Manituana coming

20 Febbraio 2007 Commenti chiusi

Beh, la classe non è acqua, e Wu Ming lo dimostra ampiamente. Il 20 marzo esce il nuovo romanzo degli autori che personalmente rappresentano l'unico vero talento narrativo innovativo italiano o quasi, e oggi esce il sito che fa da compendio al libro: un gioiellino di approccio a più livelli con i lettori e la narrazione.

Il tema del libro così a occhio e croce è estremamente stimolante, in tempi di guerra come quelli in cui viviamo, e intuisco che avrà a che fare con quello che l'America avrebbe potuto essere e che non è: in un certo senso mi fa sorridere perché mi sembra un tentativo speculare a quello che fa proprio in questi giorni nelle sale il film Bobby (ovviamente usando un periodo diverso e soprattutto una prospettiva tutta diversa e vomitevolmente nostalgico socialdemocratica).

Il periodo tra il 600 e il 700 negli Stati Uniti è un periodo estremamente ricco di contraddizioni, di conflitti, di possibilità, e non stupisce che Wu Ming vi si voglia cimentare (per alcuni aspetti è analogo al periodo in Europa in cui il dilagare delle eresie e delle riforme religiose si accompagnò alla nascita di un diverso modo di intendere gli esseri umani e la società tra 500 e 600, guarda caso periodo in cui gli autori hanno ambientato l'insuperato Q). E' un periodo difficile, soprattutto è difficile rendere le atmosfere: in questo il sito sembra essere un necessario ampliamento anche e soprattutto sensoriale per arricchire la narrazione.

Come al solito in me destano una sconfinata ammirazione per l'impegno che mettono nella produzione culturale e per la qualità delle cose che producono. D'altronde spesso vado ancora a rileggermi Q e il suo specchio contemporaneo Nemici dello Stato, un'operazione di duplice interpretazione e narrazione della realtà in cui viviamo che è purtroppo tuttora attualissima. Sono contento di poter annoverare almeno uno dei WM tra i miei amici e tra le persone con cui ogni tanto riesco a prendermi un cappuccino parlando di cose interessanti, e aspetto il 20 marzo (sperando di aver finito il magico mondo di parole prodotto per l'ennessima volta da Pynchon) per potermi perdere nella lettura di quello che sarà un altro pezzo di letteratura (di cui abbiamo sempre più e comunque bisogno).

 

 

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Monocromatica, terza recensione direttamente da Baggio

19 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Oggi sul sito di virgolaz, compare la recensione del libro che, devo dire, mi lusinga non poco. La riporto integralmente qua, e sotto metto un paio di commenti miei.

Tutti i colori del grigio in un noir: Monocromatica (Blackswift)

Sono partito nella lettura di Monocromatica pensando di fare un piacere ad un amico scrittore di noir in erba. Volevo presentare il suo primo lavoro “ufficiale” nel quadro delle nostre iniziative laboratoriali musicopatiche, avendo almeno letto l’opera (eccheccazz!).

Pian piano mi sono reso conto che ero di fronte a qualcosa di più.

Non avrei infatti mai immaginato di apprezzare al punto a cui sono arrivato questo tentativo (ben riuscito) di tarare sullo sfondo della tonalità “Grigio Milano” (.. e qualcuno poi mi spiegherà perché il “rosso” se lo sia beccato d’ufficio la leghista “Magenta”) la monocromia dominante contrapposta a un multicolore di storie migranti, relazioni umane, pulsioni individuali e sociali. La principale sensazione che si ha nella lettura infatti é l’esistenza di personaggi colorati che si muovono su un allestimento a tinte sfuocate di bianco e nero.

La metafora del colore propone senza mediazioni la ricerca del ribaltamento prospettico dell’esistente. Tre migranti di diversa provenienza e un killer all’italiana attraversano con indifferenza e ironia l’asfittico ambiente de la “Gran Milan”; quello stesso che li identifica quotidianamente come ombre, sottolineandone così l’omologazione, l’assenza di presidi solidali e, in alcuni casi, umani.

Croce e delizia dell’intera narrazione è la componente “movimentista”.

