Precarietà (poche parole ma buone)
Espio la mia colpa per non aver fatto un post su Dax ieri (come staffetta partigiana nella sua attitudine diy mi ha fatto notare) ritornando a parlare di politica e vita (anziché solo di vita come nel caso dei post precedenti). Vi propongo un post di blanca, che secondo me in poche parole dice molte cose su come si vive nel nuovo millennio. Tradotto: una merda che ci siamo preparati da soli credendo alle magnifiche sorti e progressive dell’Italia che ci hanno raccontato ma che intorno a noi non abbiamo visto mai (quella che funziona, in cui il mercato del lavoro è perfetto, che è ricca e fa parte del primo mondo, ecc ecc.)
Dalla sera alla mattina arriva The President e dice che chiude il
posto dove lavoro da un mese e mezzo. Poi mi chiedo se chiude la
societa’ numero 1, la societa’ numero 2 o quella numero 3. Gia’ perche’
io sono assunta dalla numeo 2, gli altri dalla numero 1 e quelle della
numero 3 sono venute a misurare gli armadi per vedere cosa si possono
portare via. E pensare che i dipendenti siamo in 4 in totale e
impegniamo cosi’ tante societa’…
Io guardo i pescetti colorati. Prima di guardare i pescetti ero
tanto depressa, ma dopo che siamo stati tutti licenziati, dopo aver
fatto passare quel giorno e mezzo di panico e fuori dall’orario di
lavoro, la sera… insomma mi chiama The P. per dirmi che sono un
cavillo legale e che il mio contratto a 6 mesi non lo possono
interrompere. Mbe’, bene… cosi’ pare. Mi sposteranno da qualche altra
parte, nella societa’ numero 3? Oppure nella numero 4 che sta in un
altro palazzo? Nel frattempo speriamo che le poste italiane ritardino e
si comportino nel modo in cui l’italiano medio pensa al servizio
postale: non efficiente. Gia’, perche’ se non ci arrivano entro oggi le
lettere di licenziamento, si posticipa tutto.