglio un cane di nome Rommel. Altre tre persone rimangono ferite nell’agguato. Il corpo di Davide viene portato all’ospedale San Paolo, e mentre si consuma il dramma, alcuni membri delle forze dell’ordine vengono a "prendere informazioni", sfottendo. Ne nasce un diverbio, e poi un litigio. A quel punto arrivano i rinforzi, celere, gazzelle e pantere. Caricano fino dentro al pronto soccorso. Alcuni si salvano dalla carneficina solo perché si nascondono in sale emergenza del pronto soccorso. Teste spaccate, ossa rotte. Il tutto filmato. Mazze da baseball estratte da bauli di auto di ordinanza. Grida scomposte.
Il processo di primo grado si conclude con una condanna a quasi due anni di carcere per due ragazzi pestati quella sera. Resistenza. Mentre gli unici tre membri delle forze dell’ordine portati a processo prendono qualche mese per abuso d’ufficio. La giustizia. Domani considerato il giudice dell’appello, finirà pure peggio.
Nel frattempo hanno depositato le motivazioni della sentenza di secondo grado per i fatti dell’11 marzo. Nonostante tutto, 15 condannati a 4 anni. Se volete fate voi il confronto con gli anni che si sono presi gli assassini di Davide (in appello 9 e 6 18 anni, per l’omicida e molti meno per i concorrenti). Assassini. O con gli 11 anni dati per il processo contro i 25 per i fatti del g8 di genova.
Poi quando uno si chiede cosa si intende per persi per persi meglio perversi, forse dovrebbe capire che se questo è il livello dello scontro, nessuno si dovrebbe stupire quando qualcuno si stancherà e farà delle stupidaggini. Un po’ come oggi pomeriggio: un presidio di donne in difesa della 194 con un reparto intero di celere schierato davanti a un ospedale. Manco quelle decine di donne fossero dei rapinatori di altri tempi armati fino ai denti.
Il popolo vuole così, il popolo vuole violenza e sicurezza, illusorie, in cambio della propria libertà. Proprio come negli anni 20. Ognuno faccia i suoi conti.