Delizia perché è oramai difficile trovare tanta autenticità “militante” nei racconti dei principali autori di questo filone che pure provengono dallo stesso sottobosco radicale. Certo, come dice Blackswift: “se stessi lontano per 10 anni dal movimento anch’io parlerei come loro”. C’è comunque del vero e proprio subliminalismo comunicativo nella rappresentazione dei protagonisti, che si smarcano dalla concezione più classica del migrante compresa quella MissionariGesuiticoAntagonista (con rispetto parlando).

Croce perché la pressione sociologica incide sul ritmo del racconto che in alcune circostanze diventa un vero e proprio monologo fuori campo (come direbbe Bruna Miorelli “.. e fate parlare i personaggi!”… “cazzo”, aggiungo io) a tratti didascalico e a brevi tratti autoreferenziale, benché mai criptico o settario (e oggi come oggi, a leggere le mailing list di movimento, la cosa non è per niente scontata).

Chi si aspetta una apologia del qualunquismo critico sulla nostra Città (e sui “milanesi”) resterà –fortunatamente- deluso. Non è Milano quella sotto accusa, ma chi l’ha ridotta nella impersonale capitale della affarismo finanziario mafioso sotto l’egida dei potentati religiosi e non che si sono succeduti nei secoli.
La Città in sé viene invece riscoperta attraverso una parabola millenaria attraverso una stimolante e solida ricostruzione storica in flash back a più riprese che ne riporta alla luce i chiaroscuri secolari in una proiezione assolutamente critica, originale e graffiante (splendida la “vera” rappresentazione del Santo Patrono Ambrogio).

Curioso e probabilmente incompiuto l’aspetto esoterico (per un fedele discepolo di Bulgakov é quasi un’offesa) che offre comunque qualche embrionale spunto di interesse, ancorché non sempre raccordato con il resto del racconto (soprattutto a quello storico al quale sembra sistematicamente alludere, senza mai intrecciarvisi con sufficiente potenza).

Un finale simpatico e intercambiabile (ma lo scoprirete solo leggendo) anch’esso fuori dai binari della giallistica noir e dalla logica del “colpevole” che lascia in bocca un sapore diverso da quello metallico della legittima rabbia degli oppressi, offrendo ancora una volta una chiosa non demagogica e tutt’altro che monocromatica.

Promosso a pieni voti.

The CaT

 


 

La recensione mi lusinga perché, come sempre quando si parla di parole e immagini,  osserva Monocromatica da una prospettiva completamente diversa dalla mia, attribuendogli significati e ricchezze che per me erano solo in parte quello che si poteva cogliere nel libro. La dimensione potentissima della narrazione è proprio questa capacità di scatenare il soggettivo e di trascendere l'autore, cosa che è tuttaltro che spiacevole

Ad esempio l'impronta movimentista, che The CaT individua così forte io pensavo non fosse abbastanza marcata (e ho anzi litigato non poco con Sandrone per non togliere gli ultimi remark rimasti); viceversa mi ritrovo molto nella lettura della dimensione urbana/umana della vicenda.

Concordo anche io che l'aspetto esoterico sia un po' abbozzato, ma d'altronde sono partito con l'idea di scrivere un fantasy urbano di odierna generazione, sono approdato a un  noir che ha come protagonista una città, la mia. Era ovvio che gli aspetti più esoterico-fantastici facessero le spese degli aspetti più narrativi… La cosa che mi lascia un po' perplesso è che il filo conduttore degli episodi storici, per quanto tenue e con una conclusione forse ancora molto metafisica (come mi disse Sandrone dopo una prima lettura), non risulti un po' più facile da seguire. Ma il responso di chi legge è sempre inoppugnabile e vorrà dire che mi toccherà pensarci meglio al prossimo (che ancora non so quale e come sarà, ma almeno un altro libro su Milano penso che sia in cantiere).

Concludo ringraziando le periferie milanesi anche per questa magia, sperando che a chi ci vive il libro piaccia di più che a quelli che stanno troppo tempo in un ufficio in centro 🙂

 

 

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Prima presentazione di Monocromatica a Baggio

19 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Nel contesto delle più spinte periferie urbane avverrà la prima presentazione del romanzo Monocromatica, scritto a firma collettiva Blackswift dal sottoscritto e dal suo socio. I giovani (si fa per dire) e intraprendenti attivisti baggesi avevano previsto di realizzare la serata al Barrios, ma la ristrutturazione del luogo li ha obbligati a cercare in fretta e furia un nuovo luogo dove assiepare tutti gli eventi della densa serata: dalla lettura di alcuni brani del libro da parte del laboratorio teatrale baggese, fino a una mostra fotografica ispirata al libro e a una recensione. Ovviamente per i meandri del capannone industriale ci aggireremo anche noi, in forma pseudo-anonima.

