La criminale giustificazione di un'assurda ferocia

oscuro scrutare — Inviato da nero @ 21:26

 

Nel primo post che ho scritto oggi dopo l'omicidio di Gabriele Sandri da parte di un agente della polizia stradale non erano ancora noti alcuni dettagli che mano a mano che passano le ore si fanno più chiari. Esistono diversi elementi comuni tra la tragica vicenda dell'autogril di Badia al Pino e l'omicidio da parte di Mailat di Giovanna Reggiani: la criminale giustificazione della ferocia da parte di media e opinion maker, figlia della voglia di una cultura dell'odio e della violenza gratuita, del terrore e della gogna.  In ultima analisi questi sono i tratti di una gravissima emergenza democratica, che nessuno vuole affrontare chiamandola con il suo nome.

Gabriele Sandri oggi è stato ucciso in un autogrill da un agente senza alcun motivo (e forse la giustificazione ufficiale, ovverosia una presunta rissa con persone di un'altra auto, come se sparare addosso a quattro coglioni che si prendono a male parole sia una cosa accettabile, è ancora meno dignitosa di un silenzio imbarazzato). La ferocia che sprigiona da questo atto è tale e quale alla ferocia repressa che ha portato tutti a puntare il dito contro un intero popolo nomade e addirittura uno Stato dopo il compimento di un crimine da parte di un membro di quel popolo cittadino di quello Stato. E' questa sete di ferocia, di giustizia fatta in casa, di uso deliberato della violenza come forma di risposta a ogni atto, che trasuda negli eventi di questi due giorni.

La verità di quanto accaduto in quell'autogrill non la sapremo mai: sappiamo solo che una pallottola ha colpito una persona al collo attraversando ad altezza uomo due carreggiate di un'autostrada, e che per giustificare tutto questo delle persone hanno deciso che la notizia della meta dell'auto colpita potesse essere una buona giustificazione. Ovvero i poliziotti che hanno fermato l'auto con a bordo Gabriele esanime, hanno deciso che il fatto che l'equipaggio fosse composto di tifosi fosse una buona coltre di fumo dietro il quale nascondere (o provare a celare) l'aberrante realtà di quanto avevano fatto. Perché i poliziotti dopo mesi di campagne mediatiche e politiche che li additano come uniche ancore di salvezza per fare sentire i cittadini sicuri, si sono convinti di poter essere giudici ed esecutori immediati di sentenze, in una tragica corsa verso la sospensione della democrazia. Nessuno si ricorda di Genova. 

Ma la vera radice criminale di entrambi questi casi sta nei giornalisti, negli operatori dell'informazione, pronti a scannarsi per pubblicare per primi una notizia, anche falsa, ma che faccia sensazione, che alimenti le porzioni più becere della natura umana, che esalti l'orribile a scapito della ragione. I veri criminali non sono quelli in strada, quelli che commettono reati, anche efferati: questi sono uomini. I veri criminali stanno nelle redazioni, nei centri di gestione e di manipolazione dell'informazione: questi sono topi, perché non ammetteranno mai di aver commesso un errore.

E allora si getterà ancora più fumo negli occhi, parlando di calcio in una tragedia che con il calcio non ha nulla a che fare, parlando di etnie quando le etnie non hanno nulla a che vedere con i fatti. Il dramma vero è che nessuno sentirà il bisogno di dire "ho sbagliato", e di ammettere che le cose come sempre avrebbero potuto andare molto diversamente.  Perché è più facile aizzare il tuo vicino di casa a sparare al nemico immaginario più prossimo, che chiedergli di affrontare seriamente i problemi che rendono la sua vita una merda e che solo insieme potreste riuscire a superare. 


La vita di un tifoso vale meno della vita di un poliziotto

spalti e madonne, oscuro scrutare — Inviato da nero @ 14:16

 

Il 2 febbraio di quest'anno, durante gli scontri intorno allo stadio di Catania in occasione del derby siciliano con il Palermo muore Filippo Raciti. Subito scatta il can can mediatico e i campionati vengono sospesi: a tempo indeterminato - si dice - ma in realtà poi per una sola giornata, dato che il circo deve continuare.
A distanza di nove mesi da quei fatti, e dopo l'ipotesi che Raciti sia morto per imperizia delle stesse forze dell'ordine e di una loro manovra con una camionetta più che per un'aggressione diretta di un ultras, del caso non si parla più. Le conseguenze concrete del can can mediatico sono: carcere preventivo per una-due persone che non si sa neanche se effettivamente siano colpevoli dell'omicidio; pochissimi arresti per gli scontri che hanno coinvolto centinaia di persone (dei quali dubito che la polizia non conosca nulla); un pacchetto repressivo che ha inasprito le norme su resistenza e reati contro le forze dell'ordine, che è stato praticamente istantaneamente applicato più che altro in ambito politco (vedasi il caso di Villa Ada e altre situazioni di piazza in cui un mezzo insulto a un poliziotto sta facendo rischiare anni di galera a quale attivista).

Stamattina in un autogrill del centro italia un'auto di laziali e una di juventini si incrocia per caso. Scatta un'aggressione e la conseguente chiamata alla polizia. Dalle prime notizie la polizia stradale all'arrivo, non sapendo bene che fare riesce a lasciar partire un colpo di pistola ed ammazzare un tifoso laziale di meno di trent'anni. Io la scena me l'immagino bene: il
superpoliziotto pompato da mesi e mesi e anni di propaganda pro interventista delle forze dell'ordine sui "criminali" per garantire la sicurezza che tira fuori la pistola pensando di essere il giustiziere della notte, e che commette
una sciocchezza tragica, per esempio sparando dietro alla macchina dei laziali in fuga (qed non ci sono andato molto lontano), o qualcosa di ancora più stupido e irragionevole, a meno che non si ritenga che due sprangate equivalgano a una pallottola.

Ragione vorrebbe che si sospendesse il campionato e si varasse un pacchetto speciale per i crimini commessi in servizio dalle forze dell'ordine. Ma così non avverrà: si sospenderà inter-lazio, si troveranno giustificazioni all'omicidio volontario commesso dal poliziotto, si vieteranno le trasferte (causando ancora più incidenti per strada, per caso, totalmente incontrollabili) sostenendo che la colpa sta tutta lì. E il circo andrà avanti come se nulla fosse.

Ancora una volta quando le forze dell'ordine sbagliano, si gira la frittata e si da la colpa al mostro più vicino. Di dignità nella politica italiana e nell'emergenza democratica che stiamo vivendo se ne vede poca. Ancora una volta si scambia il problema con la soluzione, perché alla fine la verità è che per tutti la vita di una persona normale o peggio ancora di un criminale vale meno di quella di un poliziotto.

UPDATE: qed la decisione del Viminale è quella di sospendere Inter-Lazio, di vietare le trasferte e di far svolgere regolrmente il resto delle partite con solo 15 minuti di ritardo sul fischio di avvio. Che schifo.

 


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