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Anche Neal Stephenson si è bevuto il cervello

28 Novembre 2011

E’ brutto comprare un libro (Reamde) di uno dei più grandi scrittori di fantascienza viventi (Neal Stephenson) e trovarsi immersi in 1050 pagine di action movie in cui i cattivi sono jihadisti stupidi e retrogradi, mentre i buoni sono americani armati e tradizionalisti, il tutto condito da ogni possibile riferimento nerd in circolazione (giochi di ruolo, linux, giochini tecnologici, e via dicendo). E’ un po’ come quando vai a vedere un cinepanettone hollywoodiano di Bruce Willis vecchia maniera lungo tre ore: inseguimento, sparatorie, azione azione azione, grasse risate. Poi esci dal cinema e ti chiedi: e quindi? Decidi di aver buttato via 10 euro e passi oltre.

Ma un libro non è così facile da liquidare. Perché richiede tempo, attenzione, concentrazione. Allora non si può liquidare come un passatempo. Soprattutto se: a) è scritto dall’autore della più bella opera di fantastoria degli ultimi decenni (the Baroque Cycle e il suo postquel Cryptonomicon), nonché di due libri che hanno rivoluzionato il genere cyberpunk come Snow Crash e The Diamond Age; b) è scritto bene; c) è lungo 1050 pagine densissime. E che cazzo!

In ogni caso, una vera delusione. Ma evidentemente una volta scritto il tuo più grande libro è difficile continuare la parabola in via ascendente. Sonoramente bocciato. Voto: 5

  1. Maurizio
    29 Novembre 2011 a 20:52 | #1

    Ma lo hai letto in inglese? In Italia ancora non è uscito, giusto?
    Comunque anche Anathem è stato un po’ sotto il suo standard, con tutte quelle digressioni sulla teoria degli universi multipli ecc.
    Tu pensa che proprio in questi giorni sto rileggendo Cryptonomicon per l’ennesima volta e ogni sera non vedo l’ora di andare a leggerlo nonostante tutto 🙂
    Mbè, spero però che tu ti sbagli (anche se leggo che sei un fan di Stephenson) perché non voglio un altro libro come Anathem!

  2. 30 Novembre 2011 a 0:29 | #2

    L’ho letto in inglese e non c’è paragone con Cryptonomicon. Almeno Anathem era interessante proprio per i temi che trattava e il modo in cui li trattava. Qui veramente mi pare di essere in una versione in libro di un episodio di Renegade. Manca solo Lorenzo Lamas.

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