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Contro la Dea basta una gamba sola (nonostante Banti)

25 Novembre 2007

 

L’Atalanta è sesta ed è stata sconfitta una sola volta fino a quando giunge a San Siro, dove nei primi 30 minuti del primo tempo la gara andrebbe sospesa per manifesta inferiorità degli orobici nei confronti dei nerazzurri. Ne facciamo solo due, ma potrebbero essere di più, e solo l’insufficienza cronica di Cordoba sugli anticipi, la stanchezza dei nazionali sudamericani, e i cartellini che rimangono nel taschino di quella merda di Banti consentono all’Atalanta di accorciare le distanze e dare l’impressione negli ultimi dieci minuti di rischiare il colpaccio. Personalmente fino all’85esimo non ho dubitato neanche un istante del risultato. Dopodiché è sempre l’Inter e soffrire è uno stile di vita.

Il reparto difensivo al momento ha un solo vero punto debole: Cordoba e la sua scarsezza tattica compensata solo parzialmente dalla sua velocità. Maicon è forse il più forte terzino destro del mondo in questo momento, Samuel è in grandissima forma, Chivu ha degli ottimi piedi e secondo me funziona meglio come terzino che come centrale. E’ molto lento ma accarezza la palla molto bene. A centrocampo siamo in piena emergenza e in campo c’è un solo titolare, reduce da due partite in sei giorni dall’altra parte del mondo e da un fallaccio che ha fatto temere il peggio. Solari è il fantasma di sé stesso, Dacourt sembra immortale e mette fieno in cascina come non mai, mentre Zanetti raggiunge le 400 partite in nerazzurro, cosa per la quale è degno di un rispetto assoluto. Davanti Cruz si dimostra un giocatore di un’umiltà e di una efficacia letale, mentre finalmente Suazo mostra una buona parte delle sue qualità: non è un fenomeno disumano, ma secondo me conferma di poter essere una buona punta per un Inter che sarà sempre necessariamente ricca di nomi lì davanti anche molto più paludati.

Mancini fa fare il giro di passerella anche a Matrix e Ibra, che lo stadio accoglie con urla e standing ovation. L’esperimento della difesa a tre tampona gli svarioni di Cordoba, ma si nota un calo di qualità a centrocampo appena Cambiasso va in riserva. Il problema quindi principale, nonostante la forza che dimostriamo, rimane quello di trovare lì in mezzo chi faccia girare la palla con continuità ed efficienza svizzera.

 

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