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Niente alibi

18 Gennaio 2009

 

Un’Atalanta irriconoscibile distrugge un’Inter irriconoscibile. Per un’ora e mezzo i nerazzurri più blasonati prendono lezioni di calcio dai nerazzurri orobici a cui riesce tutto senza sforzo: ogni rimpallo sui piedi, ogni tocco perfetto, ogni inserimento senza falla. Viceversa i giocatori della Beneamata non ne imbroccano una, sembrano essere rimasti negli spogliatoi per un tempo in più. C’è poco da dire. Il gol di Ibra è fin un premio eccessivo per la partita che abbiamo giocato. Rimane il rammarico di una partita che poteva essere affrontata con la testa. Gli unici giocatori che si salvano sono Julio Cesar, Obinna, Adriano e stiracchiando Maicon, Ibra e Figo. Gli altri tutti ampiamente insufficienti: Maxwell e Chivu non pervenuti, Cordoba e Burdisso si confermano giocatori dignitosi solo con Walter Samuel al fianco, Zanetti e Cambiasso sembrano la fotocopia sbiadita di se stessi, Stankovic evidentemente non ancora recuperato, Crespo in controtendenza rispetto alle ultime due partite. Un disastro. A Mou non contesto nulla, ha fatto le scelte che avrei fatto anche io, tranne una: perché visto che il centrocampo non vedeva biglia, non mettere dentro un incontrista vero anziché insistere su un Cuchu che non era lui? Bolzoni ha la lebbra? Ma il problema della partita non è né tattico, né tecnico, è semplicemente psicologico.

Facciamo un po’ di conti sul girone di andata: io rimpiango moltissimo i tre punti del derby e i due punti lasciati al Cagliari. Lo scivolone a Bergamo – dove sono caduti tutti tranne i gobbi contro cui l’Atalanta diventa sempre una mozzarella e le merde con un colpo di culo – ci può stare, anche se fa incazzare come bisce. I pari con viola, Genoa e Samp ci possono stare. Ma i punti che ci mancano sono i cinque che ho indicato. Per ora non c’è motivo di allarmarsi, ma la spina va riattaccata subito e la strada maestra ripresa senza esitazioni. Era dal 2003 che non perdevamo 3 a 0 (con la Juve tanto per cambiare), se non contiamo la sciagurata finale di andata di Coppa Italia di due anni fa a Roma (che però tendo a non considerare come una partita giocata sul serio). Non è un bel primato da aggiungere al Palmares di Mou. Speriamo che lo sappia anche lui e ci metta subito una toppa caratteriale. Ora rimane solo un pensiero: Forza Lazie. Anche se io diffido dei favori altrui.
 

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