Home > spalti e madonne > Inter in Wonderland: missione impossibile compiuta

Inter in Wonderland: missione impossibile compiuta

11 Aprile 2010

 

Mourlino manda in campo i suoi con l’ormai consueto 4-2-3-1, anche se non con gli interpreti che aveva in mente: il Drago va ko durante il riscaldamento e il Capitano d’Acciaio scala a centrocampo lasciando il posto al ritrovato Polu, il buco con il difensore intorno. Davanti la Pantera al posto del Figliol Prodigo che tutti si aspettavano titolare (a ragione). Davanti ci troviamo schierata la Viola del bel gioco in pieno stile Triestina 1980: catenaccio, catenaccio, catenaccio.

Che sarebbe stata una serata di merda e non una serata di gloria lo si capisce al terzo minuto: mischia in area, sul rimpallo si avventa il Principe che a porta vuota di testa spara la palla sul palo. Altri cinque minuti di assedio nerazzurro, poi la torta, quella vera e non quella paventata dagli sportivissimi tifosi di tutta Italia: un rimpallo finisce in fallo laterale, la viola si invola su una fascia dove Polu è assente ingiustificato, cross rasoterra, uomo da solo in area e 1-0 per i fiorentini al sangue. Decisamente immeritato.
Il resto del primo tempo scorre con la Magica Viola chiusa come un riccio e tesa ad approfittare di ogni errore nerazzurro. Gli eroi nerazzurri sbattono contro la muraglia viola, sbagliano molto e consentono diverse ripartenze senza riuscire mai ad impensierire veramente Frey. Passano 45 minuti e siamo ancora sotto.

Nel secondo tempo tutti pensano che Mourlino si ravvederà almeno di alcuni degli errori che ha fatto nell’impostazione della gara: infatti si scalda Supermario Prodigo, ma entra a sorpresa al posto di Polu (che effettivamente aveva fatto più danni della grandine). In mezzo però si balla ancora di più, e la squadra fatica a trovare spazi e assetto per la rimonta. I primi 25 minuti della ripresa sono identici alla fine del primo tempo: una palla nerazzurra che rimbalza contro un muro e saette in contropiede che approfittano della scarsa vena della difesa della Beneamata – mai soprannome in questo periodo potrebbe suonare più profetico. L’Acchiappasogni è in serata Acchiappafarfalle e rischia di fare più volte la frittata: abbiamo bisogno della sua classe per essere i numeri uno, come di quella dei nostri migliori assi. E quest’anno ci sta mancando parecchio (Roma, Chelsea e stasera tanto per dire impegni fondamentali in cui ha fatto cilecca).

Appena esce Pandev per Muntari e torniamo ad avere un centrocampo come si deve troviamo due gol in rapida successione con azioni quasi identiche: recuperiamo più palloni, giochiamo meglio, e scardiniamo la difesa viola con due cross al veleno e due tocchi del Principe e del Leone. Devo ammetterlo: a questo punto io ci ho creduto. Siamo al 36esimo e mezzo. Al 37esimo palla a scavalcare di nuovo il centrocampo, il Capitano chiama invano all’uscita l’Acchiappafarfalle che rimane inchiodato sulla linea e lo costringe a mettere in angolo. Dal corner palla abbastanza inutile, Mario devia, ma intanto l’Acchiappafarfalle è uscito a caso, la porta è vuota e Kroldrup – voglio dire, la brutta copia scarsa di Kaladze – insacca da un metro. Stiamo di nuovo perdendo (dato che se non stiamo vincendo, la logica mi dice che stiamo perdendo), e il sogno di riabilitare una serata di merda si infrange sulla dura realtà della poca concentrazione con cui si è affrontata la gara. Il resto del match non vale neanche la pena di raccontarlo, perché non ne imbrocchiamo più una.

