I frutti dell’ira (furore)
In uno dei tanto angoli di bookcrossing degli ostelli che ho girato in Turchia ho finito per scegliere, come compagno di viaggio, The Grapes of Wrath di John Steinbeck. Devo dire che è un autore che mi sono cagato poco nel passato e che ho approcciato il libro completamente scevro da influenze di critica e di altro tipo. Il libro racconta una fase della storia americana (e non solo) in cui le piccole famiglie contadine vengono cacciate dalla propria terra, spinte al nomadismo e nella povertà più assoluta cercano di sopravvivere a fronte di una società e una classe media tronfia della propria ricchezza e della propria superiorità. In questo momento in Italia sarebbe una lettura molto educativa (sempre che i poveri studenti italiani siano in grado di capire i lievissimi parallelismi con il presente del romanzo): in italiano è stato tradotto con il titolo di Furore, premio Pulitzer nel 1940 e film con Henry Fonda notevole. Leggerlo in inglese è stato veramente intenso e devo dire che le critiche di eccessivo schieramento a sinistra che ha ricevuto l’autore in seguito a questo libro (nonostante fosse un democratico abbastanza moderato e figlio di buona famiglia) sono pienamente condivisibili. Alcuni brani sono di un lirismo incredibile e alcuni passaggi delle discussioni soprattutto dei personaggi di Tom Joad, del predicatore Casy e della madre di Tom sono delle staffilate durissime alla società americana, al modello capitalista e alle sue implicazioni in termini di eguaglianza e di compatibilità con il "sogno americano". In uno dei capitoli finali c’è anche la descrizione più bella che io abbia trovato recentemente di che cosa voglia dire essere "di sinistra".
Timothy scraped a litttle hille level in the bottom of the ditch. The sun made his white bristle beard shine. ‘They’s a lot of fellas wanta know what reds is.’ He laughed. ‘One of our boys foun’ out.’ He patted the piled earth gently with his shovel. ‘Fella named Hines – got ‘bout thirty thousand acres, peaches and grapes – got a cannery an’ a winery. Well he’s all a time talkin’ about "them goddamn reds." "Goddamn reds is drivin’ the country to ruin," he says, an’ "We got to drive these here red bastards out." Well they were a young fella jus’ come out west here, an’ he’s listenin’ one day. He kinda scratched his head an’ he says: "Mr Hines, I ain’t been here long. What is these goddamn reds?" Well, sir, Hines says: "A red is any son-of-a-bitch that wants thirty cents an hour when we’re payin’ twenty-five!" Well, this young fella he thinks about her, an’ he scratches his head, an’ he says: "Well, Jesus, Mr Hines. I ain’t no son-of-a-bitch, but if that’s what a red is – why, I want thirty cents an hour. Ever’body does. Hell, Mr Hines, we’re all reds."’
Voto: 9