Sui morti e sui vivi, verso il passato
Finalmente. Posso dire finalmente. Questo governo (come ho già scritto) è mesi che procede all’indietro nel tempo verso il periodo più buio della storia italiana moderna. Senza remore e senza freni, affrontato solo da una imbelle opposizione di rincoglioniti privi di qualità e da una società incapace di formulare un qualsiasi pensiero critico. Finalmente si apre lo scontro istituzionale che costringe anche i più ignavi ad accorgersi di come ha funzionato finora il potere in Italia (almeno ultimamente). Un bel mix di mafia e fascismo, moderno, danaroso, senza pudori. Senza paure. E il coperchio è saltato sul corpo di una donna che non vive più da 17 anni, la cui famiglia è sottoposta da mesi a una violenza inaudita, nel compiaciuto silenzio di chi può riempire di questa storia pagine di giornale senza preoccuparsi dell’arroganza di chi amministra il potere politico adesso in Italia. Finalmente tutti non potranno più fare finta che l’unico obiettivo del Presidente del Consiglio è stato, è e sarà farsi gli affari propri incurante del senso della parola "amministrazione del comune". Che a dirlo dobbiamo essere noi che per anni abbiamo sputato su tutto quanto è istituzione e politica di palazzo, vuol dire che i ciechi e i sordi in giro sono davvero troppi.
Scusate lo sfogo.