I problemi della scuola – parte seconda
Continuiamo a narrare i problemi della scuola italiana, visti a partire dalla vita vissuta e non come per il nostro Ministro Gelmini a partire dai pregiudizi che ci hanno inculcato e dalle necessità "politiche" del proprio leader (e forse non solo leader… stando a qualche intercettazione piccante).
E’ tempo di scrutini del primo quadrimestre e di presentazione della scuola alle famiglie per l’iscrizione.
Tanto per cominciare agli scrutini il Dirigente non si presenta. Già vi ho raccontato come il Dirigente della mia scuola pare l’esempio perfetto dello statalismo che attira gli strali di Brunetta e ne sancisce il successo. Per pararsi il culo – come è maestro nel fare – ha però fatto consegnare ai coordinatori di classe una delega scritta, in modo da essere formalmente ineccepibile (visto che all’ultimo Collegio Docenti qualcuno ha fatto notare che può sì delegare alcune funzioni ma deve farlo per iscritto). In ogni caso immaginate voi cosa conosce della sua scuola un Dirigente che non va agli scrutini: come farà a sapere quali sono le situazioni problematiche? Per sentito dire? E a giudicare il rapporto tra colleghi o come procede l’attività didattica? Chi lo sa… D’altronde un Dirigente prende 3000 euro al mese per essere "responsabile" della scuola, ma forse sono pochi per fare qualche pomeriggio al mese a capire che aria tira nelle varie classi.
In compenso le pagelle non potranno essere consegnate alle famiglie, consuetudine di lunga data, perché sono documenti ufficiali e non possono uscire dalla scuola. Bene, dirà qualcuno, allora si facciano delle fotocopie e via, no? No. Costano troppo e la scuola non se le può permettere (1000 fotocopie, a 2 cents l’una fanno 20 euro!). Eccheccazzo! Il mondo al contrario.
Passiamo alla presentazione della scuola. Il tira e molla con il Dirigente è durato per una settimana: lui voleva farla in orario di lezione; i docenti, coscienti del fatto che durante l’orario di lezione le famiglie LAVORANO, volevano farle una sera. Il Dirigente dopo essere stato pregato in cinese ha acconsentito ad autorizzare gli straordinari dei bidelli con il monito minaccioso: se succede qualcosa, pagate voi docenti di tasca vostra, perché tutto ciò è fuori regole! Tradotto: non gliene frega niente di presentare la scuola e cercare di salvarla – dato che la maggior parte delle famiglie vorrebbe iscrivere i figli alla vicina scuola di Affori (strano no? Visto che lì funziona tutto così bene!) – ma non vuole rotture di scatole che lo disturbino dalla sua occupazione preferita: i nipotini!
Ormai io spero vivamente che i suoi nipotini finiscano nelle grinfie dei Latin Kings che fanno il bello e il cattivo tempo nella scuola dove andranno a studiare. Così quando la sua ignavia gli si ritorcerà contro, forse si renderà conto di quanti danni ha fatto nel suo piccolo alla scuola italiana e milanese in particolare. Sarà che in questi giorni ho il dente avvelenato, ma la pazienza volge al termine!
PS Ovviamente sui nipotini ai Latin Kings scherzo, che spero non siano dei pischelli a scontare le antipatie che ispira il proprio nonno. Lo scrivo dato che questo blog è giunto alle orecchie di alcuni colleghi e già intuisco come andrà a finire. Che magicamente sono l’unico a pensare quello che ho scritto e che verrà "ostracizzato" per aver lavato i panni sporchi in pubblico. Same old story…