Muti
Finalmente speriamo che i 5 gol rifilati in scioltezza al catania servano a zittire tutti gli uccelli del malaugurio che questa settimana hanno ritrovato la voce grazie a un pareggio. Con il Catania sul neutro triste di Cesena giochiamo la partita al contrario di quella contro il Valencia: la squadra entra nel primo tempo messa un po' a caso sia in termini di posizione dei giocatori che in termini di voglia. Al 44' sull'ennesimo calcio piazzato infiliamo il primo gol: a parte che la share dell'Inter su calci d'angolo e palle ferme si aggira attorno a quella dell'aeronautica inglese durante la seconda guerra mondiale, è l'intervallo a segnare un cambio di ritmo.
Al contrario di mercoledì i nerazzurri risparmiano forze e nel secondo tempo escono liquidando gli avversari con una facilità imbarazzante. Prendiamo due gol su due errori di Cordoba che stentiamo a riconoscere per queste sue incertezze. Solari che nel primo tempo era sembrato il solito sconclusionato (nonostante il fresco taglio di capelli) è emerso e ha fatto girare montagne di palloni, Ibra si è svegliato dal semitorpore tirando fuori stop da 40 metri di esterno con passaggio nel volgere di un istante, triangolazioni impossibili, magie in ogni angolo dell'area avversaria, e un gol che lo porta su nella classifica marcatori. Cruz dopo una sessantina di minuti vince la paura e si gioca i primi contrasti da quando è rientrato: peccato per la traversa, sarebbe stata una doppietta bellissima e meritata; Stankovic è ancora un po' imballato ma rischia di metterla dentro pure lui; Grosso e Samuel, fino al momento ognuno del rispettivo gol sarebbero da mettere alla gogna, ma dopo il gol si trasformano da rospi in principi e tutto procede a meraviglia.
Insomma soffro il primo tempo temendo che la squadra abbia subito un contraccolpo psicologico con tutte le polemiche. Scopro un secondo tempo che mi lascia a bocca aperta. Speriamo di continuare così.