La serata ha anche la funzione di autofinanziare il Punto San Precario Evolution che sta facendo sfracelli di datori di lavoro e grandi imprese in questo scorcio d'annata (e non solo).

Per il programma completo potete dare un'occhiata su virgolaz.it (c'è anche una pseudo neuro locandina). Per i più pigri il tutto è sabato 24 febbraio 2007 a partire dalle ore 21.00 (penso di aver desunto); sulla strada per arrivare al capannone sono un po' vaghi ma adesso li sollecito 🙂

 

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Against the Day Synopsis (3.2-3.3)

17 Febbraio 2007 Commenti chiusi

3.2

Merle, una volta abbandonato da Dally sulla via di New York, ribalta la casa alla ricerca della bambola simbolo del loro rapporto, e di fronte ad essa capisce cosa fare della sua vita. Aspetta il successivo giorno di paga e poi si licenzia dall'impiego come chimico della Little Hellkite: ha deciso di tornare verso est alla ricerca di qualcosa che gli è sfuggito mentre veniva a Ovest dieci e più anni prima.

Lungo la strada fa tappa ad Audacity, Iowa, dove in un cinematografo ripara il proiettore ottenendo l'impiego di proiezionista per una o due settimane, giusto il tempo per l'orologiaio del paese di tornare dalla sua fuga con una moglie altrui, o di trovare un nuovo orologiaio. Nella sua interazione con il proiettore cinematografico Merle Rideout ha modo di interrogarsi sulla relazione tra tempo e immagini, sulla sua alterazione grazie al cinema e sull'insistenza nell'usare apparecchi per proiettare progettati come orologi: e se ci fosse la possibilità di trascendere il tempo usando le immagini?

Continuando nel suo viaggio verso est Merle raggiunge finalmente Candlebrow, la sua meta, il luogo dove perdersi nei meandri del ragionamento circa la trascendenza dal e sul tempo.

Qui scopriamo che Candlebrow è affetta da un fenomeno singolare: viene colpita ogni anno dallo stesso tifone, ormai soprannominato Thorvald, al quale la popolazione locale (composta pressoché interamente di scienziati e tecnici) ha cominciato a fare offerte votive al fine di scongiurarne l'eccessiva ferocia.

Anno dopo anno Merle frequenta i campi estivi a Candlebrow, fino a che un estate vi incontra i Chums of Chance, proprio mentre questi stanno cercando il creatore degli apparati Hypops Roswell Bounce, che guarda caso si trova in sua compagnia.

Il giorno dopo l'incontro tra la ciurma, Merle Rideout e Roswell Bounce si ritrovano a parlare nella roulotte del primo e nasce l'amore: i due scoprono di avere lo stesso interesse nello scoprire la relazione tra luce e tempo, e Roswell convince Merle a viaggiare verso la California, dove stanno impazzendo per il cinema e dove c'è grandi possibilità in materia.

Prima di partire presenziano a una conferenza del celebre matematico tedesco Hermann Minkowski, che tiene la lezione in tedesco, ma con copioso uso di equazioni, il che rende tutto un po' più semplice. L'affermazione dei due tecnici è semplice: “dobbiamo solo tradurre tutto questo in hardware”.

3.3

Frank torna dal Messico e si ritrova a passare per Nochecita alla ricerca di suo fratello, ma più che altro di Estrella Briggs. Incontra invece la maestra con cui aveva avuto un mini flirt prima di partire alla ricerca degli assassini di suo padre, che gli rivela dove si trova Stray: Frank va al saloon, dove tra la fauna locale riconosce anche Zoltan un ungherese che scappa ogni volta che si mettono due cose a forma di X e che non riesce a vedersi negli specchi, e per questo viene sfottuto da tutto il locale; e vede Estrella scendere da una delle camere accompagnata da uno dei motociclisti famosi della zona.

Dopodiché va a Denver, dove incontra il reverendo Moss Gatlin che lo accompagna fino a Cripple Creek dove Frank riesce praticamente subito a ritrovare la madre, che gestisce un chiosco di gelati.

