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Inter in Wonderland: schiacci il tasto ed esci lo sfaccimm’

24 Settembre 2009

 

Primo turno infrasettimanale: i nostri eroi attendono al varco la grande famiglia dei Merola. Minuto due: primo calcio d’angolo per noi, feroci, la palla arriva in mezzo all’area piccola, e i partenopei si mettono a recitare un bel melodramma a più parti. Dopo 30 secondi di sceneggiata, il Leone d’Ebano guarda tutti stupefatto e sembra dire "se non la vuole nessuno, la palla la prendo io"; e con un bel colpo di nerchia la butta in fondo al sacco. Voi dite che non era l’attributo maschile di Samuelito? Vi sbagliate, fidatevi di me. E in ogni caso era certamente equivalente!
Minuto cinque: lancio perfetto, il Principe controlla, aspetta che Merola numero uno si sieda, quando non si siede con freddezza glaciale la rimette in fondo al sacco. Due a zero. Palla al centro. Tutto facile, di fronte agli inesistenti undici Merolas. Seguono venticinque minuti di pallonate contro un’unica porta.
Minuto trentadue: altro calcio d’angolo, in mezzo ai partenopei impegnati in un litigio per questioni di corna, svetta l’Orco e trapana il Merola numero uno. Tre a zero. Poi piccola deconcentrazione e gol omaggio a Merola fernet branca e coca Lavezzi, che timbra il cartellino a San Siro.
Il secondo tempo è pura formalità. Quasi quasi non mi diverto neanche a raccontare il tutto. Il centrocampo si mantiene compatto, i difensori non sbavano più di tanto, i due punteri si fanno un culo a capanna e si vede. Ora forza grifone, non fare il Balordo 🙂
 

 

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