Prepartita
E’ una partita prepartita. Difficile per i tifosi non pensare al Manchester, figuriamoci per i giocatori. Nonostante questo i nerazzurri giocano una partita di grande intensità viziata dalla solita abitudine a non chiudere le partite e soffrire fino alla fine. Anche con un Bologna tutto sommato abbastanza imbelle. E sempre nel prepartita si avvera la profezia della nostra sfiga: io dissi che per sperare di passare con il Manchester dovevamo avere al top 5 giocatori – Julio Cesar, Maicon, Samuel, Cambiasso, Ibra – e puntualmente a due giorni dalla sfida si infortuna Samuel che non sarà della partita privandoci dell’unico vero vantaggio che avevamo a disposizione, la difesa solida. A questo punto giochiamocela e andiamo a San Siro senza rimorsi né rimpianti, e speriamo bene.
Contro il Bologna l’Inter gioca la sua partita normale: primo tempo dominato ma non concretizzato; secondo tempo arrembante fino al gol, poi schiacciato venti metri dietro, fino a subire il pareggio (più di culo che altro) e a ribaltare di nuovo il risultato (anche qui con una discreta dose di fondoschiena). Non c’è molto altro da dire, se non che è encomiabile la reazione psicologica dei ragazzi, soprattutto se messo in contro l’impegno di martedì che risucchia attenzione.
Julio Cesar al di là dell’essere nominato uomo partita dai nostri detrattori per poter dire che non meritavamo i tre punti è diventato un punto fondamentale per la nostra squadra e compie un miracolo su Di Vaio che ancora non ci credo. Maicon e Santon sono i gemelli diversi delle nostre fasce, Cordoba e Rivas due mastini. Tra l’altro con Samuel indisponibile io preferisco cento volte questa coppia alla presenza in campo dei due psycho martedì: a meno di non voler di nuovo giocare in dieci per più di 60 minuti.
A centrocampo Cambiasso e Zanetti fanno il loro. Muntari non è nel suo ruolo e si vede, mentre Vieira è ancora lontano dal calciatore che fu, ma ci servirebbe come il pane. Stankovic quando entra fa la differenza, e potrebbe essere il degno sostituto di Samuel nei punti chiave della doppia sfida di Champions. Maxwell invece è pesantemente in involuzione, tornato il fantasmino che è stato per larga parte della stagione: peccato, ma forse avremo il vantaggio di farlo rinnovare a contratto a cifre più ragionevole di quelle sparate dal suo procuratore. Davanti Ibra è in giornata così così, tanto lavoro per il gruppo e poca finalizzazione, mentre Adriano sembra aver reagito ai complimenti del mister a suo modo, peggiorando. Una menzione importante per Mario, che è entrato finalmente con il sorriso sulle labbra e la voglia di giocare a calcio, ottenendone anche il premio del gol partita. Speriamo la capisca.
Ora facce verso casa, verso il manto di San Siro, noi ci metteremo la voce e l’emozione, voi, ragazzi, metteteci la grinta e il gioco. Forza Inter.