Con sua madre Frank parla della vendetta che ha già compiuto su Sloat Fresno, e Mayva cerca di spiegargli che per lei va bene così, che non è necessario cercare anche Deuce Kindred. Frank invece insiste, soprattutto perché vuole trovare anche sua sorella Lake, ormai signora Kindred, e sfogare la sua rabbia anche su di lei.

Prima di lasciarsi, Mayva racconta a Frank che anche se è sempre rimasta con loro, ha sempre sognato di andarsene con il circo, ma che alla fine non lo ha mai fatto perché il suo circo erano lui, Reef, Lake e Webb.

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Distrazioni non rischiose

17 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Arrivo allo stadio presto per verificare che cosa è cambiato dopo gli incredibili interventi legislativi e non voluti da Melandri, Amato e compagnia cantante: nulla, assolutamente nulla. Subisco tre perquisizioni anziché una, blanca nessuna, due ragazze che attraversano il varco per noi avrebbero potuto portare bombe a mano nella borsetta dato che non sono state controllate tre volte su tre; i tornelli funzionano a spinta, ma con lettura manuale, la gente dentro lo stadio beve, grida, canta e la curva è piena. Se non avessi letto i giornali non mi accorgerei di nessuna differenza: l'ipocrisia italiota al suo massimo splendore… Che schifo.

Giochiamo un grandissimo primo tempo e un appena sufficiente secondo tempo: la mossa perfetta di Mancini è l'ordine ai difensori di salire subito appena gli attaccanti del Cagliari prendono palla e aggredirli senza sosta. La soluzione fa sì che Suazo, Pepe, Capone, Langella, Conti non riescono a girarsi e partire. Burdisso è sovrumano e riesce a far sembrare un po' meno sovrumano anche "muro" Samuel. Cordoba è attento in difesa ma nel secondo tempo sbaglia due rinvii regalandoli ai sardi che rischiano di infilarci. L'unico neo è Grosso che è l'ombra dell'ombra dell'ombra di quello che è stato al mondiale.

Il nostro centrocampo è superbo: Dacourt recupera un milione di palloni, Cambiasso organizza tutto e tutti, anche i fili d'erba, purtroppo Stankovic corre molto ma non gioca al massimo delle sue possibilità, Figo per settanta minuti è un fuoriclasse, ma poi scompare. Davanti cincischiamo ma Ibra e Crespo sono un piacere da guardare giocare. Quando entrano Solari in cinque minuti si procura due punizioni dal limite, un corner e tira una tega sul primo palo, mentre Adriano non fa nulla e sembra tornato la lavatrice di sempre…. Che tristezza. In compenso Zanetti è immortale e non lo ferma neanche una Crociata: un capitano, c'è solo un capitano!

Da segnalare: gli interventi in corsa di Burdisso tipo treno ad alta velocità netti sul pallone come se avesse una calamita; le calate barbare di Saverio che palla al piede parte dalla nostra area e arriva fino all'area avversaria; Ibra che ogni tanto fa sparire il pallone e non glielo riescono a togliere dai piedi neanche con una fiocina; la traversa di Stankovic; le scarpette rosse di Crespo; la velocità di Suazo; l'unica parata mirabile di Julio Cesar sull'honduregno da fuori area.

Io mi sono divertito, soprattutto perché meglio di noi in Europa nella storia non ha mai fatto nessuno. Certo dobbiamo ancora vincere molte partite e trofei per rifarci di tutte le sofferenze, ma iniziamo dalle piccole cose 🙂

 

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Fissato l’appello per i condannati per i fatti dell’11 marzo

14 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Oggi sono stati fissati i giorni per il ricorso in appello delle 18 persone condannate in primo grado per i fatti dell'11 marzo 2006 a Milano in Corso Buenos Aires. Non ho notizia circa le iniziative che si promuoveranno, ma faremo sapere quanto prima: 15 giugno 2007, 5 e 26 ottobre 2007. Speriamo di non trovare di nuovo un giudice che non guarda neanche i video e che i quattro anni diventino zero.

Per approfondimenti trovi tutto su dovevadoevado, in particolare il dosser sull'innocenza degli arrestati

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Against the Day Synopsis (3.1)

14 Febbraio 2007 Commenti chiusi

3.1

I Chums of Chance quindi partono alla volta dell'Asia Interiore, anche se sono costretti a lasciare Lindsay all'Istituto Biometrico di Neuropatia dei C.o.C., dato che nei checkup trimestrali ha evidenziato una chiara Incipiente Gamomania, ovvero l'anormale desiderio di una vita di coppia.

