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Chiude indymedia, apre il manifesto?

14 Dicembre 2006

Se fosse vero sarebbe un grandissimo passo avanti, e non a caso la proposta arriva da Wired, storico luogo di riferimento per le sperimentazioni in campo tecnologico ed editoriale. La notizia la copio spudoratamente dal caro Delfanti (è un po' che non succedeva, così non perde l'abitudine :), ma è molto interessante. Infatti Wired sta discutendo sulle possibili innovazioni tecnologiche ed editoriali da introdurre nella redazione del proprio giornale on- e offline. Pare che gli stati generali del manifesto in corso debbano affrontare anche la questione di come evolvere (anche perché se non si smuovono la morte è certa se non per l'intervento miracoloso di qualche mentore a sinistra (ops, non si può dire che c'è dietro la CGIL?)): la verità purtroppo è che il manifesto è infestato di giornalisti con idee vecchie e senza neanche tanta più voglia di fare informazione, quanto di spingere a destra e a manca questa o quella accozzaglia politica, senza alcuna capacità di discernimento e approfondimento serio sulla realtà. Speriamo che gli Stati Generali non siano l'ennesima riproposizione di uno pseudo-congresso in cui si parla tanto, ma non cambia nulla, in cui per dare spazio a un idea, essa dev'essere figlia della nomenklatura. La speranza è l'ultima a morire, ma con il manifesto ha già passato quattro o cinque volte il traguardo della tomba.

PS: per il momento dal punto di vista online rimangono più indietro di repubblica e corriere di eoni (quando avrebbero potuto surclassarli a suo tempo), dal punto di vista della qualità editoriale e dei contenuti sono molto sotto quasi qualsiasi altro quotidiano e settimanale, tanto che spesso tocca prendere Liberazione per leggere qualcosa di vagamente più interessante, e la cosa in sé dovrebbe far pensare MOLTO.

 

 

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