L’origine della regressione
Quando uno si chiede perché l’Italia è un paese retrogrado basta che provi a leggere i giornali. Ma non per averne le prove, ma per capire da dove comincia tutto.
A Milano il primo maggio ormai da anni si tiene forse la più grande manifestazione autorganizzata e non finanziata da alcuna organizzazione (partito o sindacato o associazione che siano) d’Europa. Quest’anno in piazza c’erano più di centomila persone: un tripudio di colori, umori, persone, idee, slogan, canti. Dal nostro carro il tamarrissimo Oscar White ha fatto un free style proletario proprio di fronte al Duomo, mentre i Petardi lo sostenenvano con le loro basi: una manifestazione enorme e importantissima, ma di cui stranamente non avreste trovato alcuna traccia sugli organi della cosiddetta informazione.
I giornali di sinistra non la pubblicizzano perché antitetica ai loro finanziatori (il Partito per Liberazione, la CGIL per Il Manifesto). I giornali principali del panorama italiano la snobbano perché di solito è una manifestazione pacifica, gioiosa e che parla di un tema scomodo su cui troppa gente ha la coscienza sporca. Poi non c’è mai nessuno di famoso a fare né da testimonial né da accaparratore, e quindi le redazioni di Repubblica, Corriere e via dicendo non sanno che pesci pigliare. Peccato che forse dimenticano che raccontare eventi rilevanti nelle principali città italiane sarebbe forse il minimo che dovrebbero fare. Di una parata di questo calibro non si parla. Non è "interessante".
Poi improvvisamente succede un fatto orribile (lasciate perdere i commenti che sono il solito ricettacolo di dementi): alla fine del corteo, nella situazione di delirio che pervade il Castello Sforzesco alla fine di ogni Mayday Parade, una ragazza subisce una violenza da parte di un imbecille. Gli amici della ragazza e chi si trovava nei paraggi ha dato una lezione all’imbecille fino a farlo giungere nei pressi della polizia. La polizia ha pensato bene di menare un po’ le mani riuscendo a dare luogo al primo semiincidente in otto anni di Mayday. Magicamente sui siti di Corriere e Repubblica adesso la mayday c’è, ma si vuole infrangere ogni record: sul sito di Repubblica un articolo di 2000 battute riesce a entrare nei dettagli supposti e possibili del fatto, senza mai spiegare che cos’è la Mayday Parade. Idem il corriere.
Ecco: quando ci si chiede perché i giornalisti vengono visti con astio e sospetto, o da dove cominci il clima di ferocia e di degrado culturale e etico che vibra nell’aria milanese e italiana, la risposta è molto semplice. Comincia tutto da qui, dalla ricerca ossessiva del marcio e del peggio per raccontare solo quello, tralasciando i fatti e ciò che accade di imponente, per focalizzarsi sul minimo segno di sporcizia. Sarebbe come entrare a Versailles e occuparsi solo di un avvelenamento di un personaggio avvenuto nei suoi giardini di un ciuffo di polvere a terra, ignorando completamente la sua architettura e la sua storia.
Qualcuno un tempo ebbe a definirsi nano sulle spalle di giganti. Ora purtroppo siamo ridotti ad essere solo nani e per di più deformi nel corpo e nello spirito, soprattutto. Quello che rimane poi è solo rabbia e sdegno.