Inter in Wonderland: parola d’ordine, marmellata!
Dopo la deludente sconfitta con gli Scrondi del Tavoliere, il Mago Mourlino si trova ad affrontare, solo 7 giorni dopo l’inizio della Serie di Oz, la rappresentativa del Re della Terra dei Cachi, reduce da una gloriosa vittoria contro i Surrogati di Zebra del Siena. Molte sono le incognite, ma Mourlino non si scoraggia: l’Olandesina Volante è atterrata a Milano da meno di 24 ore, ma il mister sa che può fidarsi di lui. Penso che nessuno possa smentirlo dopo le quattro pere rifilate giocando mezzo tempo della partita.
Appena scesi in campo proprio lei grida: "ragazzi marmellata!". Tutti si guardano interrogativi e per 20 minuti provano a interpretare al meglio le sue parole, per senso di ospitalità (alla fine è l’ultimo arrivato, è bello farlo sentire a suo agio): il Muro e l’Orco si spiaccicano l’uno contro l’altro rischiando di fare una frittata più volte; il Colosso si fa fregare la palla invocando un fallo inesistente, ma grazie alle sceneggiate napoletano che mette in campo sente smuoversi nelle viscere la fagiolata che soffocava l’alcool ingerito ieri notte, carburante essenziale del nostro terzino preferito. I Cachi capiscono l’antifona e provano a farsi regalare un rigore cadendo come delle pere in piena area, ma l’arbitro si ricorda che per chi è vestito di rossonero vale l’amnistia di almeno un paio di gialli a partita.
Il primo a capire che cazzo sta dicendo l’Olandesina è la Statua di Sale: infatti "jam" è la parola segreta per schiudere l’involucro cristallizzato che lo tiene prigioniero e liberare la vera anima di Thiago Motta: Gozer il Gozeriano. Minuto 25: Maicon-Zanetti-Motta-Eto’o-Milito-Motta, sinistro a girare, golasso che neanche alla playstation. A questo punto tutti capiscono cosa devono fare: marmellata di cachi! Schiacciare i fottuti rappresentanti del Re in un barattolo sotto vuoto con aggiunta di acqua e zucchero! Dieci minuti e il Colosso, rinfrancato dalla cajassa emersa dalle sue viscere lancia il Leone del Camerun verso la porta; il Ringhio rossonero si appende come una scimmia al nostro puntero e lo abbatte, ma Rizzoli pur decretando il rigore decide che non è un fallo da ultimo uomo, nel senso che c’erano ancora il portiere e il guardalinee, e quindi estrae solo il cartellino giallo. Misteri della fede. In compenso il Principe segna dal dischetto senza guardare il portiere (d’altronde che gusto c’è a guardare in faccia un caco con i capelli lunghi?), e Ringhio chiede il cambio, ma stringe i denti attendendo il riscaldamento del Lumacone (Rosso)Nero Clarence. Peccato che stringe troppo i denti e quando l’Olandesina gli fa scomparire il pallone impazzisce e lo falcidia: secondo giallo e tanti saluti. Il Colosso sfrutta l’alcol brasilero per distruggere i Rossoneri con una calvalcata da valchiria fino a mettere il terzo gol nel sacco. Il resto della partita è accademia: il Drago mette il turbo e scarica una botta da fuori per lo 0-4, e siccome siamo misericordiosi evitiamo di rendere la pariglia di un antico e infamante 6-0, ormai perso nelle nebbie del tempo. E vi abbiamo risparmiato di raccontare gli altri 10 tiri in porta e svariati tiri fuori che hanno portato a un tabellino che non ricordavamo dai tempi di Inter-Caltanissetta di Coppa Italia del 1989.
Era difficile prevedere una colata di asfalto del genere sopra una squadra tanto pompata mediaticamente, ma è proprio il caso di ricordare che solo i migliori adorano l’odore del napalm dopo la tempesta. E se distruggere i Paladini del Re giocando seriamente solo 20 minuti non è napalm e tempesta insieme, ditemi voi come lo vogliamo chiamare?
PS: ci fermiamo due settimane per le partite di quelle strane cose denominate partite tra Rappresentative di Stati Nazione, anche se da questa parte del tunnel, nella Terra dei Cachi, non si capisce bene che cosa sia uno Stato, né tanto meno Rappresentarlo.