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Monocromatica, quinta recensione, Il Manifesto

10 marzo 2007

Quinta recensione per Monocromatica (ovviamente escludendo le tre o quattro interviste radio :), su Il Manifesto a opera di Mauro Trotta, che ringrazio: evidentemente il libro gli è piaciuto! 

 

Noir d'esordio
La compagnia del manoscritto in fuga da un killer a progetto
Labirinti urbani Una metropoli «Monocromatica» per due attivisti della scena underground milanese
Mauro Trotta


Quattro strani personaggi si aggirano tra le strade di Milano. Si tratta di una giovane cinese travestita da uomo, un ragazzo arabo che cerca di non diventare un delinquente, uno sciamano africano che di professione fa il pusher e un giovane esperto di informatica. Sulle loro tracce c'è un killer, Fernando. Uno che fa un mestiere improponibile a Milano, dove «nessuno cerca mai qualcuno per ammazzare qualcun altro». Eppure lui finalmente un incarico l'ha trovato: deve stare alle costole di quello strano quartetto in attesa che ritrovino qualcosa, per poi farli fuori ed impossessarsi dell'oggetto.
Certo, il suo datore di lavoro e i suoi scagnozzi non gli sono per niente simpatici, ma quello è solo lavoro.
Intanto succedono cose strane, si materializzano mostri, persone uccise sembrano risorgere, si tagliano teste e il mistero aleggia ovunque, impalpabile. Tutto è iniziato quando Hassan, il ragazzo arabo, è entrato in possesso di – o meglio, è stato incaricato di ricopiare e custodire – uno strano testo, scritto in una lingua sconosciuta. Poi, un po' alla volta il giovane ha incontrato quelli destinati a diventare i propri compagni di viaggio, una sorta di improbabile «compagnia dell'anello» alla ricerca di non si sa bene cosa per le vie della metropoli lombarda.
Così Monocromatica, di R. S. Blackswift, recentemente pubblicato da Mondadori nella collana Colorado noir (pp. 250, euro 15), si caratterizza per l'inedita e originale commistione di generi che rappresenta. Da un lato c'è il noir, con le sue atmosfere e i suoi personaggi, con i pedinamenti, le strade oscure, i bassifondi, il killer. Dall'altro il fantasy, con la classica quest, la ricerca di un qualcosa prevedibilmente dotato di poteri, da parte del gruppo di eroi e dei cattivi di turno, la magia, i mostri in agguato. E la miscela è davvero ben confezionata, nel senso che i due elementi di base non rimangono separati, prendendo a turno il sopravvento nel corso della narrazione, ma si integrano perfettamente creando un'atmosfera inconsueta ed affascinante. Del resto il noir si è sempre prestato a contaminazioni con altri generi. Basti pensare ai romanzi di Philip J. Farmer, che vedono protagonista il detective Herald Chine, o a Noir di K.W. Jeter, in cui la detective story si coniuga perfettamente con la fantascienza e, nel caso di Farmer si arricchisce con contributi horror, grotteschi ed erotici.
Ma nel caso del romanzo di Blackswift c'è ancora qualcosa di più. Quella che poi sembra emergere come la vera protagonista della storia, ovvero la città di Milano.
Una Milano raccontata in maniera affascinante ed indimenticabile, un «magma che continua a travolgerti». E non soltanto dal punto di vista territoriale e geografico, ovvero nella descrizione delle sue vie e delle sue piazze, dei suoi quartieri eleganti e delle sue periferie, ma anche dal punto di vista storico e leggendario. Leggendo il libro, infatti, ci si imbatte negli avvenimenti fondamentali che hanno coinvolto la città lombarda, dalla sua fondazione mitica agli anni Settanta.
Emerge, così, una Milano davvero potentemente in grado di «raccontarti qualcosa a ogni angolo, a ogni svolta del tuo senso di marcia, e spesso anche indipendentemente dalla tua voglia». In questo, Monocromatica sembra avvicinarsi a La voce del fuoco di Alan Moore, il romanzo in cui l'autore di capolavori fumettistici come From Hell o V for Vendetta narra della sua città, Northampton, riattraversandone, in una atmosfera magica e angosciante, i fatti e le leggende fondamentali dalla preistoria ai giorni nostri.
Insomma, l'esordio di R.S. Blackswift, pseudonimo dietro il quale si nascondono due attivisti della scena underground milanese, rappresenta un tentativo riuscito nell'esplorare nuove strade all'interno della letteratura di genere, grazie all'utilizzo di idee originali e a una scrittura al tempo stesso evocativa e tagliente. Da segnalare, infine, il sito http://blackswift.org, dove, oltre alla versione definitiva di Monocromatica, è possibile trovare la stesura precedente del romanzo e altre prove narrative degli autori.
 

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