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L’Inattesa Piega degli Eventi

27 Maggio 2008

 

Quando ho preso il libro sono stato attirato da due cose: lo si presentava come un romanzo di fantastoria, ovvero ambientato in uno sviluppo alternativo alla storia ufficiale, in cui il fascismo aveva rotto con Hitler e l’Italia aveva vinto la guerra rimanendo sotto il fascio littorio però; e poi in copertina c’erano figurine di giocatori di calcio di squadre inventate. Il connubio storia alternativa e calcio mi ha convinto a ritentare la sorte con Enrico Brizzi. Non che mi sia antipatico, tutt’altro, ma i libri che avevo letto suoi (Jack Frusciante e Bastogne) non mi avevano convinto: erano divertenti, ma mi sembravano un po’ "giovanilistici", non so come dire. Poi forse li ho letti nella fase sbagliata della mia vita. Nella sua biografia poi ho ritrovato che dopo gli esordi (in effetti fatti da giovanissimo) ha fatto sue bellissime esperienze di viaggio narrato, che vorrei leggere a questo punto.

Il libro è molto interessante, e per quanto mi riguarda si inserisce anche se di straforo nel ragionamento dela NIE di Wu Ming e soci: la trama è tutta centrata sull’epica di una squadra di calcio mista africana che riesce prima a vincere il proprio campionato contro ogni pronostico e contro gli squadristi, per poi approdare in Italia e rischiare di vincere anche il torneo che vede protagonisti i campioni di tutte le "repubbliche associate". Il racconto scorre bene e i protagonisti sono divertenti e ben caratterizzati, senza esagerare con la psicologia. Io mi sono divertito, sarà che sono malato di calcio e di politica. Eh sì, perché mentre la storia scorre ci si accorge che il punto del romanzo è politico: è raccontare il fascismo anche senza fare un pippone storico, i soprusi e le violenze, il nazionalismo populista, e scoprire che molte cose non sono poi così diverse dall’Italia che abbiamo intorno oggi. Soprattutto è divertente notare quanto possa essere sottile il velo di totalitarismo culturale che ci fanno credere impenetrabile, e come sotto la calma apparente qualcosa si muova sempre, in attesa di poter esplodere e cambiare il mondo che ci circonda. E’ un bel romanzo, dedicato a chi ama il calcio, si diverte a giocare con la storia, e gode dei movimenti che hanno rischiato in prima persona per cambiare lo stato di cose presente. Non a caso è dedicato ai partigiani, alla Resistenza, e alle inattese pieghe che gli eventi a volte possono prendere per portarci in posti migliori. Vivamente consigliato.

Voto: 7

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