Una volta sottopostosi a una settimana di cure, Lindsay è di nuovo in pista e raggiunge il resto della ciurma presso una imprecisata oasi nel deserto dei Gobi.

Qui i Chums of Chance vengono raccolti dalla H.M.S.F. Saksaul e dal capitano Toadflax, con il quale intraprendono la ricerca della misteriosa Shambala, viaggiando sotto le sabbie del deserto. A bordo della Saksaul oltre all'equipaggio c'è un passaggero civile, tale Stilton Gaspereaux, il quale manovra con sagacia uno degli ultimi apparati a cristalli di spato islandese, sotto il quale la cartina che i Chums of Chance hanno recuperato dell'Itinerario Sfinciuno prende vita. Nonostante questo stranamente la cartina sembra essere in un certo modo incompleta, come se le coordinate avessero 4 dimensioni anziché tre, tutte a partire da un certo punto nello spazio e nel tempo di Venezia.

Dopo una parentesi esegetica sul manicheismo delle popolazioni locali e sulle crociate, e il loro senso nella Storia, la H.M.S.F. Saksaul decide di fare scalo a Nuovo Rialto, uno dei più popolati porti subdesertici (ovvero sotto la sabbia).

Appena arrivati i Chums of Chance fanno conoscenza con i pidocchi giganti che abitano da quelle parti, protetti dalla legge tanto quanto gli esseri umani (esiste il pulicidio, tanto quanto l'omicidio), e che a volte danno vita a coppie (non di fatto, ma proprio uniti in matrimonio) miste, pur di fatto nutrendosi di sangue umano.

In una taverna di Nuovo Rialto, la ciurma incontra Leonard e Lyle, cacciatori di petrolio in viaggio verso la terra santa, che secondo loro custodisce giacimenti incredibili di oro nero. La coppia insinua nei Chums of Chance il dubbio che il capitano Toadflax stia cercando Shambala per fini altri che non quelli comuni alla ciurma, e molto materialmente legati al dominio dei giacimenti di petrolio che la città mitologica nasconderebbe intatti.

Questo fa sì che nel tratto di tragitto successivo sulla H.M.S.F. Sakaul, il capitano Randolph St. Cosmo venga trovato dal capitano Toadflax di fronte alla cassaforte dove sono custoditi gli ordini segreti per la fregata subdesertica con della dinamite e detonatori. L'incidente porta la ciurma a essere sbarcata nei pressi della Inconvenience.

Mentre sorvolano il deserto una volta lasciata la H.M.S.F. Saksaul Miles ha una visione circa il futuro di guerra su questi territori, guerra infinita per le risorse. Intanto la fregata subdesertica segue l'Itinerario Sfinciuno della ciurma fino al suo epilogo: un imboscata. Il capitano Toadflax invia quindi Gaspereaux a cercare rinforzi presso il servizio segreto militare di Sua Maestà la Regina di Inghilterra, mentre soccombe alle armi degli avversari. Gaspereaux arriva a Londra e riesce a contattare Sands, che diverrà famoso per avvocare il petrolio asiatico alla Regina, informandolo che hanno trovato Shambala, e che la si puo' conquistare senza alcuna arma, prendendone tutte le ricchezze. “Splendid News” è la risposta del perfido agente segreto.

 

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Censure e fregature

13 Febbraio 2007 Commenti chiusi

Da uno dei tanti blog di malati di mente che si occupano di tecnologie oggi recupero il link a un blog fatto da ex dipendenti di google: ovviamente si sa che gli ex sono sempre un tono sopra le righe per quanto concerne il proprio passato (vale per tutti, me incluso, un po' perché lo si conosce meglio, un po' perché la passione non si crea né si distrugge, ma si trasforma :), ma devo dire che alcune segnalazioni fatte con dovizia di fonti sono interessanti. In particolare mi è balzata all'occhio quella circa la rimozione da parte di youtube (ormai proprietà della Google, Inc.) di un video che non aveva nessun altra pecca se non quella di criticare violentemente il corano: il precedente è abbastanza agghiacciante, quantomeno da parte di un colosso statunitense, paese la cui costituzione santifica la libertà di parola quasi più dei soldi.