L’Inter riesce nella missione impossibile di buttare nel cesso lo scudetto regalandolo alla Roma pur essendo la squadra oggettivamente più forte del campionato. Troppi punti persi (Parma, Genoa, Atalanta sopra tutte le partite), troppe partite affrontate con l’approccio mentale sbagliato (non le conto più). Il 4-2-3-1 che ci ha tanto dato in Europa è evidentemente inadatto al campionato catenacciaro e tignoso della Serie di Oz: da quando lo abbiamo usato con continuità abbiamo perso la supremazia a centrocampo, sfiancato i nostri attaccanti e i nostri centrocampisti, e inanellato più pareggi e sconfitte che vittorie. Per non parlare della brillante idea di giocare un tempo o quasi con un 4-2-4 imbarazzante e senza senso: non a caso appena abbiamo rimesso in campo un centrocampista in più abbiamo fatto la differenza in un attimo. La Beneamata del primo MOurlino non cannava mai le partite importanti, quest’anno in campionato le ha ciccate tutte: con la Juve quando era la più accreditata anti-inter, con il Parma quando c’era da dare il ko al campionato, con la Roma quando dovevi tenerli a distanza, e oggi quando con una vittoria avresti seriamente ipotecato lo scudetto fiaccando il morale degli avversari. La differenza sta soprattutto nella gestione di queste gare, di quelle dove vincere fa la differenza. Evidentemente il campionato non offre abbastanza stimoli ai ragazzi e forse anche alla società, ma a noi tifosi buttare nel cesso lo scudetto fa rodere il culo di brutto. Mourlino, per piacere, possiamo tornare al rombo in campionato (con cui abbiamo vinto 3 scudetti senza colpo ferire)? Possiamo tornare a considerare il campionato il trofeo da vincere visto che in semifinale (per carità ne godiamo tutti, ma è il massimo a cui potevamo aspirare quest’anno) della Lega dei Citroni ci siamo arrivati? E, soprattutto, possiamo restituire pan per focaccia ai guelfi e ghibellini che si sono alleati giusto una sera per strapparci un punto che a loro non serve a un cazzo affrontandoli martedì con un catenaccio degno di Nereo Rocco e i suoi fratelli? La speranza sarà pure l’ultima a morire, ma i nostri eroi la mettono certamente a dura prova.
 

Categorie:spalti e madonne Tag:
  1. niente biscotto solo lampredotto
    11 Aprile 2010 a 10:31 | #1

    hai una strana concezione del catenaccio…
    vorrei veder come disponi in campo una squadra che ne deve affrontare una con 4 punte.
    bah, come all’andata mi sembra che ce la siamo giocata e anche di morto alla pari, poi, fisicamente ma non solo, voi siete sopra (e si vede anche da come menate…)
    ma da qui a dire che siamo stati catenacciari, e che ci siamo alleati con i romani (do you remeber lo sgarbo del 93? fatti un ripasso…) mi sembranon parole grosse:
    o unn’eravate quelli del calcio pulito e degli zero sospetti
    VAIA VAIA
    mi da l’idea che ti giran le palle, e parecchio… fra le altre, per dirla tutta, secondo me in chiave coppe ci facevano poco anche i tre punti…
    NIENTE BISCOTTO: A NOI CI GARBA DI PIU IL LAMPREDOTTO!

  2. nero
    11 Aprile 2010 a 11:02 | #2

    di fatto avete regalato o quasi lo scudo alla roma, poi gli sgarbi sono gli sgarbi.
    certo che mi girano le palle, dovrei essere contento?

    sul catenaccio, onestamente a me siete parsi ben ben catenacciari, però mica è una critica (cosa dovevate fare?) è una constatazione =D

  3. anche l’insalata di trippa non è male
    11 Aprile 2010 a 11:26 | #3

    fossi in te avrei più paura dei tuoi cugini che dei romani… e non per il valore in campo.

    rispetto al catenaccio che dire: se tutti fossero catenacciari come noi se ne vedrebbero delle belle.
    se poi il tuo metro di paragone è la formazione del secondo tempo allora hai pienamente ragione

    appena ripassi da ste parti ti porto a mangiare un ottimo lampredottino e passa la paura
    😛

  4. bof
    14 Aprile 2010 a 14:23 | #4

    Un consiglio per il prossimo anno: Guido Rossinho

I commenti sono chiusi.