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Relitti e Reietti

22 Marzo 2009

 

La capolista contro il fanalino di coda. In campo i relitti del campionato non impensieriscono mai i nerazzurri, nonostante i parecchi tiri nel tabellino, e solo la sufficienza degli attaccanti dell’Inter impedisce una goleada biblica. In campo anche i reietti nerazzurri: Amantone Mancini è il fratello obeso del giocatore della Roma, fa bene sulla sinistra, scompare dopo 33 minuti e esce al 40esimo per infortunio; Jimenez entra ed esce nel giro di dieci minuti per infortunio, riuscendo a anche nell’impresa di sbagliare parecchi palloni e non incidere; Obinna è un Suazo più scarso e il rimpianto per non vederlo con la maglietta dei toffies cresce a ogni pié sospinto; Maxwell entra e tocca due palloni, senza impressionare. Poi si chiedano perché fanno panca dura e perché José preferisca loro dei Primavera. Finisce con un risultato netto che non lascia adito a dubbi.
I protagonisti. JC quando serve c’è: un muro e un gatto allo stesso tempo. Maicon sta risalendo lo stato di forma un po’ traballante di febbraio, Santon mostra grandissimi numeri: una sua finta di sopracciglio che manda in bambola tutto il centrocampo della Reggina è un piacere da gustarsi e rigustarsi su Youtube. In mezzo alla difesa: Rivas fa il suo, con qualche buco di concentrazione, ma nulla di problematico; idem Cambiasso che sull’unico anticipo sbagliato ci potrebbe costare caro. In compenso avere tre Cambiasso (dietro, in mezzo e davanti) non sarebbe un film porno, ma solo una necessità per l’Inter. In mezzo la prova meno brillante: Muntari come sempre mostra grandi limiti di fosforo ed è palesemente il nemico del pallone numero uno, Zanetti fa il suo superando Facchetti nelle presenze in maglia nerazzurra e puntando Bergomi in scia, Stankovic sembra spompato al 30esimo ma poi resuscita con un gran secondo tempo; Obinna, Maxwell, Jimenez inguardabili: vendere, vendere, vendere. Anche regalare se caso, basta non vederli mai più: un insulto al gioco del calcio. Davanti Ibra fa di tutto insieme a Mario, una coppia che potrebbe farci sognare molto in futuro. Mancini per 30 minuti è la speranza che si riprenda abbastanza da essere capitalizzato in qualche modo, poi si spegne e si infortuna. Tutto sommato non possiamo lamentarci.
Arriviamo alla pausa con il vantaggio invariato. Ora ci sono altre nove partite, da affrontare con determinazione e grinta. Forza ragazzi.
 

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