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Inter in Wonderland: ritalin

10 Gennaio 2010

 

Ultima giornata del girone di andata della Serie di Oz: per festeggiare il titolo privo di alcun valore pratico di Campioni d’Inverno i cavalieri della tavola icosaedrica di Mourlino hanno preparato un brindisi particolare, nel noto ristorante "Da Giannino". Le carenze della società nerazzurra si fanno notare anche in questo caso: era presumibile che il cocktail servito avesse doppi fini, e certamente il fatto che fossa un mix di una parte di coca cola con una parte di ritalin avrebbe dovuto indurre al sospetto giocatori e staff. Così non è, e gli effetti si vedono subito sul campo del Meazza.

Poco prima di entrare in campo i giocatori si convincono di aver organizzato uno scherzo bellissimo ai danni dei tifosi che hanno sfidato freddo e pioggia per venire a vedere la partita: "facciamo finta che ci siamo scambiati le maglie, voi siete l’inter e noi il siena". Così il 4-2-3-1 per necessità dei nerazzurri si sgretola di fronte alle penetrazioni dei temibilissimi – per questo sono ultimi in classifica – Maccarone e Reginaldo.

Allo scherzo si aggiunge l’effetto del Ritalin, che durerà tutta la partita: l’Orco e Speedy non sono in grado di fare un movimento giusto né un passaggio di qualsiasi lunghezza se non sui piedi degli avversari; il Colosso è una specie di mulo che cammina mesto sulle zolle scomposte della fascia di destra e anche il Capitano d’Acciaio sembra subire lo stesso andazzo, forse perché gli uomini dalla sua parte arrivano sempre a frotte anziché uno per volta, complice evidentemente la scarsa comprensione da parte della Trivella dei concetti di "pressing sul portatore di palla" e "copertura difensiva". In mezzo la Statua di Sale è marmorizzata: immota e inetta al gioco del pallone; il Drago è spento e gira spesso a vuoto.

Lo stadio è basito. Solo davanti qualche guizzo fa capire che non tutti hanno sorbito il venefico miscuglio gallianesco: il Principe corre come un matto, l’Olandesina sembra un molosso tanto non molla un attimo e la Pantera si sbatte con generosità fino a che il fisico regge (anche se anche lui ha un concetto un po’ vago dei termini "copertura difensiva").

Tutto lo stadio capisce che sarà una serata tutt’altro che facile quando al 18esimo Big Mac spara un missile dopo aver fatto 40 metri palla al piede con l’Orco e Speedy che indietreggiano come se avessero visto il Babau. L’Acchiappasogni conferma di patire il freddo e posizionato com’è a 5 metri dalla linea di porta non può fare nulla per fermare il bolide. I nerazzurri sono sotto. Ma cinque minuti dopo il Principe sfrutta al meglio un’apertura alla cieca dell’Olandesina, rientra sul piede come suggerito dal secondo anello dal sottoscritto, e la piazza sul palo lontano.

Tutti sperano che l’effetto del Ritalin si sia esaurito, soprattutto dopo che Diego Armando SneijderMourlino entra in campo armato e viene fermato da Oriali prima che possa uccidere il connazionale. Non finirò mai di odiare lo storico mediano per questa sua azione: maledizione, e lascialo trucidare quell’ignorante calcistico menefreghista in santa pace! ha confezionato un maestoso 2-1. Manco 60 secondi e Ekdal è da solo in mezzo all’area piccola abbandonato dalla Trivella che svogliato passeggia a metà campo: raccoglie il passaggio e insacca. Silenzio.

Nell’intervallo Mourlino capisce che bisogna coprirsi meglio e giocare in maniera più ordinata: rombo. Il Drago entra in campo, si infortuna ed esce. Rombo un cazzo. Si torna allo schema del primo tempo, ma con interpreti ancora più allucinanti: l’Astronauta che fa più o meno la stessa figura di merda del Trivella e spiega con la pratica perché non merita di giocare in nerazzurro; Stefano il Serbo a 19 anni all’esordio che fa del suo meglio per non cedere al suo naturale istinto alla driblomania. Ovviamente prendiamo il terzo gol.

Tutti ormai sono rassegnati alla sconfitta, ma a un minuto dalla fine accade l’imponderabile: di nuovo punizione dell’Olandesina Volante e gol. Tre a tre. Mourlino e il Muro si guardano, poi guardano Stefano e gli dicono: "la palla ti scotta tra i piedi, vai a fare il terzino, il Muro diventa un Ariete". Detto fatto: il Muro si trova in mezzo all’area a ricevere una verticalizzazione e pennella un tiro che manco il Principe nei suoi momenti di grazia. Tutto questo nonostante l’episodio più emblematico di tutta la partita: l’Astronauta si invola in fascia, il Capitano si sovrappone e attende il passaggio a un metro, l’Astronauta si ferma e si esibisce in un tacco dritto addosso al centrocampista del Siena che si fa sotto. Il Capitano d’Acciaio fortunatamente non aveva un lanciafiamme in mano, altrimenti al Twente resituivamo un mucchietto di cenere. Nonostante questo, i nerazzurri vincono la partita persa due volte.

Conclusioni? Mourlino ha un gran culo e l’Inter è una squadra di squilibrati che talvolta preferiscono stordirsi di Ritalin anziché giocare con serenità contro l’ultima in classifica. Manco avessero suonato la musichetta della Champions negli spogliatoi per errore. La Maledizione di Tribai continua a colpire e settimana prossima a Bari saremo sempre più in emergenza a centrocampo. E il culo non basterà. Bisognerà tornare ad essere l’Inter. Ma adesso Mourlino ha uno strumento in più: il video di una partita con cui spiegare tutto ciò che NON bisogna fare per vincere.

Categorie:spalti e madonne Tag:
  1. zotico1.0
    13 Gennaio 2010 a 11:44 | #1

    Ci vuole un gran fisico per tifare Inter.

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