Punti di vista

movimenti tellurici, pagine e parole — Inviato da nero @ 19:52

Alle volte mi stupisco di quanto sia facile rappresentare la distanza siderale tra i punti di vista di persone che in teoria dovrebbero fare parte del medesimo contesto culturale o sociale. Uno dà per scontate mille cose, e poi ci si trova a fare i conti senza neanche capire bene perché. E' un fenomeno spaesante, ma allo stesso tempo continuo e necessario.

Così mentre mi ritrovo un giorno a dormire come un sasso per la stanchezza di un corteo da 80.000 persone in cui poteva succedere di tutto e in cui è successo solo quello che abbiamo lavorato perché accadesse, a genova, dove le persone non tornavano per fare un corteo da 6 anni. E il giorno dopo non dormo per la rabbia: perché mi tocca sentire l'avvocato difensore di una persona per l'assoluzione della quale ho lavorato in questi anni che cerca di salvare il culo del proprio assistito buttando merda su un pezzo volenti o nolenti importante di ciò che è stato Genova, venendo meno a quel minimi microbico patto di solidarietà che facilmente spiega che a Genova o si salvano tutti o non si salva nessuno, perché è anche giusto che sia così. Rabbia nel constatare il poco peso di parole importanti come solidarietà e rispetto. Già perché è troppo facile lasciare altri a farsi il culo per anni in un aula di tribunale e arrivare all'ultimo momenot e buttare tutto all'aria. 

Poi capita di aprire il blog del collettivo a cui partecipi e ritrovare nelle parole di un tuo compagno qualcosa al tempo stesso di semplice e di inespugnabile, la convinzione che non è tutto uguale e che ci sono delle distinzioni da fare tra quello che ha un senso e quello che non lo ha. E che non si è poi così soli a trovarsi sempre dalla parte del torto, che per chi non lo avesse capito è quella giusta.

 (Continua)

Mamma li turchi?

spalti e madonne — Inviato da nero @ 00:53

 

Missione compiuta: tre pappine e i turchi vanno a casa, con il merito di essere la formazione più impegnativa di un girone abbastanza ridicolo (sempre meno di quello dei cugini con la maglia a righe del colore sbagliato). L'Inter continua ad avere lo stesso problema: vuoti di concentrazione e leziosità immotivate, che contro squadre più cattive o preparate possono costare care. La gara non ha storia, e basta un secondo tempo concentrato per portare a casa un risultato che poteva essere anche più crudele nei confronti dei turchi, seguiti da 5000 calorosissimi tifosi.

Dietro Maicon macina chilometri (l'ultimo scatto lo fa al 92esimo!) mentre Samuel e Cordoba amministrano clienti non difficili, anche se l'argentino deve mettere le toppe sia al colombiano che alla svagatezza di Maxwell. Chivu davanti alla difesa non convince per un cazzo, mentre fa meglio quando Mancini lo sposta a sinistra facendogli scambiare posizione nel rombo con Cambiasso, che è sempre l'unico ad aggredire ogni pallone. Zanetti fa il solito mestiere e Stankovic mostra tutti i limiti di una condizione precaria. Davanti Ibra fa poco ma bene, mentre Cruz macina metri e palloni ma non si capisce con lo svedese, e neanche con la porta: un evento!

Nel primo tempo sprechiamo tre palle gol nitidissime: due di cruz e una di chivu dopo un'azione splendida che finisce sul suo piede monco, il destro. Certo che giocatori di serie A che non riescono a tirare con il proprio piede sbagliato dritto per dritto fanno un po' impressione. Nel secondo tempo continuiamo a sbagliare un numero infinito di passaggi elementari e manchiamo di finalizzazioni: per un attimo il fantasma di Gilardino si impadronisce del ragazzo di santiago de l'estero. Poi il primo rimpallo buono va in rete e tutto torna normale. Ibra mette il suo marchio sul secondo gol. Palla mancata da tutta la difesa che si ferma tra i piedi dello svedese che sembra impappinarsi, si ferma un attimo, ci pensa, ipnotizza palla, difensore e portiere e con una lecca da fermo la mette nel sette. Apoteosi. Il terzo gol di jimenez è un premio eccessivo per uno che sta dimostrando di non valere molto: il grido "dovevi restare a Terni!" mi si ferma in gola mentre la palla entra con un pregevole esterno sinistro a fil di palo.

Il lampo di genio cinico deve ancora arrivare: sul due a zero ibra tenta di farsi ammonire in ogni modo, così da scontare la diffida durante l'inutile partita con il PSV. Non ci riesce allora perde tre minuti  prima di battere una punizione che tira da 40 metri all'incrocio, garantendosi l'agognato giallo ed uscendo così tra la standing ovation di san siro. Samuel capisce l'antifona, ed essendo anche lui diffidato segue le orme dell'Uomo Posseduto da una Foca: perde tempo al 92esimo sul 3 a 0 battendo una punizione ininfluente, giallo e diffida. Genio puro. 

Ora voglio vedere questa Inter a Eindhoven per provare a vincere anche così, quando non conta nulla: orlandoni, zanetti, esposito, matrix, maxwell, bolzoni, solari, stankovic, jimenez, suazo, balottelli :) 


Powered by LifeType