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Venezia a Milano, cinque: continua il piattume

14 Settembre 2007

Continua la sagra del piattume in questa edizione della rassegna di Venezia (non ci sono né De Palma, né il film 12). Non Pensarci è un film con Valerio Mastrandrea: mi fa spaccare dal ridere anche perché mi ricorda un romanista di merda di mia conoscenza, ma non c'è niente oltre la risata. Per carità a volte è anche più che sufficiente, ma non in un festival del cinema, forse. Voto: 6 (per carità). 

The Hunting Party è un film sulla guerra con Richard Gere e superproduzione hollywoodiana: messo così verrebbe da vomitare istantaneamente, ma il film è cucito con un po' di ironia e ha alcune cose pregevoli. Ad esempio le didascalie finali, la fine che fa il personaggio che rappresenta Mladic e simili merde, e la frase "in guerra ciò che vedi e ciò che succede realmente sono due cose diverse". Per il resto la chiave della trama del film per la quale un morto in guerra a cui vuoi bene fa cambiare la tua idea sulla guerra è semplicemente ributtante, un po' come tutto il pensiero moderno statunitense. Ah, ops, scusate l'antiamericanismo non va più di moda. Ma allora perché questo film? Voto: 6 (perché almeno consente di continuare a parlare della situazione in Yugoslavia, se non altro).

La tragedia viene toccata da Exodus: riedizione pseudo fanta politica della bibbia. Il dubbio è: il regista ha letto la bibbia mentre si drogava, oppure è solamente molto cretino? L'idea iniziale di indagare il clash of civilization non era per nulla male, il resto è una merda. Voto: 4,5.

La prima nota lieta della giornata è Freischwimmer, un bel thriller di marca tedesca dedicato ai piccoli villaggi e alle loro follie endemiche. Il film fa sorridere, mostra la crudeltà del quotidianoe sorprende con un finale in cui il crimine paga. Eccome. Voto: 6/7 (fa molto più di quanto non riescano a fare molte megaproduzioni ed è anche meno mainstream 🙂

La seconda nota lieta è l'egiziano Heya Fawda, polpettone bollywoodiano in salsa araba: divertente, pieno di spunti, un po' lungo e con il finale con tanto di rivolta popolare contro gli sbirri che non può non piacere. Voto: 7.

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