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Benvenuti al circo

4 Novembre 2008

 

"E tu mi chiedi come va? Ancora chiedi come va? La vita al circo delle pantegane…"

L’Inter scende in campo ben messa, offensiva, fluida e padrona del gioco. Mette subito un gol e sfiora il raddoppio, poi Burdisso svela il motivo per cui tutti quest’estate gioivano nel saperlo sulla via di Firenze: non ascolta Julio Cesar e smarca un cipriota per il gol del pareggio. Rimontiamo senza patemi e mettiamo il secondo gol. Su rimpallo di Cambiasso sulla nuca di un altro cipriota pareggiano di nuovo. La sfiga sembra aver fatto il suo corso e tutti i tifosi e i giocatori nerazzurri pensano che al rientro si possa asfaltare una squadra di paraplegici: invece Burdisso smarca un altro cipriota e ci regala il tre a due contro. Fosse per me non giocherebbe mai più in questa squadra. A questo punto ci buttiamo avanti e sfioriamo più volte il gol: alla fine ne mettiamo due con Cruz e Cambiasso, ma l’arbitro ne vede solo uno. Non contenti ce ne mangiamo altri due con Ibra e Cruz. Pareggiamo una partita che doveva finire 10 a 0, ma la squadra è parsa meglio in campo di come l’ho vista in partite scorse: un po’ caotica e disordinata in alcuni momenti, ma nulla di più preoccupante (a parte le carenze individuali). La speranza è che  il malus di rogna l’abbiamo esaurito qui, Eliantostyle.

Julio Cesar fa il suo dovere e si conferma uno dei migliori nel suo ruolo: dopo un periodo di appanamento sembra in ripresa e con il piedone e la manona salva due possibili quattro a due dal garantirci una ingiusta beffa. Maicon è immenso come al solito e non può certo accusarsi di nulla, anche se la parata di Julio di piede è necessaria per un suo liscio: con quello che corre un imprecisione gliela si concede. A sinistra Zanetti non spinge come Maicon e si vede: la fascia è praticamente deserta e ci potrebbero passare il tagliaerba tanto non vede un tacchetto per un tempo. Quando entra Maxwell si spinge anche di lì e facciamo brutto. Si vede però che entrambi hanno bisogno di un po’ di ossigeno in più, ancora. In mezzo la coppia Burdisso e Matrix sembra un film dell’orrore: il secondo però non fa cazzate e mette anche il suo primo gol in Champions, e tutti speriamo che sia di buon auspicio per lui e per l’Inter; l’argentino si conferma un giocatore psicotico, sufficiente nelle giornate sì e pericoloso per sé e per la squadra nelle giornate no. Vorrei sapere chi ha convinto Mourinho a trattenerlo quando era già sulla strada della viola: non ci avremmo perso nulla e forse guadagnato anche dei soldi. Spero che diventi la sesta scelta prima degli infortunati e dopo Mei e Daminuta che garantiscono maggiore grinta e attenzione. Mi pare che anche José non farà sconti all’ex Padroncito dell’area di rigore. 

A centrocampo Stankovic e Cambiasso se la dominano. Nulla da dire. Anche l’ingresso di Vieira per non spremere Stankovic ci sta. Sono facilitati dalla scarsa prestanza avversaria e da un 4-4-2 in fase difensiva più ordinato, almeno fino all’ottantesimo. Mancini invece si conferma un pacco (molto peggio di Quaresma): se l’anno scorso abbiamo fatto un affare con Chivu, quest’anno abbiamo fatto un bel regalo alla famiglia Sensi pigliandoci sta grana. Sarò impietoso ma se gioca così fa la fine di Suazo. Quaresma invece è ancora a corrente alternata, un po’ lezioso ogni tanto, e mi pare che non si veda con Ibra (non se la passano mai, e dico mai). Però quando si accende fa vedere cose interessanti e merita ancora fiducia almeno per un po’. Davanti la coppia Ibra-Balotelli o il tridente Ibra-Balotelli-Cruz sono ancora tra le cose migliori che si possano vedere nel campionato italiano e nel panorama europeo. Mario inizia a mostrare un po’ di determinazione e si guadagna un po’ della fiducia del tecnico, mettendo la centesima palla dentro la rete della storia dell’Inter in Champions nonché firmandosi come più giovane marcatore nerazzurro della competizione. Conterà qualcosa, no? Ibra è stanco e poco lucido: si vede quando anziché sparare una palla di rimbalzo a un metro da terra la schiaccia sul piede del portiere, o quando smarcato benissimo da Vieira non calcia subito di sinistro ma rimpalla sprecando un gol fatto che sarebbe stato importantissimo. Se è colpa della stanchezza che stia in panca una sera (non delle prossime). Se è perché ancora non ha capito che nel calcio si vince tirando forte sotto l’incrocio dei pali, mi pare che abbia l’età per farsene una ragione. Cruz dimostra di essere un uomo perfetto per la società: quando segna va ad abbracciare proprio Mourinho, il suo presunto carnefice. Se servivano gesti per mettere a tacere vipere e vedove, questo vale più di tutta la vita di Adriano. 

Da Mourinho tutti si aspettano e si aspettavano un cambiamento di mentalità. Anche lui ha sempre dichiarato che è questo il suo cruccio e non tanto la tattica (anche se studiarne un po’ male non farà). Per cambiare mentalità forse non era necessario sboronare e ribaltare una squadra che già lavorava bene in campo come un piccolo orologio ben oliato. E se era necessario lo attendiamo alla prova del fuoco: per ora le amnesie sono state molte (Zanetti nella partita con il Bologna, questi tre gol, il primo gol della Reggina, tanto per citare le prime robe che mi vengono in mente) e anche la determinazione della squadra meno feroce di altri momenti degli scorsi anni. E’ presto ovviamente, e io non faccio parte della schiera che spera in un esonero anticipato del mister – solo i gobbi e i rossoneri travestiti lo sperano, o gli sprovveduti – ma ovviamente non voglio patire come ho patito nelle ultime quattro partite. Facciamo che il circo chiude e apre una bella scuola di arti marziali ANCHE acrobatiche ma non SOLO acrobatiche. 

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