Fossimo stati in Italia non ci si sarebbe stupiti manco per un secondo. La prova di tutto questo è la querelle che ormai va avanti da un paio di anni tra indymedia e la procura di roma sulle famose foto del papa ritratto in vesti naziste: dopo due anni di infruttuose ricerche e soldi dello stato spesi a caso per fare rogatorie internazionali, i pm si devono arrendere all'evidenza che tracciare l'autore di una informazione in rete, inseguendo confini nazionali e accorgimenti tecnici, è un gioco che nel caso del reato (che definire obsoleto e contrario alla libertà di espressione, nonché alla natura laica dello Stato Italiano ci sembra fin troppo clemente) come vilipendio di confessione religiosa.

In pratica la procura di Roma ha dovuto ammettere quello che in molti hanno cercato invano di spiegare: in primo luogo non si può sapere chi ha pubblicato il post perchè indymedia (come tutti i server autogestiti che si rispettino) non tiene log di alcun tipo; in secondo luogo rincorrere la legislazione italiana (luogo in cui si persegue il reato), brasiliana (luogo in cui è registrato il dominio) e americana (luogo in cui è ospitato fisicamente il server) e farle quadrare è un compito che andrebbe preso di petto per questioni più gravi che non una vignetta satirica.  

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Napolitano e gli effetti positivi del suo embolo

13 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Sarò breve, che già molti ne commentano: è evidente che il suo nuovo ruolo ha causato un embolo abbastanza grave al Presidente Napolitano. Il Migliorista infatti non è noto per le sue posizioni rivoluzionarie, ma da un vecchio comunista come lui mi sarei aspettato qualcosa di meglio che una posizione talmente assecondante le voglie revisioniste che tanto vanno per la maggiore nel nostro paese e non solo (non penso che serva citare Dell'Utri e la sua commozione per i diari del duce… e meno male che anche sulla Gazzetta lo stigmatizzano 🙁

Tutto sommato però un effetto positivo le uscite di Napolitano ce l'hanno: no, non quello di rafforzare gli estremismi nazionalisti in croazia, che non ne hanno bisogno, ma di risvegliare un tot di intelligenze che riprendono parola per ricordare la Resistenza, quello che è accaduto appena 50 anni fa, e perché i morti non sono tutti uguali, né le guerre civili un comodo paragrafo in libri di storia obsoleti. Da questo punto di vista va dato merito a Carmillaonline di pubblicare parecchie cose interessanti e, anche nel passato, per nulla scontate. Forse più persone dovrebbero leggerle e farle leggere in giro. 

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Ripresa del campionato Pisanu senza ritmo

11 Febbraio 2007 Commenti chiusi

 

Riprende il campionato dopo i fatti di Catania, un campionato à la Pisanu, decreto disprezzato da tutti e ora invece osannato da chiunque, un decreto che trasforma il campionato in un giocattolo per telecamere, dove la protesta degli Ultrà romani comincia a mostrare l'applicazione dei nuovi DASPO (diffidati per voltare le spalle a un campo di calcio è un concetto di libera scelta un po' curioso), dove alla fine nulla cambia dove serve e tutto cambia dove servono i soldi.

Il pericolo chiaro è quello di un calo di concentrazione e di ritmo, e infatti la partita è tutto cinismo e niente gioco: i nerazzurri entrano in campo e imbroccano un gol mostruoso di Adriano dopo appena un minuto, però poi si addormentano e il Chievo ci mette sotto. I gialloblu giocano con sei centrocampisti e due punte, pressando a tutto campo, il nostro comparto difensivo mostra limiti imbarazzanti, il centrocampo non becca una palla e davanti siamo un po' legati, nonostante un Adriano tornato ai suoi livelli (tutto fisico, un po' di tecnica, poco senso della posizione, ma ha imparato a fare assist).

Nel secondo tempo un po' miglioriamo, Crespo infila Sicignano colpevole anche se tocca di mano. Figo entra e sfiora il terzo gol, ma in generale è una partitaccia. Julio Cesar beatificato honoris causa salva due volte la porta dopo papere incredibili di Cordoba… Speriamo che serva a rimettere la testa sul campionato, e che allo stesso tempo il trio Pancalli-Melandri-Amato capiscano che il problema non sono i tornelli (ma Pisanu avrà un parente tornellista?)… 

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